Il Papa: non scoraggiarsi nella cura dei poveri, trovare soluzioni a situazioni disumane
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
La ricerca di risorse sufficienti nella cura dei poveri causa spesso scoraggiamento, a questo non bisogna cedere perché “questo tipo di servizio è parte integrante del vivere cristiano autentico” e perché Dio non abbandona “i suoi discepoli specialmente nei momenti di frustrazione e dubbio”. Papa Leone XIV, che si scusa per il ritardo, si fa interprete delle fatiche di chi aiuta le persone in difficoltà ma esorta a non cadere in una visione pessimistica. Lo fa nel discorso in inglese di questa mattina, 4 maggio, rivolto ai membri del Consiglio di amministrazione di Catholic Charities USA, l’ente nazionale che rappresenta le circa 170 Catholic Charities locali degli Stati Uniti, le agenzie caritative diocesane che operano nel Paese e sono riunite nella rete chiamata Catholic Charities Network.
“La proclamazione del Vangelo attraverso la cura dei poveri e dei più bisognosi – afferma il Pontefice - presenterà sempre alcune difficoltà sia a livello personale che istituzionale”.
Sono pienamente consapevole che le agenzie di Catholic Charities negli Stati Uniti d'America non sono affatto immuni da queste sfide, che continuano a manifestarsi anche ai giorni nostri.
L’opera di misericordia
Papa Leone invita ad ascoltare la voce di Gesù che ci dice ancora una volta: "Io sono con voi tutti i giorni!". “Ecco perché – afferma - vi incoraggio e incoraggio i vostri nobili sforzi ed esprimo gratitudine per la vostra disponibilità a proseguire il ministero di compassione specialmente verso i più piccoli tra noi”.
In questo modo, cercate di trovare soluzioni a situazioni disumane, di alleviare le sofferenze di individui e famiglie e di alleggerire il fardello di quanti sono oppressi da difficoltà e conflitti.
La dignità e l’amore di Gesù
Un peso sul cuore di chi soffre che viene alleggerito proprio dalla carità di Cristo, sprone del lavoro quotidiano di Catholic Charities USA.
Vale a dire, il desiderio di portare agli altri un aiuto materiale con l’amore e il cuore di Gesù, perché è in quell’amore che troveranno sollievo autentico e la loro dignità sarà rispettata.
L’incontro reciproco
Richiamando la Dilexi te, l’esortazione apostolica sull’amore verso i poveri, il Papa ricorda che l’amore per il prossimo è riflesso dell’amore verso Dio ma è anche l’occasione per chi lo riceve di incontrarlo. Leone ringrazia per la “testimonianza di fede sincera” che viene offerta.
L’assistenza pratica che voi e le vostre agenzie partner offrite ai meno fortunati permette loro di sperimentare l’amore di Dio attraverso voi e apre loro un cammino per entrare in una relazione duratura con Lui. Al tempo stesso, consente a voi di venire a contatto con la carne di Cristo cercando di vederlo e servirlo nei nostri fratelli e sorelle. In tal modo, le vostre opere di carità diventano un incontro reciproco con il Signore che è presente in mezzo a noi.
Pegno di pace e gioia
L’esortazione finale è di “aprire vie di speranza e di vita nuova” per portare avanti la “nobile missione” che si mette in pratica ogni giorno.
Affido tutti voi all’amorevole intercessione di Maria Immacolata, patrona degli Stati Uniti d’America, e imparto volentieri la mia Benedizione Apostolica, che estendo a tutte le agenzie associate alla Catholic Charities USA, come pegno di pace e di gioia nel Signore risorto.
L'anno scorso le agenzie della Catholic Charities, che operano sotto l'egida del proprio vescovo o arcivescovo - si legge sul loro sito - hanno aiutato in tutto il Paese oltre 15 milioni di persone in difficoltà: senza fissa dimora, disoccupati, bambini affamati o malnutriti, anziani isolati, indipendentemente dalla loro fede o provenienza. "Il nostro lavoro - fanno sapere - sostiene la dignità intrinseca di tutte le persone". Nelle scorse settimane, il governo statunitense ha deciso lo stop, dopo 60 anni di collaborazione, ad un contratto federale da 11 milioni di dollari con Catholic Charities dell’arcidiocesi di Miami che si occupava in particolare dei servizi per i minori non accompagnati e di reinsediamento dei rifugiati. Una scelta che comporterà la chiusura del servizio.
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