Da Leone XIV per raccontare una scuola che salva la vita
Fabrizio Peloni – Città del Vaticano
Uguaglianza. Libertà Giustizia. Pace. Dignità. Fede. Unità. "Sono i valori su cui vogliamo costruire un’esperienza di vita normale, per continuare a studiare, costruire il nostro futuro e quello del nostro Paese nella pace, senza il terrore del domani". È questo il sogno contenuto in una cassetta di legno consegnata a Leone XIV da Bogdan, Darina e Maria, tre degli undici studenti ucraini di un liceo di Kyiv presenti insieme con tre docenti all’udienza generale di questa mattina — hanno confidato a Leone XIV durante il breve incontro avuto con il Pontefice. Lo hanno ringraziato perché "continua a tenere alta l’attenzione sulla guerra nel nostro martoriato Paese", ha raccontato Natalia, la loro professoressa di inglese, sottolineando quanto sia importante "non approfittare della resilienza dei più giovani, perché si rischia di tarpare le loro ali, rendendoli incapaci di vivere a pieno le emozioni, in primis la capacità di amare, anche solo per paura".
L’istruzione per costruire il futuro dei più vulnerabili
Per parlare al Pontefice di istruzione che salva la vita a migliaia di bambini nello Yemen, così come in Siria o in Colombia e in alcuni Paesi dell’Africa (Sud Sudan, Kenya e Congo) è venuto all’udienza Nicolò Govoni, presidente e fondatore di "Still I rise", organizzazione umanitaria fondata nel 2018 per portare educazione d’eccellenza ai bambini profughi — in particolare sull’isola greca di Samo — e vulnerabili. Nicolò su questa piazza lo scorso anno, durante il Giubileo, aveva già preso la parola per parlare di speranza e raccontare la propria esperienza di "missionario laico nel mondo dell’istruzione", con l’obiettivo di "rendere la scuola una casa e gli studenti protagonisti grazie alla loro creatività, offrendo loro gratuitamente il baccalaureato internazionale". E oggi a Leone XIV, oltre a presentare il suo ultimo libro Un mondo possibile - Dieci idee per cambiare il futuro e la tua vita ogni giorno, ha parlato di Idris, quindicenne kenyano, "salvato dalla strada e dalla tossicodipendenza, per il quale ho ottenuto l’affido e che sento essere mio figlio a tutti gli effetti, a dimostrazione che nessun bambino è perduto, finché ha un adulto che crede in lui".
Sempre in tema di abbattimento delle barriere per chi vive situazioni di fragilità, ben riconoscibili sul sagrato di piazza San Pietro volontari e disabili dell’Inclusion team, assistiti dalla Fondazione Efesto, attiva nel Triveneto. Tra loro alcuni non vedenti giunti in piazza con l’ausilio di cani-guida.
Da Napoli gli allievi della Nunziatella
A due giorni dalla visita di Leone XIV a Pompei e Napoli, sono giunti dal capoluogo campano circa 60 allievi del 237.mo Corso della Scuola Militare "Nunziatella" — guidati dal comandante, il colonnello Alberto Valent —, per donare al Papa una versione bianca del cappello tipico dell’Istituto. I giovani erano accompagnati dal cappellano don Luigi Sarnataro che ha ricordato il legame della scuola "con la grande Chiesa gotica dell’Annunziata, da cui l’Istituto militare prende il nome".
Sempre dalla Campania, esattamente dal santuario parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli, nella diocesi di Aversa, il parroco don Giuseppe Marmorella ha chiesto al Pontefice di benedire la nuova campana collocata in occasione del II centenario della parrocchia tra le due già presenti nel campanile.
La banda del cantone svizzero Turgovia
Durante il giro del Pontefice a bordo della jeep scoperta tra le transenne della piazza, la banda musicale dei giovani della Turgovia — il cantone svizzero ospite quest’anno al giuramento delle 28 reclute della Guardia Svizzera Pontificia, in programma nel pomeriggio — ha allietato i presenti. Alcuni di loro avevano cantato e suonato durante la messa per i militi presieduta poco prima dal cardinale Parolin nella basilica Vaticana.
La benedizione di due ambulanze
Prima di fare il suo ingresso in piazza, all’Arco delle Campane, Leone XIV ha benedetto due ambulanze dell’Associazione Lariosoccorso, destinate alle due sedi operative di Erba e Dongo, in provincia di Como. "Il proposito che muove l’associazione è quello di metterci al servizio del prossimo in situazioni di emergenza, basandoci su quel principio di sussidiarietà che Leone XIII sancì con la Rerum novarum e che è parte integrante della dottrina sociale della Chiesa", ha affermato Cristian Gattinoni che ha accompagnato la delegazione guidata dal presidente e fondatore di Lariosoccorso, Alberto Croci, e dai sindaci di Dongo ed Erba.
Un documentario su un architetto palestinese
Il Pontefice ha inoltre salutato una delegazione dell’Associazione Pro Terra Sancta che ha presentato il docufilm Osama. In viaggio verso casa dedicato all’architetto palestinese Osama Hamdan, "costruttore di pace, così come Papa Leone, mai stanco di richiamare l’attenzione sul focolaio di guerra che è oggi il Medio Oriente, dove operiamo ogni giorno", ha detto Andrea Avveduto, a capo del gruppo.
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