Il Papa incontra Marco Rubio: ribadito impegno per la pace e buone relazioni con gli Usa
Salvatore Cernuzio ed Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
“Che piacere rivederla. È passato quasi un anno!”. “Meno uno… No, meno dieci giorni!”. Scambio di battute tra Papa Leone XIV e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, all’inizio dei 45 minuti di dialogo a tu per tu, questa mattina, 7 maggio, in Vaticano, seguito dai "cordiali colloqui" in Segreteria di Stato con il cardinale Pietro Parolin, durante i quali, come informa un comunicato vaticano, “è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d'America". Insieme a questo, informa la nota, anche "uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie, nonché sulla necessità di lavorare instancabilmente in favore della pace”. Su questi ultimi punti, la Sala Stampa della Santa Sede ha spiegato che, tra le zone di conflitto citate, si è fatto riferimento ai Paesi di Africa e Medio Oriente, in particolare Libano e Iran, e che sono state affrontate anche questioni più ‘calde’ come quella di Cuba - in questi giorni di forte tensione con gli Stati Uniti -, riguardo alla quale è stata ribadita la necessità di un sostegno al popolo cubano.
Incontro dopo un anno
Rubio e il Papa si erano già visti il 19 maggio di un anno fa - presente pure il vice presidente JD Vance - all’indomani della Messa per l’inizio del ministero petrino. Appuntamento a cui fa riferimento il Papa quando dice “…meno dieci giorni!”. Oggi un nuovo incontro, alla vigilia del primo anniversario di pontificato e nei giorni successivi alle critiche espresse dal presidente Donald Trump contro Leone, alle quali il Papa stesso aveva risposto martedì sera a Castel Gandolfo.
Quello in Vaticano è il primo appuntamento del viaggio di Rubio in Italia, dove è giunto stamattina alle 9, all’aeroporto di Ciampino, e dove incontrerà pure la premier Giorgia Meloni, domani, a Palazzo Chigi, insieme ai ministri Tajani e Crosetto. Intorno alle 11.10 il corteo di auto è arrivato nel Cortile di San Damaso, tra rigide misure di sicurezza e il rumore delle pale d’elicottero che sorvolavano Via della Conciliazione totalmente vuota. Ad accogliere Rubio, il prefetto della Casa Pontificia, monsignor Petar Rajič che, stringendogli la mano, ha detto: “Welcome to Vatican!”. Ad accompagnarlo, invece, l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch. Mentre Rubio arrivava in Vaticano, seguito dalle diverse vetture di scorta, usciva dal colonnato il premier polacco Donald Tusk che ha avuto un incontro con il Papa questa mattina. I due cortei non si sono incrociati per una manciata di secondi.
I colloqui in Segreteria di Stato
Dopo il Papa, Rubio è stato ricevuto come detto in Segreteria di Stato, dal cardinale Parolin accompagnato dall'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali. Già ieri pomeriggio, a margine della presentazione di un libro LEV all’Augustinianum, Parolin anticipava che nel colloquio sarebbero stati affrontati i temi internazionali e altre tematiche. Il Dipartimento di Stato Usa, da parte sua, ha diffuso una nota in mattinata in cui riferisce che durante l’udienza col Papa è stata discussa la situazione in Medio Oriente e altre questioni “di interesse comune per l'emisfero occidentale”. Rubio e Parolin - spiega lo stesso comunicato - hanno, invece, “esaminato gli sforzi umanitari in corso in Occidente e le iniziative volte a stabilire una pace duratura in Medio Oriente”. Tali colloqui, secondo il Dipartimento di Stato Usa, “hanno dimostrato la solida e duratura partnership tra gli Stati Uniti e la Santa Sede a sostegno della libertà religiosa”.
Sul suo account X, il titolare della diplomazia Usa ha postato: "Incontro con @Pontifex per sottolineare il nostro impegno condiviso nel promuovere la pace e la dignità umana".
I doni
L’udienza di oggi con il Papa, si è conclusa con la foto tra il Pontefice e la delegazione statunitense, alla quale era presente la moglie Jeanette. Infine, lo scambio dei doni. Tra questi, da parte di Rubio, un fermacarte di cristallo a forma di piccolo pallone di rugby. “You’re a baseball guy… Sei un fan del baseball”, ha detto al Papa spiegando che il dono ha il sigillo del Dipartimento di Stato. Leone ha ricambiato con il libro degli appartamenti delle udienze nel Palazzo Apostolico, il volume con le foto della Cappella Sistina e una penna in legno d’ulivo: “L’ulivo – ha sottolineato – è una pianta di pace”.
Alle 13.50 il corteo è stato visto lasciare il Vaticano.
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