Il Papa durante l'evento in Piazza del Plebiscito Il Papa durante l'evento in Piazza del Plebiscito

La speranza dopo il dolore, a Napoli le testimonianze di Fabio e Rebecca al Papa

Due storie di vita concreta quelle offerte durante l’incontro del Pontefice con la cittadinanza in Piazza del Plebiscito, entrambe espressione di rinascita e di ripartenza dopo un dolore, quella di Fabio, e della scelta di restare in città, quella di Rebecca, nonostante le difficoltà del vivere al Rione Sanità

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

“C’è un filo rosso che ci unisce”, cantava Alfa qualche tempo fa. Una strofa che ben rende le testimonianze offerte nel corso dell’incontro del Papa con la cittadinanza di Napoli. Due storie che sono speranza, prospettiva, futuro, e che immancabilmente sono frutto dell’indole partenopea capace di ripartire dopo le sconfitte. Quell’anima che riflette il sole e il mare del Golfo ma che non manca di chiaroscuri. È soprattutto nella storia di Fabio Varrella, ingegnere di Napoli, che il bianco e il nero si fanno più marcati. C’è un prima e un dopo il 29 marzo 2023, quando due giovani al distributore di benzina gli puntano una pistola e gli chiedono di scendere dal motorino. Due colpi e la vita diventa buio, preoccupazione, domanda. Ma quei giorni diventano anche “pieni di presenza. Di mani che – racconta Fabio – "non mi hanno lasciato solo”.

Il bene resiste

Fondamentale nella storia di questo ragazzo la presenza di Emilia, la sua futura sposa, e del cardinale Domenico Battaglia, “don Mimmo”, che lo aiuta a capire “che anche dentro le ferite può nascere qualcosa di buono”. Fabio spiega che i due ragazzi sono stati arrestati ma lui non ha mai provato odio. “Dentro di me – dice - non c’è rabbia, ma una consapevolezza profonda: che nessuno nasce per fare del male. C’è invece una speranza forte: che nessuno sia perduto per sempre. E dopo aver attraversato la violenza, ho scelto di non restare fermo nel dolore, ma di trasformarlo in responsabilità”. Da qui l’impegno nel volontariato con i Lions, borse di studio dedicate al padre di Fabio, scomparso poco prima dell’agguato, ai ragazzi meritevoli. “E’ il nostro modo per dire che il male non ha l’ultima parola. Il bene esiste. Resiste”.


Dalla parte della vita e della cura

È intrisa di speranza anche la storia di Rebecca Rocco, una giovane ragazza del Rione Sanità, “figlia di un quartiere – si presenta così al Papa – in cui la bellezza ha imparato presto a convivere con il dolore”. Un cuore diviso in due tra paura e amore per il luogo in cui si è nati. A 18 anni la scoperta di una realtà - La Cooperativa La Paranza – animata da un gruppo di giovani con il merito di aver consegnato al pubblico le Catacombe di Napoli. In quell’esperienza lo sguardo di Rebecca comincia a cambiare, a vedere nei posti famigliari una possibilità. Da qui la nascita della Cooperativa La Sorte. “Lo scorso anno – racconta - abbiamo accolto circa centomila visitatori allo Jago Museum e preso parte al progetto MuDD – Museo Diocesano Diffuso di Napoli, che nasce da una visione ambiziosa della Chiesa di Napoli, insieme abbiamo creato quaranta opportunità lavorative per i giovani della città”. Giovani che hanno scelto di restare, di credere a nuove possibilità.  “Napoli mi ha insegnato – conclude Rebecca - che tra il mare e il fuoco si può scegliere ogni giorno da che parte stare. Io ho scelto di stare dalla parte della vita, della cura, della bellezza che non resta ferma, ma genera futuro”

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08 maggio 2026, 18:00