Il Papa con la delegazione della Hebrew University, di Gerusalemme Il Papa con la delegazione della Hebrew University, di Gerusalemme

Il Papa: in tempi di retoriche pungenti, le università favoriscano il dialogo

Nel suo saluto al Consiglio di amministrazione della Hebrew University di Gerusalemme ricevuto in Vaticano, il Papa approfondisce lo stretto legame tra ricerca di conoscenza e scambio di idee. Gli atenei sono chiamati a farsi “faro di speranza e di umanità”, portando pace e armonia tra le comunità con le quali entrano in contatto

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Dialogare, scambiarsi idee e pensieri per favorire una ricerca comune della conoscenza. È questo il significato più profondo di ogni istituzione universitaria, oggi più che mai chiamata a promuovere un confronto libero dalla "pungente retorica" che caratterizza il tempo attuale, facendosi "faro" di unità e contribuendo a diffondere pace e armonia tra culture diverse. Così Papa Leone XIV delinea il mandato della Hebrew University di Gerusalemme, ricevendo questa mattina, 18 giugno, nella Sala del Concistoro, i membri del Consiglio di amministrazione dell'ateneo.

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Offrire opportunità di incontro

Richiamando il ruolo storico della Città del Vaticano e di Roma come luoghi d'incontro tra popoli e culture, il Pontefice sottolinea come anche le università siano da sempre spazi privilegiati di crescita condivisa attraverso lo studio e la ricerca, dove spesso nascono amicizie che vanno oltre l'ambito professionale.

Sebbene non sia sempre facile, le università devono lavorare costantemente per assicurare che continuino ad esservi opportunità per incontri significativi. È una parte essenziale della vita di qualsiasi istituto di educazione superiore, poiché le nostre relazioni con gli altri, le nostre lingue e le nostre culture sono estremamente importanti per quel che siamo come esseri umani

Il Papa saluta i membri della delegazione
Il Papa saluta i membri della delegazione   (@VATICAN MEDIA)

Abbattere le barriere di fraintendimento e sfiducia

L'incontro accademico genera naturalmente dialogo perché la ricerca della conoscenza, spiega il Papa, è strettamente legata allo "scambio di idee". Quando questo confronto si svolge nel rispetto reciproco, tutti ne traggono beneficio, imparando dalle esperienze e dalle testimonianze degli altri, "anche di coloro con cui si può essere in disaccordo", e contribuendo così ad abbattere, passo dopo passo, le barriere del fraintendimento e della sfiducia.

A questo riguardo, in un tempo spesso caratterizzato dalla violenza e da pungente retorica, i membri della vostra variegata comunità universitaria possono continuare a essere “artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli

La pace parte da sé stessi

Il discorso richiama infine i Salmi, che parlano di un Dio che annuncia la pace al suo popolo e invita ciascuno a esserne strumento nel mondo, cominciando da sé stesso. Un concetto ripreso anche da sant'Agostino, il quale affermava che, "per infiammarne gli altri", il "lume acceso" della concordia deve anzitutto ardere nel cuore di chi la testimonia.

Prego perché, formando artigiani di pace, la comunità universitaria possa continuare a essere un faro di speranza e di unità in un mondo sempre più diviso

Il Papa riceve un dono
Il Papa riceve un dono   (@VATICAN MEDIA)

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18 giugno 2026, 09:45