Il vescovo di Lodi: siamo una comunità che crede nella integrazione e nella carità
Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano
Una comunità, quella della diocesi di Lodi, l’antica Laus Pompeja, coinvolta nello slancio missionario portato dal Sinodo e dal Congresso Eucaristico Diocesano, per incoraggiare il territorio a “non fermarsi nelle fragilità (...lavorative ed abitative, per prime), credendo piuttosto nell'integrazione equilibrata e tenace sostenuta da intelligenza e carità”. Così il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, presenta il suo gregge a Papa Leone XIV, nel saluto nella basilica dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini di Sant’Angelo Lodigiano, dopo l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione del Cuore di Santa Francesca Cabrini.
Santa Cabrini, nessuno è straniero nella storia
Il presule ricorda la “madre e patrona” dei migranti, nata a Sant’Angelo nel 1950, come “una donna audace”, che a Cologno fondò le missionarie del Sacro Cuore di Gesù, e obbedendo ad una richiesta di Papa Leone XIII “andò nelle Americhe a riparare le ferite del Crocifisso Risorto, dedicandosi eroicamente ai migranti”. Morì nel 1917 a Chicago, città natale di Leone XIV, e 80 anni fa venne proclamata santa, per il suo “fecondo connubio” tra contemplazione e carità sociale e la sua capacità di “evangelica lettura dei tempi e delle cose nuove”. Santa Cabrini, sottolinea Malvestiti, ebbe “intuizioni ecumeniche e interreligiose ad attestare che nessuno è straniero nella storia: tutti siamo chiamati a fraternità nella giustizia e nella pace”.
Sant’Agostino e l’inesausta ricerca di Dio
Dal Vescovo di Roma, “che presiede l'universale carità quale garante dell'unità”, il pastore di Lodi desidera la conferma "sui passi della fede quali pellegrini di speranza che approdano nella carità". E ricorda che il primo vescovo di questa terra, san Bassiano, era amico di sant’Ambrogio, e forse avrà incontrato il giovane sant’Agostino, teologo della carità di cui monsignor Malvestiti ammira “l'inesausta ricerca di Dio, che in Cristo ci ispira, accompagna e compie l'amore col dono dello Spirito”.
Il 20 giugno 1992, la visita di san Giovanni Paolo II
Il vescovo conclude rievocando la visita a Lodi di san Giovanni Paolo II, sempre il 20 giugno, ma del 1992, e sottolinea che Papa Francesco, nell’udienza alla diocesi del 26 agosto 2022 , parlò della sua parentela spirituale con santa Cabrini grazie a don Enrico Pozzoli, missionario lodigiano che lo battezzò. Infine auspica la beatificazione di Giancarlo Bertolotti, “medico esemplare nella difesa della vita nascente e dell'amore coniugale, le cui spoglie riposano in questo tempio”, prima di invocare l’intercessione della Santa Vergine Maria e di madre Cabrini, chiedere a Dio la forza “per contribuire a rendere magnifica la terra e l'umanità grazie alla magnifica carità”.
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