Il mosaico dell'empatia, le voci degli scrittori che hanno incontrato Papa Leone

Il Pontefice ha incontrato narratori, drammaturghi e poeti in Vaticano per i cento anni della LEV e ha presentato lo scrivere come atto di verità, svelamento e umanità. Alcuni degli autori presenti, provenienti da molti Paesi del mondo, raccontano l'emozione dell'incontro con Leone XIV e tornano su alcune delle parole del suo discorso che più li hanno colpiti

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

Un "atto di verità, di svelamento", "un gesto di umanità", una scrittura che "ha a che fare con Dio". Sono parole scelte con cura, semi che daranno frutto nei pensieri degli scrittori ricevuti oggi, quelle pronunciate dal Pontefice nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, nell'ambito delle celebrazioni per i 100 anni della Libreria Editrice Vaticana. Jon Fosse, Marilynne Robinson, Elizabeth Strout, Éric-Emmanuel Schmitt, Mircea Cărtărescu, Julia Navarro, Jonathan Safran Foer, Enrico Brizzi, Colum McCann, Assaf Gavron, Phil Klay tra i moltissimi intervenuti da diversi Paesi del mondo. 

Gli scrittori, maestri e modelli necessari

Molti hanno sentito come un atto di investitura il discorso del Pontefice, che li ha chiamati "maestri e modelli" di quella "forma di espressione umana" che è lo scrivere e si è rivolto loro menzionando le parole pronunciate nel 1964 da Paolo VI di fronte agli artisti: "Noi abbiamo bisogno di voi". Ha continuato Leone XIV: "Della vostra immaginazione, della vostra fantasia narrativa, della vostra vivacità di pensiero". Un’immaginazione che aiuta a mettersi nei panni dell’altro, attivando quello che nella Lettera sul ruolo della letteratura nella formazione di Papa Francesco, citata oggi da Leone, è "il potere empatico". "Penso che gli scrittori — ha commentato il Premio Pulitzer Marilynne Robinson — abbiano l’opportunità di pensare davvero in profondità il sentimento delle vite altrui, cosa sarebbe l’esperienza di essere qualcun altro". 

Con gli occhi dell'altro

Su questo sentire insieme è tornato anche Éric-Emmanuel Schmitt: "Ciò che mi ha colpito nel discorso di Leone XIV sono stati due punti: l’empatia e il mosaico. Ci ha detto che, credenti o meno, siamo artefici dell’empatia, poiché scrivere una storia significa incarnare una moltitudine di personaggi e avvicinare il lettore a tutti questi personaggi. E quindi, scrivere significa avvicinarsi agli altri, significa renderli vivi e prendersi cura di loro".  La seconda immagine che si è fissata nella mente del noto autore è quella del mosaico: "Uno scrittore mette insieme piccole pietre come in un mosaico per creare un grande disegno, che è un romanzo o un’opera teatrale. E in effetti, ciò che conta per noi sono le relazioni, mostrare le relazioni in una storia. E così ci ha mostrato che il cuore di ciò che facciamo è, in fin dei conti, in totale sintonia con il Vangelo. Ne sono rimasto toccato, illuminato, e penso che anche uno scrittore non credente si riconosca in questo discorso".

Ascolta l'intervista a Daniele Mencarelli

Per lo scrittore e poeta romano Daniele Mencarelli "il Papa ha proposto tutta una serie di parole che vanno riscoperte: l'empatia, la compassione, la pietà, la condivisione, l'uguaglianza, termini che questo momento storico è tornato a mettere in discussione".

Scrivere per l'umanità

Mircea Cărtărescu, tra i maggiori romanzieri romeni, si è soffermato sull’idea di verità e svelamento: "La verità è bellezza e la bellezza è verità, come ha detto John Keats. Sono completamente d’accordo con le parole di Sua Santità, con il suo messaggio. Anche io ho scritto sempre per il bene dell’umanità, della gente, per ognuno dei miei lettori e anche per coloro che ancora non mi leggono".  

Ascolta l'intervista a Enrico Brizzi

E il ruolo della verità nella scrittura, definita già in Magnifica humanitas non come "un territorio da difendere" ma come "un bene da condividere", ha colpito Enrico Brizzi, autore nel 1994 del celebre romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo: "Questo mosaico di voci, di percorsi culturali ed esistenziali diversi — ha osservato —, è stato convocato qui nel segno di un principio: raccontare in maniera onesta, non per confondere le acque, ma per cercare di illuminare plaghe di realtà che altrimenti non sarebbero disponibili".

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24 giugno 2026, 15:30