Il Papa: Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male per prendersene cura

All’Angelus Leone XIV ricorda che il dono di sé per amore è il cuore della sapienza di Gesù: “Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono”

Debora Donnini – Città del Vaticano

Il Signore “ama rivelarsi ‘ai piccoli’, mentre resta nascosto ‘ai sapienti e ai dotti’”. Questo è lo stile di Dio, che il Papa indica all’Angelus di oggi, 5 luglio, commentando il Vangelo della Liturgia odierna. Circa 18mila le persone radunate in Piazza San Pietro in questa prima domenica di luglio. Al centro della sua catechesi, una riflessione sulla vera sapienza di Gesù.  

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La vera sapienza si rivela ai piccoli

I sapienti - evidenzia il Papa - sono pieni delle loro idee “che non riconoscono la presenza di Cristo”. “L’umana sapienza - nota - diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia” mentre “la vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge agli 'stanchi e oppressi'”. 

Il Papa recita l'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico
Il Papa recita l'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico   (@Vatican Media)

Il dono di sé per amore è cuore della sapienza di Gesù

Leone ricorda, quindi, che “andare da Gesù” significa “condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua»”. “Il dono di sé per amore - evidenzia - è il ‘giogo’ di Gesù, cioè la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti”.

La sua sapienza è annuncio di salvezza che ci solleva da ogni caduta

C’è però una domanda decisiva che sorge: come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce?

Per una sola ragione: perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta.

Solo nella croce di Gesù il male viene redento

Seguendo Cristo, il Papa ricorda che “il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica”, ma “una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri”. “Difatti - sottolinea - solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto”.

Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome.

Questa sapienza Gesù “ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello”, spiega il Papa, e “con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo”. Leone XIV conclude quindi chiedendo “l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero”.

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05 luglio 2026, 12:11

L’Angelus è una preghiera recitata in ricordo del Mistero perenne dell’Incarnazione tre volte al giorno: alle 6 della mattina, a mezzogiorno e alla sera verso le 18, momento nel quale viene suonata la campana dell’Angelus. Il nome Angelus deriva dal primo versetto della preghiera – Angelus Domini nuntiavit Mariae – che consiste nella lettura breve di tre semplici testi che vertono sull’Incarnazione di Gesù Cristo e la recita di tre Ave Maria. Questa preghiera è recitata dal Papa a Piazza San Pietro a mezzogiorno la domenica e nelle Solennità. Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice tiene anche un breve discorso prendendo spunto dalle Letture del giorno. Seguono i saluti ai pellegrini.
Dalla Pasqua fino a Pentecoste, al posto dell’Angelus viene recitato il Regina Coeli, che è una preghiera in ricordo della Risurrezione di Gesù Cristo, al termine della quale viene recitato il Gloria per tre volte.

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