Il pellegrinaggio nazionale alla Vergine dei Trentatre in Uruguay Il pellegrinaggio nazionale alla Vergine dei Trentatre in Uruguay

Uruguay, il presidente dei vescovi: la visita del Papa dono per tutto il Paese

L’arcivescovo Milton Tróccoli afferma che il viaggio di Leone XIV previsto dal 6 all’8 novembre, rappresenta un’opportunità per rafforzare l’evangelizzazione, rinnovare la speranza e riaffermare le radici cristiane del popolo uruguaiano

Sebastian Sansón Ferrari – Città del Vaticano

La Chiesa in Uruguay ha accolto con profonda gioia l’annuncio del viaggio apostolico di Papa Leone XIV, previsto dal 6 all’8 novembre, prima tappa della sua visita in America Latina che toccherà pure l’Argentina e il Perù. Per il presidente della Conferenza Episcopale uruguaiana, l’arcivescovo Milton Tróccoli, la venuta del Papa è una grazia a lungo attesa che incoraggerà la comunità cattolica, rafforzerà la missione evangelizzatrice e offrirà un rinnovato messaggio di speranza a tutto il Paese. Parlando ai media vaticani, il pastore di Maldonado-Punta del Este-Minas sottolinea come la notizia sia stata accolta con entusiasmo da una Chiesa che attendeva da tempo la visita del Successore di Pietro. “La accogliamo davvero come un dono, come una benedizione”, afferma, dicendosi convinto che la presenza del Papa sarà segno di vicinanza e comunione per tutti i fedeli.

Un pastore che conferma nella fede

Per monsignor Tróccoli, ogni visita papale ha un profondo significato pastorale. In Uruguay Leone XIV verrà per rafforzare la Chiesa nel suo cammino di fede, incoraggiarla a continuare ad annunciare il Vangelo e confermare i credenti nella loro vocazione di discepoli missionari.

“Ci incoraggerà tutti, ci aiuterà a proseguire sulla via dell'evangelizzazione e ci rafforzerà nella fede”, assicura. Allo stesso tempo, il presule evidenzia che la visita trascende la sfera ecclesiale e costituisce una buona notizia per tutta la società uruguaiana, che ha bisogno di messaggi che ispirino fiducia e speranza. A tal proposito, esprime la speranza che il Papa venga accolto come un vero portatore di pace, riconciliazione e unità: “Ci farà guardare avanti, guardare oltre, aprendo un orizzonte nuovo e pieno di speranza”.

Evangelizzare in una società secolarizzata

Quanto al significato della visita in un Paese profondamente segnato dalla secolarizzazione, il presidente della Conferenza Episcopale uruguaiana confida nel fatto che l’incontro con il Papa rafforzerà l’identità e la missione della Chiesa. Leone XIV, dice, ha dimostrato fin dall’inizio del suo pontificato una particolare capacità di dialogare con il mondo contemporaneo, favorendo l’incontro tra fede e società. Un approccio, questo, particolarmente prezioso per l’Uruguay, dove la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo attraverso il dialogo, il rispetto e il servizio.

Inoltre, sottolinea Tróccoli, il messaggio del Papa contribuirà a promuovere ulteriormente i valori evangelici come fondamento di una società più umana, impegnata nella dignità di ogni persona e nel bene comune: “Credo che l’intero Paese, al di là delle diverse sensibilità, accoglierà molto bene il Papa e riceverà il suo messaggio con interesse”.

Sulla scia di San Giovanni Paolo II

Leone XIV sarà il secondo Papa a visitare l’Uruguay, dopo San Giovanni Paolo II, che si recò per due volte nel Paese. Una presenza, quella del Pontefice polacco, che rimane viva nella memoria di molti fedeli; la nuova visita di un Papa può ravvivare quella esperienza di comunione con la Chiesa universale. In questo senso, secondo il presidente dell’episcopato, esiste una chiara continuità tra le due visite, in quanto esprimono il duraturo affetto del Successore di Pietro per la Chiesa uruguaiana. “Siamo una piccola Chiesa, ma che desidera sempre rimanere fedele e in comunione con la Chiesa di Roma”. La presenza del Papa rappresenta perciò un incoraggiamento a continuare ad essere “luce, sale e lievito” in mezzo alla società.

L'arcivescovo Tróccoli, presidente della Conferenza Episcopale dell'Uruguay
L'arcivescovo Tróccoli, presidente della Conferenza Episcopale dell'Uruguay

La Vergine dei Trentatré, cuore spirituale del cammino

Uno dei momenti più significativi della tappa di Leone in Uruguay sarà indubbiamente quella che si svolgerà l'8 novembre, quando il Pontefice parteciperà alle celebrazioni per la solennità della Vergine dei Trentatré, patrona del Paese. La celebrazione quest’anno cade di domenica, circostanza che, secondo il presidente della Conferenza Episcopale, conferirà un significato ancora più speciale al tradizionale pellegrinaggio nazionale, che si svolge ogni anno nella domenica più vicina alla festa.

Monsignor Tróccoli si dice emozionato del fatto che il Papa potrà pregare davanti alla storica immagine della Virgen nel suo santuario, profondamente legata all'identità nazionale e alla storia del Paese. Questo gesto contribuirà a rinnovare la visione di Maria come Madre e interceditrice, richiamando al contempo le radici cristiane dell'Uruguay e la necessità di continuare a coltivarle nel presente: “La presenza del Papa sarà un dono speciale per tutti i pellegrini”.

Il volto della religiosità popolare

Il vescovo sottolinea inoltre che la visita permetterà a Papa Leone di conoscere in prima persona un’espressione di fede ancora viva nel popolo uruguaiano: la religiosità popolare. Sebbene l’Uruguay venga spesso presentato come uno dei Paesi più laici della intera America Latina, Tróccoli ribadisce che la devozione mariana continua a crescere e costituisce una fonte di speranza per molte persone. Maria “ci incoraggia sempre a guardare a suo Figlio” e accompagna le persone nel loro cammino con la certezza che nessuno percorre la vita da solo. Per questo motivo, l’incontro tra il Papa e i pellegrini si prefigura come uno dei momenti spirituali più intensi del viaggio.

Un’opportunità pastorale per tutta la Chiesa

Monsignor Tróccoli invita dunque tutta la Chiesa uruguaiana a prepararsi spiritualmente alla visita come una vera e propria opportunità pastorale. Il Papa, afferma, giunge come pastore universale per sostenere un “piccolo gregge” che ha bisogno di sentirsi accompagnato e confermato nella sua missione: “Sono certo che sarà accolto benissimo, che tutti verranno a conoscerlo, desiderosi di vederlo e ascoltarlo”.

Il Giubileo dei sacerdoti in Uruguay
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07 agosto 2026, 09:51