Le impalcature sul Giudizio Universale di Michelangelo Le impalcature sul Giudizio Universale di Michelangelo

Giudizio Universale, si montano le impalcature per il restauro

Iniziata la fase del montaggio del ponteggio per la pulitura e la manutenzione straordinaria del Giudizio universale di Michelangelo. L’intervento affidato al Laboratorio di restauro durerà circa tre mesi. La Cappella Sistina resterà aperta durante i lavori

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

Ha preso il via in Cappella Sistina il montaggio delle impalcature per la manutenzione straordinaria degli affreschi del Giudizio Universale. È quanto si apprende da un comunicato diffuso oggi dai Musei Vaticani.

A trent’anni dal «restauro del secolo»

Annunciato la scorsa estate, l’intervento di pulitura - a poco più di trent’anni dal "restauro del secolo" che svelò la cromia brillante del capolavoro michelangiolesco - si è reso necessario «per la presenza di una diffusa velatura biancastra», spiega il capo restauratore del Laboratorio di restauro dipinti e materiali lignei dei Musei Vaticani, Paolo Violini. Quest’ultima si è originata «dalla deposizione di microparticelle di sostanze estranee veicolate dai movimenti d’aria, che nel tempo ha attenuato i contrasti chiaroscurali e uniformato le cromie originarie dell’affresco».

Cappella Sistina sempre aperta

Durante i tre mesi in cui si svolgeranno le operazioni, la Cappella Sistina resterà aperta, continuando ad accogliere fedeli e visitatori. I restauratori lavoreranno dietro un telo riproducente ad alta definizione l’immagine del celebre affresco. Il ponteggio coprirà l’intera superficie e consentirà alle maestranze di recuperare la qualità cromatica e luministica originarie.

L’intervento è sostenuto dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums e, oltre al Laboratorio di restauro, vede il coinvolgimento del Gabinetto di Ricerche Scientifiche, dell’Ufficio del Conservatore e del Laboratorio fotografico dei Musei Vaticani.

Sotto continuo monitoraggio

In continuità con il grande intervento conservativo concluso nel 1994 sotto la supervisione dell’allora direttore generale Carlo Pietrangeli ed eseguito dal capo restauratore Gianluigi Colalucci, i dipinti della Cappella Magna sono stati negli anni oggetto di costanti attività di indagine e monitoraggio da parte dei Musei Vaticani, necessarie per valutare lo stato di conservazione in relazione all’elevato afflusso quotidiano di visitatori. Un programma di manutenzione preventiva dell’intero complesso decorativo è stato avviato dal Laboratorio di restauro per rimuovere sistematicamente i depositi accumulatisi nel tempo. Finora tali operazioni si sono svolte a cadenza annuale, di notte, con l’ausilio di piattaforme mobili, ed hanno interessato le pareti con le lunette michelangiolesche, la serie dei Pontefici e le grandi scene quattrocentesche.

Il capolavoro che riempie di "stupore e meraviglia"

Ora tocca alla grande e celebre parete posta dietro l’altare, commissionata a Michelangelo nel 1533 da Clemente VII e iniziata sotto Paolo III. Con i suoi 180 metri quadri di superficie dipinta e le 391 figure che la animano, l’opera fu completata nell’autunno 1541. Il 31 ottobre di quell’anno il Pontefice celebrò i vespri solenni al cospetto di un capolavoro che, come ricorda Giorgio Vasari «riempì di stupore e meraviglia».

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

02 febbraio 2026, 14:49