Biennale, Patti Smith inaugura il Padiglione della Santa Sede
Vatican News
Una preghiera sonora affidata alla voce inconfondibile di Patti Smith per inaugurare il Padiglione della Santa Sede alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il pomeriggio di venerdì 8 maggio, alle 15, nella Chiesa di Santa Maria di Nazareth, nota come Chiesa degli Scalzi, l’artista statunitense sarà protagonista di Sonic Prayer, performance realizzata in collaborazione con il collettivo artistico Soundwalk Collective, partner centrale del progetto espositivo promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione.
L’appuntamento, riservato a un numero limitato di invitati per preservarne il carattere raccolto e contemplativo, rappresenta il primo atto pubblico del Padiglione della Santa Sede, intitolato “L’orecchio è l’occhio dell’anima”, che accompagnerà i visitatori della Biennale dal 9 maggio al 22 novembre 2026 in un itinerario immersivo dedicato all’ascolto come esperienza artistica, spirituale e umana.
Nel segno di Ildegarda
Il progetto si ispira alla figura di santa Ildegarda di Bingen, mistica, musicista, teologa e dottore della Chiesa, la cui visione del suono come via di conoscenza e armonia interiore costituisce il cuore concettuale dell’intera proposta. Proprio a questo si richiama la scelta di Patti Smith, artista che da sempre intreccia poesia, musica e ricerca spirituale.
“Per Ildegarda, il suono era un modo di conoscere, un legame tra l’anima e il mondo. L’opera di Patti Smith ha da sempre custodito la stessa ispirazione”, spiegano i curatori Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers. “Il pomeriggio sarà un incontro raccolto, il primo ascolto di un Padiglione che ne richiederà molti altri. Non c’è altra voce che avremmo scelto per inaugurarlo”.
La performance vedrà Patti Smith affiancata da Stephan Crasneanscki, Simone Merli, Diego Espinosa Cruz González e Pedro Maia, in un intreccio di voce, elettronica, percussioni e immagini che si annuncia come un’esperienza immersiva tra concerto, meditazione e installazione sonora.
Due luoghi, un unico invito a rallentare
Il Padiglione della Santa Sede si sviluppa in due sedi veneziane complementari. La prima è il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, nel sestiere di Cannaregio, spazio normalmente non accessibile al pubblico, trasformato in un itinerario sonoro immersivo grazie al contributo di artisti internazionali come Patti Smith, Brian Eno, Meredith Monk e Jim Jarmusch, le cui opere dialogano con i suoni naturali del luogo.
La seconda sede è il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, nel sestiere di Castello, già al centro del progetto vaticano per la Biennale Architettura 2025. Qui prende forma uno “scriptorium contemporaneo”, tra installazioni, archivi viventi e opere dedicate all’eredità spirituale e culturale di Ildegarda.
Commissario del Padiglione è il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. La curatela è affidata a Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers.
Il progetto nasce come risposta culturale e spirituale a un tempo segnato da accelerazione, rumore e frammentazione. Lo aveva sottolineato lo stesso cardinale de Mendonça alla presentazione del Padiglione, spiegando che l’arte può diventare luogo di contemplazione e generare incontro, pace e futuro.
L’inaugurazione ufficiale del Padiglione è prevista alle 18. Ma il suo primo linguaggio sarà quello della musica. O meglio, dell’ascolto.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui