Le suore di clausura mentre realizzano i Rosari per la visita in Spagna di Papa Leone XIV Le suore di clausura mentre realizzano i Rosari per la visita in Spagna di Papa Leone XIV

Il Rosario delle suore di clausura che accompagna la visita del Papa in Spagna

Sedici monasteri contemplativi stanno preparando migliaia di coroncine per il viaggio apostolico di Leone XIV. Dietro quei piccoli grani intrecciati a mano riemerge un mondo silenzioso fatto di lavoro, preghiera e giovani volontari

Silvina Perez – Città del Vaticano

Un filo invisibile, fatto di corda grezza, perline di legno e mani consumate dal lavoro, sta attraversando in queste settimane la Spagna. Parte dai monasteri di clausura disseminati tra Castiglia, Navarra, Catalogna e Andalusia e arriva fino alle centinaia di migliaia di pellegrini attesi per il viaggio apostolico di Papa Leone XIV dei prossimi 6-12 giugno. È il filo dei “decenari”, piccoli Rosari tascabili intrecciati nel silenzio dei chiostri, diventati uno dei simboli più inattesi della visita papale. Dietro quei grani annodati uno ad uno non c’è però un’operazione commerciale per la visita, né una semplice iniziativa devozionale. C’è il riaffiorare discreto di un mondo che la Spagna contemporanea aveva quasi smesso di vedere.

Alcuni dei Rosari realizzati dalle suore
Alcuni dei Rosari realizzati dalle suore

Il ritorno dei monasteri nel cuore della Spagna

“Nel nostro Paese ci sono più di settecento monasteri. Siamo una delle più grandi realtà monastiche del mondo”, racconta Alejandra Salinas della Fundación Contemplar, la rete che da anni aiuta le comunità contemplative a sostenersi attraverso il lavoro artigianale. “Eppure molti spagnoli non sanno più come entrare in relazione con loro. Si è perso perfino il gesto semplice di attraversare il portone di un monastero”.

I monasteri non sono isolati. Ma vivono fuori dalla logica dominante dell’esposizione continua. Restano ai margini del rumore pubblico. Invisibili, quasi. E forse è proprio per questo che la preparazione del viaggio del Papa li ha riportati improvvisamente al centro.

La visita del Papa come “chiamata” spirituale

L’idea dei Rosari nasce in modo semplice: creare un piccolo oggetto accessibile per accompagnare la visita di Leone XIV. Fundación Contemplar comincia allora a telefonare ai monasteri per chiedere se fosse possibile realizzarne qualche migliaio. La risposta sorprende tutti. “Non sembrava una richiesta organizzativa”, raccontano dalla fondazione. “Le comunità l’hanno vissuta come una chiamata”.

Le religiose a lavoro
Le religiose a lavoro

“Se serve, non dormiremo”

Le monache iniziano subito a lavorare. Arrivano messaggi continui: “Ne abbiamo fatti mille! Possiamo arrivare a duemila”; “se servono altri cinquemila, non importa, non dormiremo”. Dentro i monasteri si organizzano piccole catene di lavoro. Una prepara il nodo francescano. Un’altra infila le perline. Un’altra ancora rifinisce i cordoncini e confeziona le bustine. Tutto avviene nel ritmo ordinario della vita contemplativa, la preghiera, il silenzio e il lavoro comune.

Lavoro, preghiera e vita comune

Per molte comunità questo lavoro non è secondario. I monasteri spagnoli vivono infatti quasi esclusivamente di ciò che producono. Devono sostenere spese, contributi sociali, riscaldamento, manutenzione. “Non ricevono aiuti sistematici”, spiega Salinas. “Per questo il lavoro artigianale è fondamentale, permette loro di vivere senza tradire la propria vocazione”.

Monasteri autosufficienti tra fede e artigianato

Negli anni Fundación Contemplar ha costruito una rete di vendita dei prodotti monastici anche nelle fiere nella Plaza Mayor di Madrid, i cesti natalizi per le aziende, mercatini e piattaforme online. Ma questa volta è accaduto qualcosa di diverso. I decenari preparati per il Papa sono diventati il prodotto ufficiale della visita apostolica. Dentro ogni bustina compare una scritta semplice: “Realizzato in un monastero in preghiera per la visita del Papa”. E la risposta è stata travolgente. Le prime dodicimila unità sono andate esaurite rapidamente. Adesso i monasteri lavorano contro il tempo per completarne altre migliaia.

Le coroncine che accompagneranno la visita di Leone XIV in Spagna
Le coroncine che accompagneranno la visita di Leone XIV in Spagna

I giovani alla ricerca del silenzio

Attorno a loro si è mobilitata una rete di volontari, soprattutto giovani, che aiutano a preparare e confezionare i Rosari. È forse questo l’aspetto più sorprendente della vicenda. Nell’epoca dell’iperconnessione digitale, ragazzi cresciuti dentro il linguaggio dei social trascorrono ore a sistemare etichette, dividere cordoncini, preparare pacchi destinati ai pellegrini. Cercano qualcosa che il monastero continua ancora a custodire, silenzio, manualità, concentrazione, una comunità. “C’è una sete enorme di raccoglimento”, osserva Salinas. “Lo vediamo continuamente. I giovani arrivano entusiasti. Ringraziano. Sentono che qui c’è qualcosa di autentico”.

Una preghiera intrecciata a mano per Leone XIV

Per le comunità contemplative, intanto, quei decenari sono diventati anche un modo per partecipare spiritualmente al viaggio del Papa. Molte monache non usciranno dai monasteri. Eppure sentono di accompagnare Leone XIV con il lavoro delle mani e con la preghiera. “Per noi è un onore esserci così”, hanno scritto alcune comunità alla Fondazione. “Ogni Rosario che prepariamo è una preghiera per chi lo riceverà”.

Mentre Madrid, Barcellona e le Canarie si preparano ai grandi eventi pubblici della visita papale, esiste dunque anche un altro itinerario, più nascosto. Attraversa chiostri, laboratori, refettori, stanze di cucito. E proprio ora, quasi inatteso, torna a farsi vedere.

I "decenari" pronti e confezionati
I "decenari" pronti e confezionati

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

29 maggio 2026, 10:00