La messa presieduta da monsignor Gallagher nella cattedrale di Kaunas La messa presieduta da monsignor Gallagher nella cattedrale di Kaunas

Gallagher: in tempi di calamità imploriamo il dono di una pace disarmata e disarmante

Il segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali della Santa Sede, questa sera, 27 giugno, ha presieduto una Messa nella cattedrale di Kaunas, in Lituania, in occasione dei cento anni della prima provincia ecclesiastica unita del Paese. L’arcivescovo ha affidato all’intercessione della Madre di Dio i popoli provati dalla guerra, in questa epoca “ferita dal conflitto lacerante nella martoriata Ucraina”

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Come il popolo lituano “durante la terribile persecuzione sovietica” ha percorso la strada del martirio affidandosi alla Vergine Maria, venerata nei suoi numerosi santuari, così, la “Chiesa intera” cerchi “rifugio e guida sotto il suo manto” con rafforzata consapevolezza, “in questi tempi di grandi calamità, feriti dal conflitto lacerante nella martoriata Ucraina”. Alla Madre di Dio “affidiamo i popoli provati dal conflitto, implorando la sua materna intercessione per il dono di una pace disarmata e disarmante”. Con questa preghiera monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali della Santa Sede, ha concluso l’omelia della Messa che ha presieduto stasera, sabato 27 giugno, nella cattedrale di Kaunas, in Lituania, in occasione del centenario della Lituanorum Gente, la costituzione apostolica con la quale Papa Pio XI erigeva la prima provincia ecclesiastica lituana unita.

Un momento della celebrazione
Un momento della celebrazione

Una Chiesa di martiri sopravvissuta al regime

L’inviato speciale di Leone XIV, ispirato dalle letture della 13ma domenica del tempo ordinario, ha sottolineato l’importanza della testimonianza dei santi, capaci di “fare spazio nella propria anima, arare il proprio cuore, sgombrandolo da interessi personali, preoccupazioni e affanni che vanno a soffocare la Parola”. Testimoni e modelli di santità di cui la Lituania ha fornito numerosi esempi, lo scorso secolo, patendo le persecuzioni del un “regime totalitario che non riuscì a distruggere la Chiesa”.

“Quanti sacerdoti, religiose e religiosi, insieme a decine di migliaia di fedeli – ha esclamato durante l’omelia l’arcivescovo - sono stati deportati nei gulag della Siberia! Che pagina gloriosa è stata scritta da tutti loro, nella ‘Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania’!”. Monsignor Gallagher ha ricordato la “commovente storia di fedeltà a Cristo” della Collina delle Croci, un’altura sui cui sono state erette negli anni decine di migliaia di croci: prima in memoria dei caduti delle insurrezioni lituane del XIX secolo contro l’Impero Russo, poi, durante l’occupazione sovietica, dei martiri del regime. Papa Giovani Paolo II, ha sottolineato l’arcivescovo, durante la sua visita del 1993 definì questa collina, “più volte rasa al suolo dai bulldozer” della dittatura comunista, il “Colosseo moderno”.

Gallagher nella cattedrale di Kaunas
Gallagher nella cattedrale di Kaunas

Il seme di nuovi cristiani

“In decenni di atroce persecuzione – ha aggiunto il diplomatico della Santa Sede - la Parola di Dio non è rimasta una teoria per il popolo lituano, ma si è fatta carne nella carne dei vostri martiri!”. Citando il detto di Tertulliano, secondo il quale “il sangue dei martiri è il seme di nuovi cristiani”, monsignor Gallagher ha visto proprio nella storia centenaria dei cristiani di questa comunità “la dimostrazione più fulgida di questa verità storica e spirituale”. Una storia custodita dai suoi pastori, in primis dal beato vescovo Jurgis Matulaitis, che il 13 maggio 1926, diede lettura alla Costituzione apostolica di Pio XI che dava origine alla comunità di fedeli: "una figura straordinaria - come lo ha definito monsignor Gallagher - di cui, il prossimo anno, ricorreranno i cento anni dalla nascita al Cielo". 

“In questa Celebrazione eucaristica – ha concluso il presule - il rendimento di grazie al Signore per le grandi opere compiute in questa Chiesa di martiri, nel centenario della Lituanorum Gente, non potrà che rafforzarci sul nostro cammino verso il Cielo”.

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27 giugno 2026, 19:00