L'arcivescovo Paul Richard Gallagher tiene la sua conferenza presso la Curia Arcivescovile di Kaunas, in Lituania. L'arcivescovo Paul Richard Gallagher tiene la sua conferenza presso la Curia Arcivescovile di Kaunas, in Lituania.

Gallagher in Lituania: la diplomazia abbia il coraggio di operare per la riconciliazione

Il segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede ha tenuto nel primo pomeriggio di oggi, 27 giugno, una conferenza presso la Curia Arcivescovile di Kaunas, in occasione dei cento anni della Lituanorum Gente, la costituzione apostolica che eresse la provincia ecclesiastica lituana: “Per la Chiesa la misericordia è una categoria politica, l’unica capace di spezzare le catene dell’odio e della vendetta”

Vatican News

L’evangelizzazione e la misericordia sono i principi fondanti dell’azione diplomatica della Santa Sede. Li ha ricordati oggi, sabato 27 giugno, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, presiedendo come Inviato Speciale del Papa le cerimonie del centenario dell’erezione canonica della Provincia Ecclesiastica Lituana.  Presso la Curia Arcivescovile di Kaunas, il presule ha tenuto una conferenza sul tema La diplomazia pontificia e l’evangelizzazione e, portando ai presenti "il benevolo e paterno saluto" di Leone XIV, ha fatto memoria della costituzione apostolica Lituanorum gente, definendola "un documento fondamentale per la storia religiosa e civile" di tutto il Paese baltico, in quanto "ha conferito alla Chiesa locale la piena autonomia giurisdizionale e canonica".

Diplomazia ed evangelizzazione al servizio della verità

In particolare il suo pensiero è andato al beato Jurgis Matulaitis (1871-1927): visitatore apostolico in terra lituana a quel tempo, grazie alla sua "fede indomita" e a "un intenso lavoro diplomatico e spirituale", riuscì a "superare una profonda crisi istituzionale" risanando i rapporti con la Santa Sede e guidando la Chiesa locale "verso una nuova stagione di feconda autonomia canonica, radicata nella pace e nell’unità ecclesiale". Il beato Matulaitis, elevato agli onori degli altari nel 1987 da san Giovanni Paolo II,  rivela che la diplomazia e l’evangelizzazione, "pur agendo in ambiti diversi, condividono una radice comune: il servizio alla verità", ha proseguito Gallagher. Ed è per questo che la diplomazia pontificia si deve "distinguere" dalle altre diplomazie: perché "essa attinge dal Vangelo ed è ispirata da esso, e quindi opera a favore dell’uomo", il quale "nel più profondo del suo essere anela alla pace". 

"Il fine dell'evangelizzazione - ha argomentato l'arcivescovo - è proprio la salvezza integrale della persona umana, non soltanto la salvezza su questa terra ma per tutta l'eternità. Ora, l'azione diplomatica pontificia tende di per sé a preparare il terreno per questa evangelizzazione. Ad esempio, laddove ci sono conflitti e guerre, che non permetterebbero di svolgere un'azione evangelica di sereno annuncio della Parola e di libertà di culto, la diplomazia cerca appunto di trovare soluzioni, attraverso il dialogo e la mediazione, per garantire che questo annuncio possa diffondersi liberamente".

Monsignor Gallagher e l'attuale Ministro degli Affari Esteri della Lituania, Kęstutis Budrys.
Monsignor Gallagher e l'attuale Ministro degli Affari Esteri della Lituania, Kęstutis Budrys.

In difesa dei diritti della persona umana

L’azione diplomatica della Santa Sede, come anche l’evangelizzazione, "non può prescindere dai diritti fondamentali della persona umana; anzi, essa li difende e li promuove". Al riguardo, l’inviato pontificio ha citato "il valore inalienabile e incondizionato della vita umana" dal concepimento fino alla fine naturale; "il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio, unione indissolubile di un uomo e di una donna"; "il valore della giustizia sociale che è negata addirittura a interi popoli", nonché "il valore della pace e della libertà religiosa, sempre minacciata dal terrorismo e dai guerrafondai" dell’epoca contemporanea. 

Il segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede e il primo ministro della Lituania, Inga Ruginienė.
Il segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede e il primo ministro della Lituania, Inga Ruginienė.

Diplomazia pontificia, espressione della cattolicità della Chiesa

Strumento privilegiato di pace, ha aggiunto il segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, la diplomazia della Santa Sede "non è di natura politica", bensì "un’espressione della cattolicità della Chiesa", intimamente connessa alla sua "azione pastorale" e alla sua "missione evangelica". In tal senso, essa "deve agire nel segno della misericordia", l’unica in grado di "spezzare le catene dell’odio e della vendetta". E guardando "allo scacchiere mondiale e in particolare alla guerra in Ucraina e al Medio Oriente", nonché allo spettro apocalittico di una guerra nucleare, tutto ciò risulta essere "di grande attualità". Pertanto anche oggi quando sembra impossibile — ha concluso l’arcivescovo Gallagher — la diplomazia pontificia deve "avere il coraggio di operare in vista della riconciliazione" e di quella "pace disarmata e disarmante" tante volte auspicata da Leone XIV. Perché, come diceva il beato Matulaitis, occorre "vincere il male con il bene", creando "ponti dove vi erano barriere" e ridando pace e dignità all’essere umano.

L'arcivescovo Paul Richard Gallagher e Gitanas Nausėda, presidente della Lituania.
L'arcivescovo Paul Richard Gallagher e Gitanas Nausėda, presidente della Lituania.

Gli appuntamenti istituzionali

Giunto in Lituania ieri, venerdì 26, l’arcivescovo Gallagher ha avuto incontri istituzionali con il presidente Gitanas Nausėda, il quale gli ha conferito un’onorificenza; con il primo ministro uscente Inga Ruginienė e con il ministro degli Affari esteri Kęstutis Budrys, nonché - presso la curia arcivescovile di Kaunas - con i vescovi del Paese. Nel tardo pomeriggio di oggi, il presule concluderà la visita presiedendo la Messa nella cattedrale di Kaunas.

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27 giugno 2026, 14:30