Il cardinale Makrickas celebra il solenne pontificale della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore Il cardinale Makrickas celebra il solenne pontificale della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore, Makrickas: la grazia di Dio scende ancora sul mondo

Nel solenne pontificale presieduto questa mattina, 5 agosto, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il cardinale arciprete ha ricordato la prodigiosa nevicata, in piena estate, a Roma, nell’anno 538, nel luogo in cui la Vergine, apparendo in sogno a Papa Liberio, desiderava venisse costruita una chiesa in suo onore. Quel prodigio è "simbolo della gratuità dell'amore divino, che sorprende l'uomo e rende fecondo ciò che sembrava arido”

Vatican News

Una memoria liturgica che “custodisce una verità profonda”: Dio ha preparato una dimora per Maria, per continuare ad abitare attraverso di lei in mezzo al suo popolo. È quella della Dedicazione della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, legata alla Madonna della Neve, che si celebra oggi, 5 agosto e per i credenti un invito ad essere a loro volta dimora di Dio. Lo ha spiegato questa mattina, durante il solenne pontificale presieduto nella Basilica romana, il cardinale arciprete Rolandas Makrickas, il quale nella sua omelia ha ricordato che proprio il 5 agosto, nell’anno 538, secondo la tradizione, “una nevicata sul colle Esquilino, nel cuore dell'estate romana”, “indicò a Papa Liberio e al patrizio Giovanni il luogo dove sarebbe sorta la prima chiesa dedicata alla Madre del Signore”. Sarebbe stata la stessa Vergine Maria a chiedere, apparendo in sogno ai due, la costruzione di una chiesa in suo onore, in un luogo che avrebbe miracolosamente indicato. Per questo, ogni anno, il prodigio viene rievocato.

Il simbolo della pioggia di petali

La pioggia di petali bianchi di rosa che vengono fatti scendere dall'alto, “rievocando la tradizionale nevicata miracolosa” non è una semplice rievocazione storica o folkloristica, ha detto il cardinale Makrickas, “quei petali che lentamente scendono dal soffitto sembrano dirci che la grazia di Dio continua a cadere silenziosamente sul mondo. La neve, candida e inattesa nel cuore dell'estate romana, diventa il simbolo della gratuità dell'amore divino, che sorprende l'uomo e rende fecondo ciò che sembrava arido”. In pratica, ha specificato il porporato, “la misericordia di Dio, attraverso Maria, desidera rivestire di speranza le nostre ferite, purificare i nostri cuori e rinnovare la vita della Chiesa”. Inoltre “i petali di rosa hanno anche un profondo significato spirituale”, “si posano delicatamente, quasi a ricordare che Dio entra nella nostra vita non con la forza, ma con la dolcezza; non imponendosi, ma offrendosi”. Ed è questo “lo stile di Maria” ha aggiunto l’arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, “la donna del silenzio e dell'umiltà, attraverso la quale Dio ha fatto ‘grandi cose’ per tutta l'umanità”. Guardando all’oggi il cardinale Makrickas ha affermato che “la vera ‘nevicata’ che siamo chiamati ad attendere ogni giorno” è “una pioggia silenziosa di grazia che trasforma il nostro cuore” e che “ogni Eucaristia, in tal senso, è una nuova neve d'estate; ogni atto di misericordia è un petalo che cade dal cielo; ogni gesto di perdono rende presente quella Gerusalemme nuova di cui parla l'Apocalisse, nella quale Dio abita definitivamente con il suo popolo”.

Il solenne pontificale della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore
Il solenne pontificale della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore

La tenerezza di Dio

Nella sua riflessione, il porporato ha rivolto pure un pensiero a Papa Francesco, che tante volte ha sostato davanti all'icona della Salus Populi Romani, custodita nella Basilica. Anche il Pontefice, per il porporato, avrà pensato “a quella pioggia di petali come all'immagine della tenerezza di Dio”. “Egli ci ha insegnato che lo stile del Signore è quello della vicinanza, della compassione e della tenerezza - ha evidenziato il cardinale -. Anche Papa Leone, di recente, ci ha insegnato che Dio si riconosce nella sua tenerezza”. Per l’arciprete “la neve di agosto e i petali di rosa sembrano rendere visibile proprio “la tenerezza divina, che continua a posarsi sul cammino della Chiesa e sull'intera famiglia umana”. Perché “i petali”, che “cadono su ognuno, senza distinzione” sono immagine dell’“amore”, “non selezionano, non abbandonano, non tralasciano”. 

L’insegnamento delle tradizioni

Riassumendo le tradizioni coltivate nella Basilica di Santa Maria Maggiore e il culto all’“antichissima icona della Salus Populi Romani, davanti alla quale generazioni di fedeli, santi e Pontefici hanno affidato gioie, sofferenze e speranze della Chiesa” - “gesti, ripetuti con fedeltà”, “diventati una vera catechesi per il popolo di Dio” - il porporato ha rimarcato che offrono diversi insegnamenti: “che noi non camminiamo da soli: camminiamo con Maria”, “che la forza della Chiesa non nasce dall'efficienza delle sue strutture, ma dall'abbandono fiducioso alla grazia del Signore”.

Il "miracolo della neve"
Il "miracolo della neve"

Chiamati a diventare dimora di Dio

La liturgia odierna “celebra il mistero della Vergine Madre che ha offerto a Dio una dimora nella nostra umanità” ha aggiunto il cardinale Makrickas, e la Basilica di Santa Maria Maggiore “richiama questa verità: Dio ha scelto di abitare con noi”. “Anche noi siamo chiamati a diventare ‘dimora di Dio’”, ha esortato infine il porporato, incoraggiando i fedeli a chiedere a Dio di essere pietre vive della Chiesa di Cristo; di custodire il Santo Padre Leone XIV, il suo ministero di Successore di Pietro; e di poter costruire insieme una Chiesa capace di mettere sempre Cristo al centro, camminando ogni giorno sotto lo sguardo materno di Maria”.

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05 agosto 2026, 16:33