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Vigili del fuoco tra le macerie dopo l'attentato al Crocus City Hall di Mosca Vigili del fuoco tra le macerie dopo l'attentato al Crocus City Hall di Mosca 

Mosca, Pezzi: un orrore l’attentato ma “per favore non disperate”

In un messaggio l’arcivescovo della Madre di Dio nella capitale russa parla del “brutale attacco terroristico” che ha colpito oltre 200 persone tra morti e feriti. L’appello a essere testimoni della speranza “in questi tempi bui”

Alessandro De Carolis - Città del Vaticano

“Oggi i nostri cuori sono pieni di orrore e di dolore, ma non permetteremo che ci facciano dimenticare che la nostra vita e quella di tutti gli uomini sono nelle mani di Dio”. È un appello al cuore, al punto in cui la fede sa essere un argine alle lacrime e all’odio davanti a un massacro insensato, quello che anima monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo della Madre di Dio a Mosca. Un messaggio a caldo, mentre la conta dei morti sembra non finire mai dopo l’attentato di ieri al Crocus City Hall di Mosca, rivendicato dall’Isis, e mentre le immagini tv e social rimandano a rullo scene terribili di una serata di svago trasformata in mattanza.

Speranza in questi tempi bui

“Brutale attacco terroristico” lo definisce monsignor Pezzi, che però sceglie di rivolgersi non a generici interlocutori, ma guardando idealmente negli occhi coloro che leggeranno le sue parole, personali e dirette: “Non disperare e sii quella presenza amorevole di Cristo dove sei, sii un testimone di speranza in questi tempi bui”.

"Risposta amorevole"

Il messaggio esprime solidarietà ai parenti delle vittime della “terribile tragedia”, incoraggia i soccorritori e ricorda l’imminenza della Settimana Santa “in cui domani - ricorda - entrerà la Chiesa cattolica”. “Ci ricorda - scrive il presule - che la morte non è l'ultima parola, che Cristo vince la morte. Ma prima ancora, Egli condivide con noi tutta la profondità della nostra sofferenza, “uomo dei dolori e conoscitore del dolore”, non ci libera dalla sofferenza, ma la attraversa con noi”. La “risposta di Dio alla sofferenza umana - assicura - è una presenza amorevole”.

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23 marzo 2024, 13:31