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Il cardinale indiano Anthony Poola Il cardinale indiano Anthony Poola

India, i vescovi chiedono di abrogare le leggi incompatibili con la libertà religiosa

Conclusa a Bengaluru l'assemblea della Conferenza episcopale cattolica indiana (Cbci). I presuli esprimono preoccupazione per l'aumento delle diseguaglianze nel Paese. Il cardinale Poola eletto presidente dell'episcopato

Francesco Ricupero - Città del Vaticano

Un accorato appello affinché vengano abrogate le leggi incompatibili con la libertà religiosa e con il diritto alla privacy è stato lanciato al termine dell’assemblea della Conferenza episcopale cattolica indiana (Cbci) conclusasi ieri, martedì 10 febbraio, a Bengaluru. Secondo i presuli, molte persone innocenti vengono incarcerate sulla base di accuse infondate di conversioni religiose forzate e per questa ragione occorre intervenire in maniera decisa. «L’articolo 25 della Costituzione — ricordano in una dichiarazione — garantisce che “tutti gli individui hanno pari diritto alla libertà di coscienza e al diritto di professare, praticare e propagare liberamente la religione”». E sottolineano la negazione dei diritti ai dalit cristiani che «continua da decenni come forma indiretta di discriminazione, nonostante i numerosi appelli all’uguaglianza e alla giustizia». A livello generale ribadiscono che la negazione dei diritti alle minoranze «indebolisce il tessuto democratico della nostra società». In un momento in cui la libertà e i diritti umani sono sempre più disprezzati, «riaffermiamo la nostra fede nella Costituzione indiana, che vede il nostro Paese come “una repubblica democratica, laica e socialista sovrana” che garantisce a tutti i suoi cittadini “giustizia, libertà, uguaglianza e fraternità”». 

«È importante sostenere la protezione dei diritti fondamentali per tutti gli individui, indipendentemente da casta, credo e lingua. Ricordiamo il grande esempio del Mahatma Gandhi, la cui intera vita fu dedicata alla formazione di un’India in cui il popolo senta che è il proprio Paese, un’India in cui non ci siano classi alte e classi basse». Di qui, l’esortazione al Governo «a garantire che a nessun cittadino vengano negati i diritti fondamentali di uguaglianza e libertà».

Un cardinale dalit alla guida dell'episcopato

Durante l’assemblea i presuli hanno eletto presidente della Conferenza episcopale l’arcivescovo di Hyderabad, cardinale Anthony Poola. L’elezione di Poola, che è il primo cardinale dalit, rappresenta un’altra pietra miliare per l’episcopato e per il Paese asiatico. «In un’epoca segnata da divisione, violenza e crescenti tensioni sociali la Chiesa — ha detto il porporato — è chiamata a essere segno di riconciliazione, dialogo e speranza». Pertanto, «accolgo questo incarico con umiltà, consapevole che la guida nella Chiesa è un servizio radicato nell’ascolto, nella preghiera e nel discernimento condiviso». 

In Dio non c'è parzialità

Con la scelta del cardinale Poola, l’episcopato indiano ha inviato un messaggio chiaro e profetico a coloro che portano ancora con sé la logica delle caste: «I dalit e i tribali — ha spiegato il vescovo di Berhampur monsignor Sarat Chandra Nayak, presidente dell’Ufficio per le caste e le classi arretrate della Cbci  — possono essere leader nella Chiesa a tutti i livelli. In Dio non c’è parzialità. Lo spirito sinodale e il discernimento dovrebbero aiutare il cardinale Poola e la Chiesa cattolica a godere della pienezza della gioia promessa da Cristo, liberandosi dei residui della mentalità di casta e accettando l’uguaglianza fondamentale di tutti i battezzati».

In un messaggio, letto al termine della elezione a presidente, il porporato ha ringraziato Dio «per la fiducia» riposta in lui dai suoi «fratelli vescovi» e ha espresso gratitudine «a ciascun vescovo per la fiducia e per lo spirito di comunione» con cui gli è stato affidato questo nuovo ed importante incarico. «Ringrazio anche il Popolo di Dio in tutto il Paese per le sue preghiere, la sua buona volontà e la sua fiducia nella mia guida». 

Nuova edizione del Messale in konkani

L’assemblea dei vescovi è stata anche l’occasione per la presentazione ufficiale della nuova edizione del Messale in lingua konkani, l’idioma più parlato tra gli abitanti di Goa. Il libro liturgico  è il frutto di un lavoro durato 16 anni promosso dalla Cbci. Si tratta di un passo importante per rafforzare la vita liturgica dei fedeli, consentendo loro una più piena partecipazione alla celebrazione eucaristica nella loro lingua madre. 

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11 febbraio 2026, 11:13