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2026.02.11 Colombia plenaria vescovi

Colombia, i vescovi: aiutare il sacerdote nella sua vita spirituale

Il ministero del presbitero al centro dell'assemblea plenaria che si è aperta lunedì 9 febbraio a Bogotá: la missione si vive in mezzo agli altri e non nell'isolamento

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

Nella lettera apostolica dell’8 dicembre scorso Una fedeltà che genera futuro, richiamando l’insegnamento del Concilio Vaticano II, Leone XIV ha sottolineato che l’auspicato rinnovamento di tutta la Chiesa dipende in gran parte dal ministero dei sacerdoti e ha chiesto di rafforzare l’accompagnamento pastorale affinché essi possano vivere la loro vocazione con gioia, gratitudine e responsabilità, testimoniando che è possibile essere presbiteri felici nella sequela di Cristo. È stato anche questo documento del Papa a ispirare la Conferenza episcopale colombiana nella formulazione del tema della sua assemblea plenaria, aperta lunedì 9 febbraio e intitolata El presbiterio en la Iglesia sinodal. Il ministero del sacerdote — ha detto nell’omelia della messa inaugurale l’arcivescovo vicepresidente Gabriel Ángel Villa Vahos — è fondamentalmente comunitario: nessun prete vive la propria missione in isolamento ma in comunione con gli altri, camminando insieme nella corresponsabilità pastorale. Dal presule è venuta inoltre l’esortazione a passare da una pastorale incentrata sulla preservazione a una più decisamente missionaria, affermando che «il vero tempio è la vita umana». Di qui la necessità di salvaguardare la dignità di ogni persona, soprattutto in una Colombia segnata da violenza, esclusione e sofferenza, rafforzando la fraternità sacerdotale, la fedeltà alla chiamata ricevuta e la formazione permanente.

Pace disarmata e opzione per i poveri

Tema, quello al centro dell’assemblea (che si chiuderà venerdì 13), affrontato nel suo discorso anche dall’arcivescovo presidente dell’episcopato, Francisco Javier Múnera Correa, il quale ha sottolineato l’urgenza di ravvivare la speranza nei presbiteri così come i legami di comunione, promuovendo la fedeltà nel servizio, nella fraternità e nella missione. Ribadito altresì l’impegno della Chiesa colombiana nell’opzione preferenziale per i poveri, nella cultura della cura, nella prevenzione degli abusi e nell’attenzione prioritaria alle vittime. E ispirandosi al magistero di Leone XIV monsignor Múnera Correa ha osservato che la pace che scaturisce da Gesù Cristo risorto non risponde alla logica della violenza o dell’imposizione ma alla forza trasformatrice del bene. «La bontà è disarmante», ha affermato, evocando lo stile di Gesù, la cui lotta è stata disarmata anche in contesti storici, politici e sociali avversi. Allo stesso modo la Chiesa cattolica in Colombia è chiamata a essere profeta e testimone di questa realtà, ascoltando la sofferenza degli altri e contribuendo a liberare la società dall’inganno della violenza affinché la pace di Cristo si traduca in giustizia, riconciliazione e dignità umana.

Crescere nella fraternità

Durante la prima giornata dei lavori — riferisce un comunicato — sono stati diffusi i risultati di due sondaggi somministrati a presbiteri e vescovi che hanno permesso di identificare «ciò che porta gioia nella vita dei sacerdoti, ciò che li rattrista, ciò che li preoccupa e ciò di cui hanno bisogno oggi», offrendo elementi concreti per orientare il ministero. Secondo la ricerca, vita spirituale, preghiera, servizio pastorale e relazioni fraterne emergono come fonti centrali di significato e motivazione, mentre solitudine, isolamento, pressioni contestuali e fragilità umana si presentano come sfide che richiedono accompagnamento e formazione continui. Fragilità rese ancora più estreme dal complesso contesto colombiano caratterizzato da conflitti, tensioni e polarizzazioni. Intervenendo nel dibattito, padre Juan Manuel Muñoz Guerra, vicario generale della diocesi di Magangué, ha evidenziato l’importanza di accompagnare i sacerdoti che vivono solitudine e isolamento e di prendersi cura della loro salute fisica e mentale, mentre padre Ariel Torres Hansen, dell’arcidiocesi di Florencia, ha affermato che una delle grandi sfide comuni è quella di crescere nella fraternità sacerdotale, incontrandosi e scoprendosi fratelli.

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11 febbraio 2026, 12:28