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Suor Abby Avelino, coordinatrice di Talitha Kum Suor Abby Avelino, coordinatrice di Talitha Kum

Contro la tratta, "la pace comincia con la dignità"

In occasione della 12ma, odierna, Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, suor Abby Avelino, coordinatrice Internazionale delle rete internazionale Talitha Kum, riflette su quella che è una delle più gravi violazioni dei diritti umani, lanciando un appello alle persone di buona volontà a passare all’azione e a costruire insieme la pace

di suor Abby Avelino *

La Pace comincia con la dignità e la dignità quando ogni persona è protetta, rispettata e amata. La Tratta è una delle più gravi e tragiche violazioni della dignità umana.

Per questo motivo, il tema di quest’anno della Giornata Internazionale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone — La pace comincia dalla dignità: un appello globale per porre fine alla tratta di persone— richiama alla mente la storia di Rahil, una giovane donna del Darfur. Quando la guerra è scoppiata in Sudan, la sua famiglia è stata costretta a fuggire dalla propria casa, lasciando tutto alle spalle. Rahil è stata separata da sua madre. Notte dopo notte, sia la madre sia la figlia hanno vissuto con la stessa paura: quali pericoli avrebbe potuto affrontare da sola, e se sarebbe scomparsa nel deserto o caduta nelle mani dei trafficanti.

Ma l’amore non si è arreso. Dopo un lungo viaggio da un Paese all’altro, con il sostegno delle suore e dei nostri partner, Rahil ha trovato sicurezza, protezione dai trafficanti, cura compassionevole e una nuova speranza. Infine, dopo anni di separazione, madre e figlia si sono riunite. Il loro abbraccio è diventato un momento di pace — un potente promemoria che la dignità può essere restituita, anche dopo grandi sofferenze.

La storia di Rahil ci ricorda Santa Giuseppina Bakhita, la cui festa celebriamo ogni 8 febbraio, Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone. Ridotta in schiavitù da bambina, Bakhita ha trasformato la sofferenza in libertà e fede. Ancora oggi, continua a ispirare l’impegno della Chiesa nel proteggere la dignità umana e nel camminare accanto a coloro le cui voci sono troppo spesso ignorate.

La tratta resta una dolorosa realtà nel nostro mondo, viola la dignità umana e sconvolge la pace delle nostre società, specialmente in un mondo segnato da conflitti, guerre e migrazioni forzate. Donne e ragazze continuano a sopportare il peso maggiore. I dati globali mostrano che i casi individuati di tratta sono aumentati significativamente negli ultimi anni, con un incremento del 25%. Povertà, conflitti, crisi climatiche e migrazioni non sicure rendono molte persone vulnerabili. Donne e ragazze rappresentano oggi circa il 61% delle vittime identificate a livello mondiale, molte delle quali vengono trafficate per lavori sfruttati o intrappolate in attività criminali online.

Ponendo al centro di questa Giornata mondiale la pace e la dignità, noi — la rete che promuove questa Giornata — invitiamo tutte le persone di buona volontà ad andare oltre la consapevolezza e a passare all’azione. Dal 4 all’8 febbraio, la 12ª Giornata Internazionale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Persone ha riunito comunità, a Roma e in tutto il mondo, insieme a Papa Leone XIV. Preghiera, testimonianze di sopravvissuti, iniziative guidate dai giovani e attività di advocacy ci ricordano che la pace è qualcosa che scegliamo e costruiamo insieme. La pace comincia da ciascuno di noi e cresce quando la costruiamo insieme.

Questa Giornata è importante perché ci ricorda che la pace è responsabilità di tutti. Ognuno di noi è chiamato a diventare Ambasciatore di Pace, non attraverso gesti straordinari, ma attraverso le scelte quotidiane: scegliere la compassione invece dell’indifferenza, la verità invece del silenzio, l’azione invece della comodità. Quando proteggiamo la dignità, piantiamo i semi della pace.

 

*Coordinatrice Internazionale di Talitha Kum

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08 febbraio 2026, 08:57