New START, i vescovi Usa: "inaccettabile" la scadenza del trattato
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
«I pericoli posti dagli attuali conflitti nel mondo, compresa la devastante guerra in Ucraina, rendono la prossima scadenza del New START semplicemente inaccettabile»: così si è espresso l’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale statunitense. «Invito le persone di fede e tutti gli uomini e le donne di buona volontà a pregare ardentemente affinché noi, come comunità internazionale, possiamo sviluppare il coraggio di perseguire una pace autentica, trasformante e duratura», ha aggiunto l’arcivescovo.
Aprire percorsi verso il disarmo
Il presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti è intervenuto alla vigilia della scadenza, fissata al 5 febbraio, del Trattato per la riduzione delle armi strategiche (New START), l’ultimo grande accordo sul controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia. Nel suo appello, Coakley ha sollecitato i decisori politici a intraprendere negoziati diplomatici per mantenere i limiti previsti dal trattato e ad aprire «percorsi verso il disarmo». L’arcivescovo ha poi richiamato le parole pronunciate da Papa Leone XIV nel discorso al corpo diplomatico, ha sottolineato la «necessità di dare seguito al New START» e ha messo in guardia dal «pericolo di tornare a una corsa alla produzione di armi sempre più sofisticate, anche mediante l’intelligenza artificiale».
Perseguire sempre il dialogo
Più in generale, ha ricordato il messaggio per la Giornata mondiale della pace, in cui il Pontefice ha citato San Giovanni XXIII e il suo invito al «disarmo integrale», fondato su una mentalità che riconosce che «la pace vera e duratura tra le nazioni non può consistere nel possesso di un eguale quantitativo di armamenti, ma solo nella fiducia reciproca». «Le divergenze di politica internazionale, per quanto gravi, non possono essere usate come scuse per uno stallo diplomatico; al contrario, dovrebbero spronarci a perseguire con maggiore forza un impegno efficace e il dialogo», ha proseguito Coakley, affidando infine l’appello a una preghiera: «Il Principe della pace illumini i nostri cuori e le nostre menti per cercare la pace nel mondo in uno spirito di fraternità universale».
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