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L'appello per la pace del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi L'appello per la pace del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi

Il cardinale Zuppi: urgente sconfiggere la globalizzazione dell’indifferenza

Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana commenta i ripetuti appelli per la pace di Papa Leone XIV che, fin dall’inizio della nuova e drammatica guerra in Medio Oriente, ha esortato a cercare soluzioni senza armi nel nome del dialogo. “In primo luogo il Santo Padre ha detto ‘fermatevi’ e poi che la diplomazia venga utilizzata"

Eugenio Bonanata e Orazio Coclite – Città del Vaticano

“Spero che la voce del Papa venga ascoltata”, è l'auspicio del cardinale Matteo Zuppi, che il presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Bologna affida ai media vaticani. Il riferimento è ai ripetuti appelli del Santo Padre, a partire da domenica scorsa, all’Angelus, in seguito all’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran. Secondo il porporato, il Santo Padre si è espresso in modo chiaro: “In primo luogo ha detto ‘fermatevi’ e poi che la diplomazia venga utilizzata. La diplomazia c’è, ma se viene vista come perdita di tempo oppure come un binario morto, allora si utilizzano altri strumenti”.

Ascolta l'intervista con il cardinale Zuppi

La speranza di Zuppi è che questo appello del Papa non cada nel vuoto. “Spero tanto che questo messaggio venga rilanciato anche sui social e che diventi qualcosa che aiuti a fermarsi e a cercare una composizione dei problemi”. Il rischio di un allargamento del confitto è enorme. E non sono affatto rassicuranti le dichiarazioni dei diversi leader mondiali coinvolti. “Se prevale la logica della forza per cui i conflitti non si risolvono più con il dialogo e con le entità sovranazionali, vuol dire che la forza diventa di nuovo l’unica via per risolvere i problemi”. È lo scenario evocato anche da Papa Leone, che ha chiesto di fermare la spirale di violenza prima che diventi una voragine. E neanche il diritto può aiutare a trovare una via d’uscita a fronte delle notizie in arrivo dall’area mediorientale. “È vero che non c’è più il diritto", afferma il cardinale, “se viene calpestato, deformato e utilizzato per giustificare, questo non è più il diritto”.

Disarmare ignoranza e pregiudizio

Cosa fare dunque? “Dobbiamo sconfiggere quella che Papa Leone ha definito la globalizzazione dell'impotenza e dell’indifferenza”, prosegue il presidente della Conferenza Episcopale Italiana. “Si tratta di disarmare l’ignoranza; il pregiudizio; l’intolleranza; il modo di trattare gli altri come categorie; il dialogo visto come cedevolezza; lo scontro visto come difesa della verità. Sono tutte vie che armano e che creano distanze, mentre dobbiamo imparare a riconoscerci, a vivere insieme, a essere quei ‘fratelli tutti’ che la sapienza della Chiesa ha indicato. Questo è il Vangelo: l’altro è il prossimo non è mai l’estraneo”.

Il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi
Il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi   (ANSA)

Gocce nell’oceano di pace

D’altro canto ognuno può fare qualcosa nella propria quotidianità. “La pace – sottolinea Zuppi – è quel famoso oceano che è composto da tante gocce. E dobbiamo sempre pensare anche il contrario, cioè che in quella goccia vedo l'oceano di pace”. Per i credenti la preghiera è fondamentale. “È la prima cosa che dobbiamo fare”, rimarca il cardinale. “La preghiera suscita forze, energie ed è efficace. Ma richiede sempre che ciascuno viva in modo coerente ciò che chiede, ciò che sceglie e la determinazione ad essere artigiano di pace”.

Il digiuno dalle parole violente

È urgente l’impegno di tutti a rinnovare il proprio cuore in sintonia con quel cambiamento profondo che la fede cristiana disegna con il termine ‘conversione’. “È anche il tempo di quaresima che ci suggerisce tanto questo”, continua. “Per esempio il consiglio molto pratico è di digiunare dalle parole ignoranti e violente in qualsiasi forma di comunicazione. Questo – conclude – sarebbe veramente un buon modo per imparare ad ascoltare e a parlare in maniera attenta e rispettosa del prossimo”.

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04 marzo 2026, 14:48