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Migranti detenuti in attesa di rimpatrio Migranti detenuti in attesa di rimpatrio

La Comece sui rimpatri dei migranti: "L'UE tuteli i più vulnerabili"

Con un comunicato, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea è intervenuta per commentare la votazione del 26 marzo al Parlamento Europeo sulle nuove politiche di rimpatrio dell’UE in materia di migrazione

Giovani Zavatta - Città del Vaticano

Sollevano "seri interrogativi sull’effettiva salvaguardia dei diritti umani e sul rispetto della dignità di ogni persona» le misure che facilitano i rimpatri, ampliano la detenzione o esternalizzano le responsabilità a paesi terzi". La Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) è intervenuta con un comunicato per commentare la votazione di giovedì scorso al Parlamento europeo sulle nuove politiche di rimpatrio dell’Ue in materia di migrazione. Nel testo che ha avuto il via libera dell'Eurocamera si dà priorità al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e si amplia il ventaglio delle opzioni per l’allontanamento dei migranti irregolari, includendo anche paesi terzi come possibili destinazioni. Per i vescovi questa votazione "segnala un preoccupante cambiamento politico all’interno del Parlamento che consente l’emergere di nuove maggioranze su questioni di fondamentale importanza". Tali sviluppi "rischiano di rimodellare l’approccio dell’Unione europea in settori chiave, tra cui la migrazione e la protezione della nostra casa comune, in modi che potrebbero discostarsi dai suoi valori fondanti".

Riaffermare i valori europei

Ad allarmare la Comece sono soprattutto le potenziali conseguenze della posizione adottata sulla dignità e sui diritti fondamentali delle persone vulnerabili: "Il progetto europeo si è sempre fondato sui principi di solidarietà, fraternità umana e tutela dei più vulnerabili. Questi principi non sono facoltativi, sono al centro dell’identità dell’Unione e qualsiasi sviluppo politico che rischi di comprometterli richiede un’attenta riflessione e un rinnovato impegno". Il voto del Parlamento, affermano i vescovi, "mette dunque in luce una preoccupazione più profonda: una possibile crisi d’identità all’interno dell’Unione europea. In un momento di incertezza globale, l’Europa è chiamata non a rinnegare i propri valori ma a riaffermarli con chiarezza e coraggio".

Politiche migratorie al centro della prossima assemblea

Nel comunicato si esorta l’Unione europea e i suoi Stati membri, nei prossimi negoziati, a "garantire che le politiche migratorie rimangano saldamente ancorate al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali e dei valori fondanti dell’Ue". La Comece — che "rimane impegnata a contribuire in modo costruttivo a questo dibattito, promuovendo politiche che tutelino sia la giustizia sia la compassione" — terrà la sua prossima assemblea generale a Cipro a metà aprile, dove migrazione e asilo saranno tra i principali temi di discussione. In questa occasione, i vescovi rifletteranno sugli sviluppi recenti legati a tali questioni. 

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28 marzo 2026, 12:13