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Una delle edizioni dell'"Enchiridion Theologicum Lullianum" Una delle edizioni dell'"Enchiridion Theologicum Lullianum"

Raimondo Lullo, il teologo del dialogo e della gentilezza

Nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina a Roma, mercoledì 18 marzo, un incontro sul grande dotto del tredicesimo secolo è stata l'occasione per presentare le diverse edizioni in lingua del libro che raccoglie una scelta di testi rappresentativa della sua vasta produzione teologica. Il cardinale Semeraro: "Uomo del dialogo"

Eugenio Murrali - Città del Vaticano

A volte dimenticato, a volte non compreso, ma sempre profondo e suggestivo. È Raimondo Lullo, teologo, filosofo, mistico catalano nato a Palma di Maiorca, in Spagna, negli anni Trenta del tredicesimo secolo. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero per le cause dei santi, ha definito questa figura prismatica di sapiente "un esponente di spicco di una cultura che cerca l'incontro". Perché il beato Lullo concepiva la cristianizzazione come "adesione alla verità". E citando l'opera Il gentile e i tre savi, il porporato ha voluto ricordare un metodo, che non agiva con l'imposizione. L'evento "La circolarità plurilingue della teologia di Raimondo Lullo" -  tenutosi il 18 marzo presso la Chiesa di Santa Maria in Traspontina a Roma e organizzato dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum con la Pontificia Academia Mariana Internationalis, la Escola Lul·lística de Mallorca e l'Ateneu Universitari Sant Pacià - è stata l'occasione non solo per presentare uno strumento importantissimo, l'Enchiridion Theologicum Lullianum, nelle edizioni catalana, spagnola, italiana e inglese, ma ha anche aiutato a comprendere che "Lullo deve parlare alla teologia di oggi", come ha detto padre Armand Puig i Tàrrech, presidente di AVEPRO - Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche. 

Ascolta l'intervista al cardinale Marcello Semeraro

Un tempo di confronto

"Io amo sottolineare un aspetto: Lullo - ha osservato il prefetto - è l'uomo del dialogo interreligioso". Il teologo era infatti immerso nella sua epoca, ma aveva un tratto di originalità, l'idea che la conversione al Cristianesimo fosse prima di tutto una conversione alla Verità. Una sua caratteristica era, inoltre, secondo il cardinale, "la gentilezza", un approccio all'altro non impositivo, ma che crede profondamente nella proposta del mistero cristiano. Il professor Jordi Gayà Estelrich, curatore dell'edizione catalana, nell'intervento letto dalla professoressa Sara Muzzi, ha precisato: "Per comprendere la teologia di Ramon Llull, è opportuno tenere sempre presente che l'intenzione apologetica della sua opera si basa su ciò che è comune alle tre religioni. Usando i termini dei suoi scritti, possiamo dire che questa intenzione non si oppone a tre leggi (“religioni”), ma piuttosto all'interpretazione della legge in tre forme diverse".

La locandina dell'evento
La locandina dell'evento

Un grande pensatore

Il lavoro editoriale presentato dai diversi relatori - per l'edizione spagnola Júlia Butinyà i Jimenez, per quella inglese Robert Hughes, per l'italiana Simone Sari - è frutto di un intenso lavoro scientifico, che vuole ricollocare Raimondo Lullo in una posizione preminente. "È il quarto pensatore - chiarisce padre Puig i Tàrrech - dei secoli tredicesimo e quattordicesimo insieme a Tommaso d'Aquino, Bonaventura di Bagnoregio e Duns Scoto". 

Ascolta l'intervista a padre Armand Puig i Tàrrech

Lullo riesce a far comprendere che il discorso cristiano permette lo scambio tra mentalità molto diverse grazie alla via della ragione illuminata dalla fede. "In questi momenti in cui viviamo, in un mondo globale - afferma padre Puig i Tàrrech - questa visione ci serve molto". Perché questo teologo insegna l'arte del dialogo. Ma non è solo un dotto per gli specialisti: "I fedeli troveranno in Lullo uno slancio apostolico, missionario". 

Una profonda pietà mariana

Nel ricco intervento di Vincenzo Battaglia, professore emerito dell'Antonianum, sono stati ripresi diversi punti, come la riflessione teologica elaborata da Lullo in base al metodo dell'"Ars", secondo cui la funzione conoscitiva della ragione umana universale si mette al servizio della verità della fede. La sua teologia, di cui l'Enchiridion pubblicato dalle Edizioni Antonianum è una summa, diventa ponte di dialogo. Tra gli altri temi è emersa la profonda pietà mariana di Lullo, di cui il professore ha richiamato due temi nodali: il concepimento verginale del Figlio di Dio in Maria per opera dello Spirito Santo e l'immacolata concezione della Vergine. 
Battaglia si è soffermato inoltre sulla prospettiva dell'amore, mettendo in rilievo aspetti di grande interesse, come la partecipazione di tutti i sensi, spirituali e corporali - al quale aggiunge l'effatus, il linguaggio - alla glorificazione di Dio. E ha osservato: "Un fattore assolutamente determinante in ordine alla conoscenza sperimentale della vita con Dio, pervasa dallo spirito della contemplazione, è indubbiamente il rilievo riservato all’esercizio dell’amore. A tale riguardo è magistrale l’apporto dato dal Libro dell’amico e dell’amato, inserito nella parte centrale del romanzo di Evast e Blaquerna e di cui sono riportati alcuni passi nelle pagine conclusive dell’Enchiridion". 
La presentazione si è conclusa con il saluto del vescovo di Maiorca, monsignor Sebastià Taltavull Anglada che, nel ringraziare gli intervenuti, ha indicato in Raimondo Lullo una fonte di ispirazione, per la sua dimensione umana e intellettuale, ma soprattutto cristiana e spirituale, espressione di una fede profonda nel Dio che è amore. 

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"La circolarità plurilingue della teologia di Raimondo Lullo"
18 marzo 2026, 19:15