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Veglia ecumenica a Santa Maria in Trastevere, i martiri luce nelle tenebre

Nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, la preghiera ecumenica in memoria dei testimoni della fede che hanno dato la vita per il Vangelo. Promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, la veglia è stata presieduta dal cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. Don Marco Gnavi, parroco della Basilica ai media vaticani: “I martiri sono luce nelle tenebre, carità dove c'è odio, portatori di pace dove c'è conflitto”.

Greta Giglio - Città del Vaticano

Tra i rami d’ulivo, quattro croci vengono portate una dopo l’altra lungo la navata della Basilica di Santa Maria in Trastevere, fino all’altare. Ognuna ricorda i martiri di tutto il mondo: Africa, Medio Oriente, Asia, Americhe, Europa. La veglia ecumenica di ieri 31 marzo ha riunito i fedeli per commemorare tutti coloro che hanno perso la vita nella loro testimonianza di evangelizzazione. A presiederla, il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali: “Quando contempliamo questi uomini, donne e bambini che sono morti nella violenza, vediamo un sacramento eloquente, ma salvifico della volontà di Dio che ci vuole tutti salvi nell’amore”.

Un momento della veglia di preghiera nella Basilica trasteverina
Un momento della veglia di preghiera nella Basilica trasteverina

Le candele per ricordare ogni luce portata nelle tenebre

Durante la veglia sono stati ricordati i nomi dei martiri dei secoli XX e XXI. Per ognuno di loro è stata accesa una candela, simbolo della “speranza disarmata” portata ovunque grazie alla loro fede. Uomini e donne di ogni età, che hanno perso la vita nelle guerre, uccisi dal terrorismo e dalla violenza, perseguitati per la fede o per la loro lotta alla corruzione e alla criminalità, contagiati da malattie nello svolgimento delle loro opere di cura. Questi testimoni del nostro tempo parlano a tutti i cristiani dell’amore di Cristo. Don Marco Gnavi, parroco della Basilica e responsabile internazionale della Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato a Vatican News: “Le loro storie dicono a noi tutti che possiamo essere testimoni di questo amore nelle condizioni ordinarie della vita, che possono anche diventare straordinarie e perfino esposte al pericolo”.

L'accensione delle candele per ricordare i martiri
L'accensione delle candele per ricordare i martiri

Il messaggio del Vangelo: “La salvezza è un dono assolutamente gratuito”

Nella sua omelia, il cardinale Gugerotti ha richiamato l’attenzione dei fedeli su quanto stiamo vivendo nei nostri giorni: “Il mondo è pieno di individui che si mostrano onnipotenti, in una forma da ‘dio giocattolo’. Tanti che vogliono impossessarsi dei metodi che loro immaginano siano quelli di Dio: la potenza, l'autorità, la forza, la violenza, il giudizio e i soldi. Ma non c’è nulla di più lontano da Dio di tutto questo”. La salvezza, ha continuato Gugerotti, è un dono gratuito e, come detto recentemente da Papa Leone, la guerra è una bestemmia. All’inganno dei potenti si oppongono, con la loro testimonianza disarmata, i martiri della fede. Il cardinale lo ha ricordato soffermandosi su una parola, ‘tradizione’: “Uno dei suoi significati è ‘sarete consegnati’. Esattamente come viene consegnata l’esperienza dell’incontro con Cristo di generazione in generazione. Il martire è colui che continua nella sua carne il martirio di Gesù, primo martire. Sicché il nostro martirio non è mai una disgrazia, ma il primo dei frutti dell'imitazione di Cristo”.

Il cardinale Claudio Gugerotti durante la sua omelia
Il cardinale Claudio Gugerotti durante la sua omelia

La testimonianza di fede del martire Floribert Bwana Chui

Il cardinale Gugerotti ha poi ricordato la persecuzione di Floribert Bwana Chui, beato della Comunità di Sant'Egidio, funzionario doganale assassinato a soli 26 anni nella Repubblica Democratica del Congo per essersi opposto alla vendita di merce guasta. “Egli non era semplicemente un illuso di una società migliore. È stato un uomo che ha pagato per il Vangelo, perché si è rifiutato di vendersi al denaro”. La sua testimonianza, sempre viva nelle reliquie conservate nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, parla anche della proclamazione del Vangelo a tutte le genti: “È il segno del prodotto della autenticità del Vangelo predicato” ha concluso Gugerotti “e quindi dell'annuncio dei tempi ultimi. La nostra preghiera è di cogliere che c'è una croce di carne in questi sacrifici umani. Lì si manifesta profondamente l'esempio disarmato della testimonianza a Dio, della vera tradizione”.

 

 

 

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01 aprile 2026, 12:08