Gregoriana, una nuova sezione dedicata al continente africano
di Enrico Casale
Il cuore della ricerca teologica e interculturale guarda con sempre maggiore attenzione al continente africano. La Pontificia Università Gregoriana ha ufficialmente inaugurato la nuova sezione “Cristianesimo e religioni e culture dell’Africa”, dedicata all’approfondimento della spiritualità e della filosofia africane: un tassello strategico che si inserisce nel più ampio orizzonte del Centro Studi Interreligiosi. In un momento storico in cui lo sguardo internazionale è sempre più rivolto verso le dinamiche del continente africano, l’ateneo gesuita ha scelto di rispondere non con soluzioni di superficie, ma attraverso un rigoroso percorso accademico finalizzato a comprendere le trasformazioni religiose, sociali e culturali in atto.
In dialogo fra religioni
La decisione, maturata dalla necessità di un approfondimento sistematico anche in ambito ecclesiale, affianca la nuova sezione ai percorsi già consolidati dedicati al dialogo tra cristianesimo e islam e tra cristianesimo e religioni e culture dell’Asia. Come sottolineato da Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro, l’obiettivo primario non è quello di isolare le tradizioni in compartimenti stagni, ma «di analizzarle nel loro humus naturale, dove il cristianesimo e l’islam convivono e si intrecciano costantemente con le religioni tradizionali africane». Queste ultime, lungi dall’essere semplici retaggi del passato, continuano infatti a plasmare simboli, pratiche quotidiane, visioni antropologiche e le stesse dinamiche della vita comunitaria. La nuova sezione, approvata formalmente alla fine dello scorso marzo e operativa dal prossimo anno accademico, si propone come polo di coordinamento capace di mettere in relazione le esperienze teologiche e culturali africane con il contesto della ricerca universitaria internazionale. Lo studio si avvarrà di strumenti teologici, filosofici, antropologici e storico-culturali, garantendo uno sguardo d’insieme capace di superare categorizzazioni rigide e visioni parziali.
Le proposte didattiche
Il programma è articolato e ambizioso. Tra le proposte didattiche spicca un corso di teologia dialogica africana, focalizzato sul confronto tra cristianesimo, religioni tradizionali e islam. A questo si aggiunge un seminario dedicato all’islam contemporaneo in Africa, che partirà dall’analisi del Maghreb per estendersi all’Africa subsahariana e orientale, esplorandone specificità, diversità e trasformazioni. Inoltre, sarà organizzato un corso di filosofie africane che si affiancherà agli insegnamenti dedicati al pensiero islamico e indiano, offrendo nuove prospettive sui temi dell’ontologia e della rivelazione. Non si tratterà, tuttavia, di una formazione limitata alle aule romane. Il progetto prevede collaborazioni con istituzioni accademiche gesuitiche africane. In questo contesto è previsto un viaggio-studio presso l’Hekima College di Nairobi, prestigiosa facoltà teologica gesuitica, che permetterà agli studenti di confrontarsi direttamente con le realtà locali e di arricchire il proprio percorso attraverso un’esperienza sul campo. L’offerta formativa, caratterizzata da una forte impronta interdisciplinare, sarà aperta non solo agli studenti del Centro, ma a tutti gli iscritti alle diverse unità accademiche, accogliendo laici, religiosi e religiose provenienti sia da tradizioni cristiane sia da altre fedi, incluso l’islam.
L'apertura al pubblico
Oltre all’impegno accademico istituzionale, la sezione intende organizzare conferenze e incontri divulgativi aperti al pubblico, mantenendo quello stile dinamico e inclusivo che ha caratterizzato negli anni le altre sezioni del Centro. Questo impegno ribadisce la volontà della Gregoriana di non limitarsi a una visione puramente speculativa della conoscenza. «In un mondo spesso tentato da approcci utilitaristici verso l’Africa, dettati da meri interessi commerciali – conclude Bongiovanni – l’università sceglie di proporre una via alternativa, fondata sull’ascolto autentico, sul rispetto delle identità culturali e su un dialogo capace di arricchire il dibattito contemporaneo». La Pontificia Università Gregoriana guarda così al futuro con l’ambizione di consolidare un progetto che, partendo dalle radici profonde del continente africano, punta a diventare un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere le sfide religiose e umane del nostro tempo, offrendo una visione orientata al dialogo e alla fraternità.
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