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Suor Magdalena Smet nel campo profughi di Dbayeh Suor Magdalena Smet nel campo profughi di Dbayeh

L’Œuvre d’Orient: da 170 anni al fianco delle comunità dell'Oriente

L’associazione caritativa francese sostiene le popolazioni di 20 Paesi. Per l'anniversario domenica 10 maggio è stata celebrata una messa a Parigi nella cattedrale di Notre Dame, presieduta dal cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali. In un messaggio del Papa, a firma del cardinale Parolin, l'apprezzamento e l'incoraggiamento per l'opera portata avanti

Janvier Yameogo e Francesco Ricupero - Città del Vaticano

"Ogni anno, l’Œuvre sostiene centinaia di progetti vitali per le comunità, grazie a migliaia di donatori la cui instancabile generosità desidero lodare. Il vostro sostegno nella formazione di bambini e giovani, nonché di futuri religiosi e sacerdoti, il vostro prezioso aiuto umanitario e la preservazione del patrimonio cristiano rappresentano una fonte di aiuto incommensurabile e vitale per queste popolazioni che, a causa di conflitti e guerre, si scoraggiano e talvolta si sentono dimenticate". Sono le parole contenute in  un messaggio di Papa Leone XIV a firma del segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, inviato  per  la messa celebrata domenica 10 maggio a Parigi nella cattedrale di Notre Dame,  in occasione del 170° anniversario dell’associazione francese L’Œuvre d’Orient, che sostiene i cristiani d’Oriente e le popolazioni locali in oltre 20 Paesi. La messa è stata presieduta dal cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, alla presenza dell’arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich, e di monsignor Hugues de Woillemont, direttore generale dell’associazione. "Sappiate — continua il messaggio — che le vostre preghiere e le vostre azioni sono di grande valore agli occhi di Dio, così come lo sono coloro che ne beneficiano e che, senza il vostro aiuto, rischierebbero di scomparire da queste terre benedette".

Momenti di grandi fragilità

Della  necessità di fornire assistenza, ma soprattutto di costruire relazioni con le Chiese Orientali, che stanno attraversando momenti di grande fragilità, si è parlato poi nella conferenza stampa che si è svolta lunedì 11 maggio a Parigi.  È quanto espresso dal vicario apostolico di Aleppo, monsignor Hanna Jallouf, da Vincent Gelot, responsabile regionale dell’Œuvre d’Orient per il Libano e la Siria e da suor Magda Smet, religiosa delle Piccole Sorelle di Nazareth che operano presso il campo libanese di Dbayeh.  Ringraziando innanzitutto i giornalisti per il loro enorme contributo nel "sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione delle Chiese d’Oriente, che stanno vivendo momenti di grande fragilità, evidenziando il numero di sfollati, morti, feriti e dispersi", il direttore generale dell’associazione, monsignor Hugues de Woillemont, ha proseguito affermando che "i cristiani d’Oriente non hanno bisogno della nostra pietà,  piuttosto della nostra gratitudine per la testimonianza che rendono e da cui possiamo imparare". Ha poi sottolineato che questo anniversario è un’occasione per esprimere profonda gratitudine ai donatori privati e istituzionali. "È l’amicizia che condividiamo.

I cristiani sale, lievito e luce nella società 

Nel suo discorso in arabo il vescovo Jallouf,  ha espresso la sua gratitudine a L’Œuvre d’Orient prima di condividere la sua testimonianza. "Ad Aleppo c’erano più di 300.000 cristiani; ne sono rimasti solo 30.000 a causa della guerra e della paura". Il vescovo ha tuttavia deplorato la disinformazione che circola sui social media, ricordando che recentemente è stata pubblicata la cifra di "3.000 morti cristiani, quando in realtà sono 13". La sua testimonianza ha anche messo in evidenza  il ruolo dei cristiani come sale, lievito e luce nella società, affermando di "non avere paura dei veri credenti musulmani, ma dei fondamentalisti". Durante la conferenza stampa Gelot ha approfondito le osservazioni del vescovo Jallouf sulla situazione in Siria, parlando di un "Paese traumatizzato", di "popolazioni assolutamente devastate" e notando che "in 15 anni, l’80 per cento della comunità cristiana autoctona siriana è scomparsa". Ha quindi lanciato un appello urgente alla comunità internazionale affinché "contribuisca a preservare questo mosaico di diversità e pluralità etnica e religiosa che costituisce le comunità siriane".

Le violenze in Libano

Sulle nuove ondate di violenza in Libano si è soffermata suor Magda. "Il rumore acuto degli aerei è molto difficile da sopportare e aumenta lo stress della popolazione. La nostra comunità — ha detto — è un luogo dove tutti sono benvenuti; tutti cercano un momento di riposo, un luogo dove poter chiedere aiuto senza vergogna, sia gli sfollati che i rifugiati. Grazie a L’Œuvre d’Orient possiamo aiutare e fornire assistenza. La situazione pesa troppo sulle famiglie; ci sono casi di depressione, il fardello è troppo pesante. Siamo molto grate per l’aiuto e le preghiere, nella speranza di vivere in un mondo di pace". Nella conferenza stampa si è poi dato conto di un sondaggio condotto dall’Ifop (Institut français d’opinion publique) secondo cui ancora oggi la Francia rimane "un’importante fonte di sostegno" per i cristiani in Medio Oriente. 

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13 maggio 2026, 13:01