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La Messa celebrata da Leone XIV nel porto di Tenerife La Messa celebrata da Leone XIV nel porto di Tenerife

Il risveglio dell’Europa cristiana

Quasi contemporaneamente, a Belgrado, in Serbia, e in Spagna, da Madrid a Tenerife, si è manifestata una testimonianza di fede intensa e commovente. Di qui lo spunto per una riflessione sulla vitalità della fede, soprattutto nelle generazioni più giovani

di Jovan Palalić

Riprendendo una riflessione di Papa Benedetto XVI, secondo cui l’Europa, a partire dall’Illuminismo, ha progressivamente sviluppato una cultura che ha escluso Dio dalla sfera pubblica, negandone l’esistenza oppure sostenendo che essa non sia dimostrabile e relegando così la fede a una dimensione puramente soggettiva e privata, non possiamo fare a meno di chiederci, alla luce degli eventi delle ultime settimane, se la forza della fede – per tanto tempo marginalizzata dai principali paradigmi culturali e politici del nostro continente e confinata nei cuori e nelle case degli europei – non sia tornata oggi con vigore nello spazio pubblico.

Due esperienze sorprendenti

Due avvenimenti ai quali abbiamo assistito nell’ultimo mese sembrano indicare che, all’interno dei consolidati quadri istituzionali e ideologici del laicismo, dell’individualismo e dell’ateismo, si stiano sviluppando dinamiche sociali profonde che sfuggono alle interpretazioni delle strutture di pensiero rigidamente razionalistiche sulle quali si è edificata gran parte della cultura europea moderna. Quasi contemporaneamente, a Belgrado, in Serbia, e in Spagna, da Madrid a Tenerife, si è manifestata una testimonianza di fede intensa e commovente che pone numerosi interrogativi soprattutto a coloro che ne negano la rilevanza sulla base di schemi interpretativi puramente razionalistici, più che a coloro che la custodiscono nel proprio cuore e la vivono quotidianamente, forse senza essere pienamente consapevoli della sua straordinaria forza.

A Belgrado la devozione alla Madre di Dio

A Belgrado è giunta dal monte Athos, dal monastero di Vatopedi, la Sacra Cintura della Santissima Madre di Dio, reliquia che la tradizione considera appartenuta alla Vergine Maria. Nella più grande chiesa della capitale serba, nell’arco di una decina di giorni, si è svolto uno straordinario pellegrinaggio: circa un milione di persone di tutte le generazioni hanno atteso pazientemente, giorno e notte, anche per dieci ore consecutive, per venerare la reliquia, manifestando la profondità della loro devozione alla Madre di Dio.

I giovani, testimoni della fede in Spagna

Dopo queste immagini straordinarie vissute attorno al grande tempio di Belgrado, nel cuore dell’Oriente cristiano, la maestosa visita apostolica di Papa Leone XIV in Spagna, nell’Occidente cristiano, ha mostrato la sorprendente vitalità della fede del popolo spagnolo e la sua fedeltà al Pontefice, all’interno di una società nella quale i valori della modernità sembrano essere predominanti. Nella stessa Madrid, in occasione dell’accoglienza riservata a Papa Leone XIV, una città considerata tra le più moderne d’Europa, circa un milione di cittadini, in gran parte giovani, hanno dimostrato come il senso della vita non possa essere trovato esclusivamente nei modelli dominanti della cultura contemporanea, ma come la parola e la vicinanza del Papa rappresentino ancora una concreta possibilità di apertura alla dimensione trascendente dell’esistenza.

La forza del legame tra Chiesa e popolo

Ciò che colpisce particolarmente è anche la straordinaria sensibilità dimostrata verso questi processi popolari sia da Papa Leone XIV in Spagna sia dal Patriarca Porfirije a Belgrado. La loro disponibilità verso ogni persona, la benedizione impartita, la parola pronunciata e la mitezza espressa nei gesti e nello sguardo testimoniano la forza del legame tra la Chiesa e il popolo, un legame che molti ritenevano ormai quasi dissolto dopo numerose difficoltà interne e dopo campagne culturali spesso apertamente ostili. La rapidissima accelerazione dello sviluppo tecnologico, e in particolare dell’intelligenza artificiale, pone oggi l’uomo di fronte alla sfida della conservazione della propria identità, ma anche al rischio di una crescente alienazione e di una chiusura entro la logica del successo terreno e del consumismo. Eppure questi processi, che rappresentano in larga misura il risultato di quella stessa evoluzione culturale europea descritta da Benedetto XVI, sembrano incapaci di spegnere del tutto la scintilla trascendente presente nel cuore e nella mente dell’uomo: quel legame eterno che unisce la creatura al suo Creatore. Proprio quando sembrava che il progresso conducesse irreversibilmente alla dissoluzione degli ultimi vincoli tra l’uomo e Dio, gli eventi sopra descritti, autentici pellegrinaggi di popolo, hanno mostrato che tale legame rimane vivo, profondo e indistruttibile.

Spunti di riflessione per l'Europa

In Europa, il continente nel quale la fede cristiana ha raggiunto una delle sue espressioni storiche più compiute, la sua vitalità è oggi testimoniata soprattutto dalle giovani generazioni, quelle maggiormente esposte alle sfide e alle trasformazioni del progresso tecnologico. In questo senso, l’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV sembra cogliere con particolare lucidità le questioni fondamentali e le sfide decisive del nostro tempo. Le riflessioni contenute in questo documento pontificio paiono aver raggiunto il cuore e la mente di molte persone, come si è potuto osservare durante la visita del Santo Padre in Spagna. Se partiamo dalla riflessione di Benedetto XVI sull’evoluzione della cultura europea dal Rinascimento fino ai nostri giorni, forse possiamo cogliere alcuni segnali di questa possibile rinascita cristiana proprio nelle coincidenze simboliche che ci riportano al periodo immediatamente precedente all’avvento dell’età rinascimentale.

Il grande XIII secolo cristiano fu segnato da figure straordinarie

Quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi e i settecentonovanta anni dalla morte di San Sava di Serbia. Operando nello stesso periodo storico, il primo nell’Occidente cristiano e il secondo nell’Oriente cristiano, essi seppero aprire i cuori dei popoli ai quali dedicarono la loro missione spirituale attraverso la forza del loro esempio e della loro testimonianza. In quell’epoca il cristianesimo europeo viveva una stagione di piena fioritura. I popoli erano animati da grandi movimenti spirituali, fatti di conversione interiore e di pellegrinaggio. Le immagini viste nelle strade di Belgrado e nelle città spagnole potrebbero forse essere i segni di un nuovo tempo? Possano le preghiere di questi grandi santi cristiani, nell’anno in cui ne celebriamo la memoria con solenni commemorazioni, diventare la forza spirituale di una rinascita cristiana dell’Europa, i cui primi segni gli occhi attenti e i cuori aperti sembrano già oggi poter intravedere.

 

 

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21 giugno 2026, 10:00