“E-STATE Responsabili”, da Meter dieci consigli per proteggere i minori nel web
Vatican News
Non condividere foto di bambini in costume da bagno; mettere restrizioni se si intende postarle sul web; monitorare le chat e i messaggi dei minori nei giochi online. Sono solo alcuni dei consigli che l’Associazione Meter, fondata da don Fortunato Di Noto, propone alle famiglie nella guida “E-STATE Responsabili”, un decalogo nel quale suggerisce buone prassi per proteggere i più piccoli nel mondo online. Con l’arrivo dell’estate, infatti, i bambini e gli adolescenti trascorrono più tempo online, spesso utilizzando smartphone, tablet, videogiochi e social network durante i periodi di vacanza. È proprio in questi mesi che aumentano i rischi legati all’adescamento, alla diffusione incontrollata di immagini e all’esposizione dei minori negli ambienti digitali.
Attenzione alle foto
La prima cosa che viene consigliata è quella di evitare di pubblicare foto di bambini in costume da bagno, nudi o in situazioni intime (bagnetto, cambio pannolino). Queste immagini infatti sono il bersaglio primario delle raccolte “pedo-soft” che alimentano – afferma Meter - il traffico di materiale pedopornografico. Le foto possono tra l’altro essere modificate dall’Intelligenza artificiale e usate da malintenzionati per creare deepfake o immagini manipolate con il volto dei bambini
La geolocalizzazione
Se proprio si decide di condividere un momento, la raccomandazione di Meter è che è chi vede le foto o i video sia autorizzato. Si ricorda però che il rischio di screenshot o ricondivisioni rimane sempre alto. Bisogna quindi configurare la privacy in modo restrittivo. Altra indicazione riguarda la geolocalizzazione nelle impostazioni della fotocamera dello smartphone, si tratta di una protezione per evitare che il minore sia rintracciato facilmente. Molte foto infatti contengono dati EXIF che rivelano esattamente dove una persona si trova.
Patti chiari
Fondamentale anche la chiarezza verso le persone che accudiscono i figli, ad esempio nonni, zii e amici. È necessario chiedere esplicitamente di non pubblicare foto dei bambini sui loro profili social. Prima di postare qualsiasi contenuto sarebbe sempre bene chiedere se in futuro il bambino ritratto desidererebbe che la propria immagine sia visibile a tutti. Meter raccomanda di rispettare la dignità dei minori, evitando di creare una “storia digitale” che loro non hanno scelto di iniziare.
Monitorare le chat
Non sottovalutare poi le chat e i messaggi che i bambini posso inviare giocando on line a giochi come Roblox o Minecraft. Usando tablet e consolle sono infatti esposti al rischio di adescamento. Bisogna spiegare loro che non devono mai scambiare informazioni personali o foto con estranei, anche se sembrano coetanei. Inoltre se i piccoli frequentano centri estivi, ma vale anche per le scuole, si deve sempre pretendere la firma su una liberatoria con la quale si vieta la pubblicazione di immagini di minori su qualsiasi social. Altro consiglio è quello di evitare di postare dettagli sulla routine famigliare perché rendere prevedibili gli spostamenti del bambino lo espone a rischi concreti di interazione indesiderata nel mondo reale. L’ultima indicazione è di segnalare alle autorità competenti o all’associazione Meter, che operano quotidianamente per la tutela dei minori online e offline, i contenuti sospetti o segnalare i profili che contattano con poca chiarezza o se c’è il sospetto che foto di minori siano state diffuse senza consenso.
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