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L’Opera sinfonica di Kiko Argüello a Loreto

Eseguita ieri sera, venerdì 19 giugno, nella Piazza antistante la Basilica della Santa Casa, la sinfonia dell’iniziatore del Cammino Neocatecumenale, alla presenza di oltre 1.200 persone. Dal Cin: il Figlio di Dio prenda carne nelle realtà che viviamo ogni giorno. Fra i presenti i circa 800 sacerdoti che stamattina sono partiti diretti in tutta l’Italia, per una missione di annuncio del Vangelo, a due a due, senza denaro

Debora Donnini - Loreto

Le note della sinfonia avvolgono la Piazza della Madonna a Loreto che ieri sera ha accolto oltre 1.200 persone arrivate per assistere alla realizzazione dell’Opera sinfonica di Kiko Argüello, composta da due parti: La Sofferenza degli innocenti e El Mesías. Mentre il sole tramontava sui colli marchigiani e la notte scendeva, si percepiva il profondo significato della realizzazione, proprio a Loreto, di quest’opera musicale eseguita in molti luoghi importanti e simbolici del mondo: da New York a Gerusalemme, da Tokyo ad Auschwitz, fino all’Aula Paolo VI in Vaticano e all’Auditorium Parco della Musica di Roma, solo per citarne alcuni.

Opera sinfonica a Loreto
Opera sinfonica a Loreto   (© Tomasz Marynowski)

Qui a Loreto si è percepita un’atmosfera particolare per il legame con la Vergine Maria, a cui è dedicata in modo particolare la sinfonia corale La Sofferenza degli innocenti. Qui dove, all’interno della Basilica, sono conservate le mura della Santa Casa all’interno della quale la giovane fanciulla di Nazareth ha accolto l’annuncio dell’Angelo, ieri sera si sono levate al Cielo le parole che ricordano il suo dolore sotto la Croce e la spada che le ha trafitto il cuore, perché niente al mondo può colpire così profondamente il cuore di una madre come assistere alla morte, brutale, di suo figlio.

Mons. Dal Cin
Mons. Dal Cin   (© Tomasz Marynowski)

Monsignor Dal Cin: come Maria dare la nostra “carne”

“Il benvenuto più grande ve lo rivolge Maria dalla sua Santa Casa, sentitevi a casa questa sera!” ha detto, introducendo l’Opera, monsignor Fabio Dal Cin, arcivescovo prelato di Loreto, delegato pontificio per il Santuario della Santa Casa, che ha ricordato come ogni lunedì e martedì le comunità del Cammino Neocatecumenale di diverse parti del mondo, vengono qui a rinsaldare il proprio cammino. “Abbiamo bisogno - ha sottolineato - di alzare lo sguardo verso Maria e chiediamo la grazia che ci aiuti a accogliere Gesù come lo ha accolto lei, che ha dato la sua carne al Figlio di Dio”. La sua esortazione è a “dare la nostra carne, la nostra vita”, “perché il Figlio di Dio prenda carne in noi e prenda carne nelle realtà in cui viviamo ogni giorno”.

 

Ad assistere in prima fila, l’équipe internazionale del Cammino Neocatecumenale: l’iniziatore Kiko Argüello, padre Mario Pezzi e Ascensión Romero. Fra i presenti anche i circa 800 sacerdoti provenienti dal Continente Americano, che in mattinata avevano ricevuto l’invio nella “Tenda della riunione”, a Porto San Giorgio, per partire, senza soldi, per annunciare il Vangelo in tutta l’Italia per quattro giorni. Oggi, fin dalle prime luci dell’alba, con uno zaino in spalla e il biglietto di andata e ritorno, hanno iniziato a dirigersi verso il luogo che gli è toccato nel sorteggio per la missione.  Torneranno poi nella località marchigiana, dopo aver partecipato all’udienza generale con il Papa, mercoledì prossimo, per proseguire il ritiro fino a domenica 28 giugno.

Invio
Invio   (© David Fernández Ráfales)

La Sofferenza degli Innocenti

Centrale nella prima parte dell’Opera sinfonica, composta da 5 movimenti, la voce che esprime il dolore della Madonna. Parole cantate nel quarto movimento “Spada” che ricorda proprio la spada che ha trafitto il cuore della Vergine, seguite dal canto “Maria, Madre di Dio” durante il quale i presenti si alzano in piedi unendosi al coro. “Espada, espada, bruñida para matar! (Spada, spada, affilata per uccidere)”: a cantare, poi, questa espressione tratta dal Libro del profeta Ezechiele, è lo stesso Kiko. 

Questa Opera sinfonica entra in qualche modo nell’anima, aiutando ciascuno a ripercorre i propri dolori a volte drammatici, nel corpo e nello spirito, i propri fallimenti, le umiliazioni, e la sofferenza non solo personale e familiare, che tante volte si sperimenta, ma anche quella vissuta da tanti innocenti in ogni latitudine ed epoca del mondo. L’Opera però ricorda che la sofferenza che tutti viviamo nella nostra esistenza, in modi differenti, non è l’ultima parola della nostra vita come esprime il quinto movimento, Resurrexit: ascoltare queste parole accompagnate da una musica così potente aiuta a sperimentare davvero che la Risurrezione di Cristo squarcia orizzonti di speranza oltre ogni immaginazione e può dare un senso e una gioia profonda anche già a partire dall’oggi della vita.

Kiko: la Vergine Maria e le piccole comunità cristiane

La Vergine Maria ha ispirato a Kiko quando aveva 20 anni: “Bisogna fare comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazareth. L’Altro è Cristo”, racconta lo stesso iniziatore del Cammino Neocatecumenale. “È stata Lei - ha detto Kiko ieri sera introducendo la musica - che ha visto la solitudine dell’uomo contemporaneo e ci ha mostrato la comunità come un luogo d’incontro e di salvezza”.

A seguire la seconda parte dell’Opera: El Mesías, che ritrae in musica e canto, tre episodi ed è dedicato ai tanti martiri di oggi. Il primo movimento, Akedà, fa riferimento alla figura di Isacco che secondo la tradizione ebraica chiede al padre Abramo di essere legato per non ribellarsi al sacrificio e renderlo vano. “Dobbiamo imparare a porgere il collo per essere sgozzati, che significa non resistere al male”, ricorda Kiko nell’introdurre questa parte dell’Opera. “Dio - ha sottolineato ancora - ha voluto riprodurre in noi l’immagine del suo Figlio crocifisso, perché siamo chiamati a questo: essere un agnello per soffrire, come il Messia. Solamente così noi realizzeremo la nostra missione nel mondo”.



“Noi cristiani - ha rimarcato - portiamo sempre nel nostro corpo il modo di morire di Cristo, perché siamo stati educati a stendere le mani sulla croce: nel matrimonio, nel lavoro, con i figli, con i nonni…con tutti. Portando sempre nel nostro corpo il morire di Gesù, perché si veda che in noi, Cristo è vivo”.

Opera sinfonica a Loreto
Opera sinfonica a Loreto   (© Tomasz Marynowski)

Cristo, "leone" per vincere si fece agnello per soffrire

Gli altri due movimenti sono Figlie di Gerusalemme e Il Messia, leone per vincere. Il primo fa riferimento alle parole di Cristo alle donne che lo seguono sulla Via Dolorosa, il secondo riprende le parole poetiche di Vittorino di Pettau, martire cristiano del IV secolo, che annuncia il Mistero di Cristo, “leone” per vincere, che si fa agnello per soffrire.

“Ho fatto un canto su questa frase - ha sottolineato Kiko - e ho aggiunto una frase di un confessore della fede che si chiama San Quodvultdeus, un vescovo di Cartagine del secolo V, che dice: “Salì sul legno per essere sposo, per morire. E lasciò il suo sangue come dote per la sua Sposa Vergine”. “Queste due espressioni - ha spiegato - le ho volute mettere in musica, perché vi voglio avvicinare alla cultura dei primi secoli, dei grandi cristiani, dei martiri, che sono molto importanti”. 

“Anche noi - ha evidenziato - siamo chiamati a morire e a mostrare questo amore: ‘Amatevi come io vi ho amato’. Cristo ci ha amato quando eravamo ‘nemici di Dio’ e vuole che ci amiamo in questa dimensione, perché Dio ci ha dato di poter partecipare della sua Vittoria sulla morte”.

L’Orchestra Sinfonica - in tutto presenti ieri 206 persone fra strumentisti e coristi -  è una compagnia formata da musicisti italiani, spagnoli e di altre nazionalità che mettono gratuitamente il loro talento al servizio dell’annuncio del Vangelo. A dirigerla è Tomáš Hanus, attualmente direttore della Filarmonica d’Islanda.

L'Equipe internazionale del Cammino Neocatecumenale
L'Equipe internazionale del Cammino Neocatecumenale   (© Tomasz Marynowski)

La sinfonia a Macerata

Domani, domenica 21 giugno, sarà il noto Sferisterio di Macerata ad accogliere questa stessa Opera sinfonica realizzata alla presenza di circa 2.500 persone per lo più provenienti dalle comunità del Cammino Neocatecumenale di Marche e Abbruzzo e organizzata, come anche questa di Loreto, dalla Fondazione Internazionale Matteo Ricci, gesuita e tra i “pionieri” dell’annuncio del Vangelo in Cina. È proprio l'evangelizzazione il cuore di tutta questa Opera sinfonica che vuole ricordare ad ogni battezzato la chiamata ad annunciare il Vangelo agli uomini e alle donne di oggi.

A partire non dalla potenza, ma dall’esperienza della sofferenza dei poveri nelle baracche di Madrid, Kiko sperimentò l’importanza della comunità cristiana e qui conobbe Carmen Hernández, assieme alla quale iniziò questa esperienza ecclesiale. Proprio il 2 giugno scorso, nella capitale spagnola, si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione di Carmen Hernández e, qualche giorno fa, il portitore, Carlos Metola, ha consegnato tutti gli Atti di questa fase diocesana al Dicastero delle Cause dei Santi dove avrà inizio la fase romana della Causa.

E, infine, a richiamare l’attenzione è il legame con il Concilio Vaticano II, i cui documenti costituiscono il perno del tripode: “Parola, Liturgia, Comunità”, che il Cammino Neocatecumenale propone alle piccole comunità cristiane nelle parrocchie. Ed è interessante notare che proprio a Loreto e ad Assisi, si recò in treno, qualche giorno prima dell’inizio del Concilio Vaticano II, san Giovanni XXIII per invocare la protezione della Vergine.

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20 giugno 2026, 11:16