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Migranti su un'imbarcazione di trafficanti, nel tentativo di attraversare il Canale della Manica Migranti su un'imbarcazione di trafficanti, nel tentativo di attraversare il Canale della Manica

Migranti, allarme dei vescovi inglesi sulla tratta della Manica

Istituire percorsi migratori sicuri per sottrarre i migranti ai trafficanti e offrire alternative a chi tenta di attraversare il Canale della Manica. È l'appello dei vescovi cattolici affidato al vescovo di Westminster McAleenan, delegato per i migranti e i rifugiati della Conferenza Episcopale, in risposta alle dichiarazioni del premier britannico. Intanto resta critica la situazione nel Canale dove una piccola imbarcazione ha preso fuoco, costringendo i migranti a gettarsi in mare per salvarsi

Bianca Tombini – Città del Vaticano

La Chiesa cattolica si batte da tempo per la creazione di percorsi migratori protetti, denunciando come gran parte delle rotte continui ad essere gestita dalle reti di trafficanti. Oltre 150 migranti sono stati tratti in salvo dopo che l’imbarcazione su cui viaggiavano, salpata ieri pomeriggio da un villaggio in Normandia, ha preso fuoco tra le acque territoriali francesi e britanniche. Grazie al soccorso delle autorità non sono state registrate vittime, ma non è raro che episodi di questo genere si verifichino e sono 14 finora le persone morte dall’inizio dell’anno nel tentativo di attraversare la Manica.

Servono percorsi sicuri

Dopo il discorso del primo ministro britannico Andy Burnham del 2 agosto scorso a Dover, i cui punti chiave vertevano sulla lotta ai trafficanti, la stretta sul controllo dei confini e la creazione di rotte sicure, i vescovi cattolici inglesi si sono espressi sull’emergenza della rotta migratoria, spiegando che pur accogliendo l’impegno del ministro per un’azione concreta contro il traffico di esseri umani, intensificare i controlli non è sufficiente poiché bisogna agire sul fronte della prevenzione. “Occorre sostenere le persone affinché possano prosperare nei loro Paesi d'origine - spiega monsignor Paul McAleenan, vescovo cattolico britannico, attualmente vescovo ausiliare della diocesi di Westminster e vescovo Titolare di Mercia - creare più percorsi sicuri per migranti e rifugiati e lavorare per eliminare la domanda di quei servizi che continuano a essere soddisfatti attraverso il lavoro in condizioni di schiavitù.”

Necessario collaborare per proteggere chi parte

McAleenan insiste su un punto fondamentale: è essenziale concentrarsi  sulla cooperazione tra i Paesi europei, perchè nessuno Stato può affrontare una tale situazione da solo. In conclusione il prelato rimette al centro chi si mette in viaggio e lancia un monito fondamentale: “Confido che il nostro nuovo governo prenda decisioni fondate sulla compassione, riconoscendo le circostanze spesso disperate che spingono le persone a migrare. Spero che i nostri leader evitino la tendenza a trattare con sospetto o ostilità chi fugge da conflitti e violenze, agendo invece con piena consapevolezza delle reali cause all’origine delle migrazioni”.

I numeri in crescita

Intanto, è salito ad oltre 2000 il bilancio delle persone che, secondo i dati del ministero dell’interno britannico, solo nelle ultime due settimane hanno attraversato illegalmente la Manica. Secondo il vescovo McAleenan le persone vulnerabili sono troppo spesso costrette, in mancanza di alternative sicure, ad affrontare il mare pagando migliaia di dollari ai trafficanti con la speranza di una vita migliore, viaggiando a bordo delle “small boats”, imbarcazioni di fortuna e spesso sovraccariche, estremamente pericolose e inadatte ad attraversare il canale. Le autorità marittime hanno dichiarato che il numero medio di persone a bordo è aumentato nel corso degli anni, passando dalle 26 del 2021 alle 65 dall'inizio dell'anno, condizione che rende ancora più pericoloso il tentativo di raggiungere l’Inghilterra attraverso la Manica.

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04 agosto 2026, 15:40