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In Pakistan si celebra l'11 agosto la Giornata nazionale delle minoranze In Pakistan si celebra l'11 agosto la Giornata nazionale delle minoranze

Pakistan, Giornata nazionale delle minoranze che chiedono armonia, rispetto e unità

Il ‘National Minorities Day’ viene ogni anno celebrato l’11 agosto, quest’anno la ricorrenza è stata preceduta da giorni di incontri interreligiosi, seminari e iniziative culturali. Le richieste dei gruppi minoritari sono sempre le stesse: riforme concrete, una maggiore rappresentanza politica e una protezione da violenze e discriminazioni

di Paolo Affatato

Non è più soltanto una giornata, ma vi è un’intera settimana per ricordare che le minoranze religiose sono parte integrante della storia e del futuro del Pakistan, nazione a larga maggioranza islamica. È questa la novità che accompagna nel 2026 il “National Minorities Day”, celebrato l’11 agosto nella nazione dell’Asia meridionale. Nel Punjab, la provincia di maggior peso storico e politico, il governo locale ha promosso per la prima volta una “Minority Week”, dal 7 all’11 agosto, con incontri interreligiosi, seminari, iniziative culturali. A Lahore, le celebrazioni hanno coinvolto esponenti cristiani, musulmani, sikh e indù, con l’obiettivo di promuovere armonia, rispetto e unità.

Uno degli eventi legati alla Giornata dell'11 agosto
Uno degli eventi legati alla Giornata dell'11 agosto

Le richieste delle comunità

Le cerimonie ufficiali rilanciano una domanda che le comunità minoritarie in Pakistan continuano a rivolgere alle istituzioni: come trasformare le dichiarazioni di uguaglianza in diritti effettivamente garantiti? Anche quest’anno, accanto agli appelli alla concordia e alla fraternità, cristiani e rappresentanti di altre minoranze chiedono riforme concrete, maggiore rappresentanza politica e protezione dalle violenze e dalle discriminazioni.

Le leggi sulla blasfemia

Particolare preoccupazione continua a suscitare l’abuso delle leggi sulla blasfemia, spesso accompagnato da accuse non verificate che possono provocare la violenza delle folle. Il 9 luglio scorso, a Karachi, città del Sindh, l’intervento tempestivo di leader musulmani e autorità civili ha evitato il linciaggio di una famiglia cristiana accusata falsamente di aver profanato il Corano: l’episodio mostra, insieme, la gravità del rischio ma anche il valore decisivo del dialogo interreligioso.

La ricorrenza dell’11 agosto

L’11 agosto, come giornata per ribadire i pieni diritti delle minoranze religiose, non è una data scelta a caso. Nel 1947, pochi giorni prima della nascita del Pakistan, Muhammad Ali Jinnah, il fondatore di “una patria per i musulmani dell’India”, pronunciò davanti all’Assemblea costituente un discorso destinato a diventare il riferimento ideale della Giornata. «Siete liberi di andare nei vostri templi, siete liberi di andare nelle vostre moschee o in qualsiasi altro luogo di culto», disse, aggiungendo che per i cittadini del neonato Pakistan l’appartenenza religiosa non avrebbe determinato il rapporto con lo Stato. “Era l’idea di un Pakistan in cui la cittadinanza prevaleva sulle appartenenze religiose; era l’approccio per cui cristiani, indù, sikh e membri delle altre minoranze avevano pari dignità e potevano contribuire alla costruzione del Paese”, ricorda ai media vaticani padre Qaisar Feroz, portavoce dei vescovi cattolici pakistani. “Nel corso dei decenni, tuttavia – rileva – quella visione ha dovuto confrontarsi con l’affermarsi di correnti integraliste, con discriminazioni sociali e con norme che hanno reso vulnerabili le comunità non musulmane”.

Il ruolo di Shahbaz Bhatti

In tale contesto assunse un significato particolare l’iniziativa del politico cattolico Shahbaz Bhatti, dal 2008 ministro federale per gli Affari delle minoranze. Bhatti lavorò perché l’11 agosto diventasse una giornata nazionale dedicata al riconoscimento delle minoranze non musulmane. La proposta venne accolta nel 2009 e la speciale Giornata nacque portando in sé una duplice memoria: quella del discorso di Jinnah e quella di uomini e donne pakistani non musulmani che hanno partecipato alla costruzione del Paese. Per Bhatti non si trattava soltanto di una battaglia politica: la difesa della libertà religiosa e della dignità umana era inseparabile dalla sua fede. A causa del suo impegno per i cristiani perseguitati, anche nei casi legati alle accuse di blasfemia, il 2 marzo 2011 fu assassinato a Islamabad all’età di 42 anni.

Shahbaz Bhatti
Shahbaz Bhatti

La sua eredità

La sua figura politica si è ben presto impressa nella mente di molti come quella di un uomo che si è speso per la convivenza e la Chiesa cattolica ha riconosciuto nel suo impegno una testimonianza cristiana vissuta fino al dono della vita. Con questo spirito i Vescovi pakistani hanno concordato sull’avvio della causa di beatificazione di Shahbaz Bhatti e la diocesi di Islamabad-Rawalpindi ha inoltrato la richiesta al Dicastero vaticano per le cause dei santi, che sta esaminando il caso al fine di concedere il nihil obstat.

“L’11 agosto 2026 in Pakistan è un’occasione per ricordare che la libertà religiosa è la conseguenza della dignità di ogni persona, creata da Dio e chiamata a vivere nella fraternità”, rileva padre Feroz. A tal proposito, l’eredità di Shahbaz Bhatti, ideatore della Giornata, interroga ancora il Pakistan: non basta celebrare le minoranze, occorre proteggerne la vita, la libertà e la dignità.

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11 agosto 2026, 12:35