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Argentina: preghiera interreligiosa per la vita

I rappresentati di tutte le religioni uniti nella preghiera a pochi giorni dal voto del Parlamento sulla legalizzazione dell’aborto

Marco Guerra - Città del Vaticano

Una preghiera interreligiosa per promuovere la cultura della vita, in vista della seduta del Parlamento argentino del 13 giugno, durante la quale si discuterà la proposta di legge sulla depenalizzazione dell'interruzione volontaria di gravidanza. È quanto avvenuto ieri, giovedì 7 giugno, nella sede della Conferenza episcopale argentina in concomitanza con la giornata di digiuno e preghiera indetta dalla Chiesa argentina.

“Questa chiamata - ha detto all’inizio della preghiera mons. Oscar Ojea, presidente della Conferenza episcopale argentina, citato dall’Agenzia Sir  - ci impegna tutti. L’amore per la vita accresce il nostro impegno affinché le condizioni di vita siano degne”, ha aggiunto prima di accendere un cero come segno di unità e fraternità.

La preghiera comune

Sempre secondo quanto riferito dal Sir, alla preghiera hanno partecipato rappresentanti di organizzazioni ecumeniche, cattolici, ortodossi, evangelici, ebrei, musulmani, culti indigeni e afro. “Ci uniamo nel ringraziamento per la vita di tutti gli argentini delle passate, presenti e future generazioni - si legge nel messaggio divulgato - convinti del valore di ogni vita. Ci assumiamo la responsabilità congiunta di difenderla, invocando la protezione di Dio, fonte di ogni ragione e giustizia, come indicato nel preambolo della Costituzione nazionale”.

Uniti per custodia della vita

Affermando l'unità di intenti nei confronti della custodia della vita, "dono prezioso e tuttavia fragile, minacciato da diversi tipi di dipendenze, povertà ed emarginazioni, e varie forme di violenza (...) in particolare l’aborto”, la dichiarazione dei rappresentanti delle diverse religioni fa inoltre riferimento al diritto della libertà religiosa e all’obiezione di coscienza.

Preghiera per i politici che dovranno votare la legge

Dallo scorso 13 maggio fino alla Solennità del Corpus Domini di domenica 3 giugno, la Conferenza episcopale argentina ha invitato i fedeli ad un periodo di “preghiera incessante” e, in particolare, per aiutare coloro che avranno la responsabilità di prendere una decisione in ambito legislativo. I vescovi hanno inoltre espresso la loro adesione alle marce in difesa della vita organizzate in tutto il Paese, auspicando che ciascuna di quelle manifestazioni sia un’opportunità per testimoniare con rispetto e democraticamente l’amore per la vita.

Parlamento spaccato

Attualmente in Argentina l’aborto è illegale tranne in caso di stupro o se la vita della donna è in pericolo. Nonostante il voto del Parlamento del 13 giugno arriverà dopo mesi di discussioni in aula, il risultato appare ancora incerto: 112 deputati hanno annunciato che voteranno a favore, mentre 115 si dicono contrari. A decidere saranno i 29 parlamentari considerati tra gli indecisi. Il presidente argentino Mauricio Macri, pur dichiarandosi contrario, ha affermato che non porrà il veto se la legge verrà approvata.

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08 giugno 2018, 19:59