RD Congo, oltre 220 morti per una frana nella miniera di Rubaya
Valerio Palombaro - Città del Vaticano
È di oltre 200 morti, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, il bilancio delle vittime di una frana che ha fatto crollare diverse miniere nel grande sito di estrazione di coltan di Rubaya, nelle aree della regione del Kivu controllate dai ribelli dell’M23. Il portavoce del governatore della provincia del Nord Kivu nominato dai ribelli, Lumumba Kambere Muyisa, ha spiegato che il crollo si è verificato mercoledì a causa delle forti piogge e molte vittime rimangono sepolte nel fango per cui il bilancio dei morti sta emergendo solo ora e potrebbe aumentare.
Anche bambini tra le vittime
«Per ora si contano più di 200 morti, alcuni dei quali sono ancora sepolti nel fango e non sono stati ancora recuperati», ha detto Muyisa, aggiungendo che molte altre persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in tre strutture sanitarie di Rubaya, mentre oggi le ambulanze dovranno trasferire i feriti a Goma, la più grande città vicina, che si trova a circa 50 chilometri a nord-ovest. Tra i morti di Rubaya, oltre ai minatori, anche bambini, a loro volta impiegati nelle cave, e donne attive nei mercati. Alcune persone sono state salvate appena in tempo e hanno riportato gravi ferite. Un consigliere del governatore citato dalla stampa locale ha dichiarato che il numero delle vittime confermate è di almeno 227.
Coltan e tantalio
Il governatore nominato dai ribelli ha sospeso l’attività mineraria e ha ordinato il trasferimento dei residenti che avevano costruito rifugi vicino alla miniera. Da Rubaya viene prodotto circa il 15 per cento del coltan a livello mondiale, che viene trasformato in tantalio, un metallo resistente al calore molto richiesto dai produttori di telefoni cellulari, computer, componenti aerospaziali e turbine a gas. Il sito, dove la gente del posto scava manualmente per pochi soldi, è sotto il controllo del gruppo ribelle M23 dal maggio del 2024. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, da quando hanno conquistato Rubaya, i miliziani dell'M23 hanno imposto tasse sul commercio e sul trasporto del coltan, generando almeno 800.000 di dollari al mese.
La crisi senza fine nell'est congolese
La regione del Kivu è da tempo teatro di conflitti, che hanno causato milioni di sfollati. Tra il gennaio e il febbraio 2025 i ribelli dell’M25, accusati da più parti di essere sostenuti dal Rwanda, hanno conquistato rapidamente le città di Goma e Bukavu, rispettivamente capoluoghi del Nord e del Sud Kivu, spingendosi nelle ultime settimane più a sud fino a minacciare la località di Uvira. La crisi nell’est congolese, nel corso degli anni, ha provocato 8 milioni di sfollati, mentre le tensioni delle ultime settimane hanno fatto fuggire oltre 200.000 persone da Uvira verso il vicino Burundi. Nonostante l’accordo mediato dagli Stati Unti tra i governi della Repubblica Democratica del Congo e del Rwanda, i combattimenti continuano in diversi punti della linea del fronte provocando anche nuove vittime civili. Diverse organizzazioni per i diritti umani denunciano da tempo le condizioni estremamente precarie delle miniere artigianali nell’est della Repubblica Democratica del Congo, e questa tragedia riporta al centro dell’attenzione il costo umano pagato per la lotta per il controllo del territorio e per l’estrazione delle risorse strategiche necessarie alla transizione energetica e digitale.
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