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Il musicista ungherese Vásáry Tamás Il musicista ungherese Vásáry Tamás 

La scomparsa di Tamás Vásáry

Si è spento a Budapest un pianista e direttore d’orchestra di grande talento, grande testimone di quella leggendaria scuola pianistica ungherese che ha segnato il XX secolo. La notizia della sua morte, avvenuta il 5 febbraio 2026 all'età di 92 anni, arriva con qualche giorno di ritardo ma non lascia indifferente il mondo della musica

Marco Di Battista - Città del Vaticano

Nato a Debrecen nel 1933, Tamás Vásáry - morto a Budapest il 5 febbraio scorso a 93 anni - ha incarnato il concetto di "enfant prodige" nel senso più puro del termine. Debuttò a soli otto anni sotto la guida di Ernő Dohnányi, una figura che rappresentava il legame diretto con la tradizione di Ferenc Liszt. La sua ascesa fu rapida: a 14 anni vinse il primo premio al concorso Liszt di Budapest, ma la sua traiettoria fu bruscamente deviata dalla Storia con la "S" maiuscola. L’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 lo spinse all'esilio, portandolo prima in Svizzera e poi a Londra. Questo strappo, seppur doloroso, permise al mondo di scoprire un talento che la cortina di ferro rischiava di soffocare. Lo aspettava una carriera lunga e significativa: la sua capacità è stata di unire il rigore tecnico a un’innata sensibilità poetica.

L'Aristocratico di Chopin e Liszt

Se si dovesse sintetizzare l’importanza di Vásáry in una parola, questa sarebbe "aristocrazia". Le sue interpretazioni di Chopin e Liszt sono ancora oggi considerate pietre di paragone. In un’epoca in cui il virtuosismo rischiava di diventare sterile atletismo, Vásáry restituiva alla musica una chiarezza cristallina e un’eleganza priva di manierismi. Le sue incisioni dei notturni e dei concerti di Chopin restano tra le più ammirate per la capacità di far "cantare" lo strumento senza mai cedere al sentimentalismo gratuito. Per Vásáry, il pianoforte non era uno strumento a percussione, ma un’estensione della voce umana da una parte e del pensiero filosofico dall’altra.

Dal pianoforte al podio: Una metamorfosi naturale

Negli anni '70, la sua carriera ha vissuto una felice evoluzione verso la direzione d'orchestra. Non si è trattato di un capriccio senile, ma di un’espansione del suo orizzonte musicale. Come direttore, ha guidato istituzioni prestigiose come: La Northern Sinfonia (di cui fu Direttore Artistico), La Bournemouth Sinfonietta, L’Orchestra Sinfonica della Radio Ungherese, che ha diretto come Direttore Principale dal 1993 al 2004 e che ha plasmato con mano ferma e amorevole. Il suo approccio sul podio rifletteva la sua natura di solista: un’attenzione maniacale al fraseggio e una capacità di far dialogare le diverse sezioni dell’orchestra come se fossero le dita di una mano sapiente.

Il valore dell'uomo e del divulgatore

Al di là dei meriti artistici, Vásáry è stato una figura di straordinaria statura intellettuale e spirituale. Considerava la musica come un ponte verso l'infinito, una disciplina che richiedeva non solo studio, ma un costante perfezionamento dell'anima. La sua scomparsa lascia un vuoto non solo nelle sale da concerto, ma anche nell'ambito della didattica e della divulgazione, dove ha sempre cercato di trasmettere ai giovani il rispetto per il testo scritto e la libertà dell'ispirazione. Lascia una eredità discografica significativa e da riscoprire per comprendere come il rigore della scuola dell'Est sia confluita perfettamente nella libertà espressiva del solista internazionale

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11 febbraio 2026, 15:12