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Migranti rwandesi Migranti rwandesi  (AFP or licensors)

Migranti, continua a dividere l’accordo tra Kigali e Londra

Il Rwanda ricorre alla Corte di arbitrato dell’Aja pretendendo i soldi promessi dal Regno Unito per un programma di rimpatri definito dal premier inglese Starmer un "disastro". Intanto, secondo i dati diffusi da Frontex, nel 2025 gli ingressi non regolari nell’Unione europea sono diminuiti del 26%, scendendo a quasi 178.000 persone

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Circa 240 milioni di sterline già versati, altri due pagamenti da 50 milioni di sterline in programma per gli anni finanziari 2025-26 e 2026-27. Sono alcuni dei termini del controverso accordo tra Regno Unito e Rwanda negoziato nel 2022 dall’ex capo del governo britannico, il conservatore Boris Johnson, per trasferire nel Paese africano gruppi di migranti arrivati illegalmente attraverso il Canale della Manica ed espulsi da Londra: l’intesa, definita troppo costosa ed inefficace, era poi stata abbandonata dall’attuale primo ministro laburista Keir Starmer, appena entrato in carica nel luglio di due anni dopo. Adesso Kigali, per vie giuridiche, reclama la tranche mancante di finanziamenti, quelli inizialmente previsti per la primavera scorsa e per la prossima.

Il testo dell'accordo

Le autorità rwandesi hanno infatti citato in giudizio il Regno Unito per aver sospeso i pagamenti previsti da quell’accordo. "Non avevamo altra scelta", ha dichiarato il capo consigliere tecnico del ministero della Giustizia, Michael Butera, spiegando la decisione di ricorrere alla Permanent court of arbitration (Pca) - un foro per la risoluzione delle controversie internazionali tra Stati con sede all’Aja - e accusando la Gran Bretagna di aver violato gli accordi finanziari al riguardo. Il testo siglato quasi quattro anni fa prevedeva il trasferimento in Rwanda, a bordo di voli speciali, di una parte dei migranti giunti nel Regno Unito, in cambio di corrispettivi destinati a sostenere le politiche di accoglienza e l’economia rwandese. Nell’ambito del partenariato, il Regno Unito aveva accettato anche di reinsediare un piccolo numero di profughi vulnerabili che erano già ospitati nel Paese africano.

Londra: "Uno spreco di soldi"

"Difenderemo con fermezza la nostra posizione al fine di proteggere i contribuenti britannici", è stata la risposta dell’ufficio del primo ministro Starmer: il programma "è stato un completo disastro", uno "spreco" di soldi dei cittadini "per rimpatriare solo quattro volontari", ha dichiarato un portavoce di Downing Street ai giornalisti. Nel contesto del conflitto in corso nell’est della Repubblica Democratica del Congo - nel quale il Rwanda del presidente Paul Kagame, al potere da oltre 25 anni, è accusato anche da diversi rapporti dell’Onu di appoggiare i ribelli M23 in guerra contro l’esercito di Kinshasa, mentre Kigali respinge ogni addebito – nel 2025 il Regno Unito ha sospeso la maggior parte dei propri aiuti finanziari al Rwanda. Negli anni l’accordo tra Londra e Kigali era stato oggetto di una serie di contestazioni, che denunciavano violazioni alle convenzioni internazionali e al principio di non refoulement (non respingimento) a tutela del diritto di asilo, oltre che di battute d’arresto giudiziarie: nel novembre 2023 una sentenza della Corte Suprema britannica lo aveva già giudicato illegale secondo i principi della legislazione internazionale. Per ora la Pca non ha indicato come e quando sarà trattata l’istanza presentata all’Aja.

I dati Frontex

Mentre secondo i dati dell’ultimo monitoraggio diffusi da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, nel 2025 gli ingressi non regolari nell’Unione europea sono diminuiti del 26%, scendendo a quasi 178.000, i tentativi rilevati in uscita verso il Regno Unito attraverso la Manica risultano essere oltre 40.000. A rivelarlo un gruppo di associazioni che monitorano i viaggi lungo il Canale, secondo cui gli arrivi sono stati esattamente 41.472, il secondo dato annuale più alto di sempre, con un aumento del 13%rispetto al 2024 e del 41% rispetto al 2023, ma comunque inferiore del 9% rispetto al record del 2022. Il bilancio è rimasto però drammatico: almeno 36 persone sono morte tentando la traversata, tra cui una bambina di otto anni e la madre, morte tragicamente a maggio.

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03 febbraio 2026, 14:13