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Coloni israeliani armati in un insediamento nella città di Hebron Coloni israeliani armati in un insediamento nella città di Hebron

Ue, le misure israeliane in Palestina incompatibili con il diritto internazionale

Nota congiunta dell’Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e i commissari per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi e per il Mediterraneo, sull’approvazione di misure che consentono una vasta espansione degli insediamenti in Cisgiordania. A Gaza nuovi attacchi dell’Idf nonostante il cessate-il-fuoco

Vatican News

«Le nuove misure approvate dal gabinetto di sicurezza israeliano per la Cisgiordania sono controproducenti e incompatibili con il diritto internazionale. Rischiano di minare gli sforzi internazionali in corso volti alla stabilizzazione e al progresso degli sforzi di pace nella regione». Lo hanno dichiarato oggi, mercoledì 11 febbraio, in una nota congiunta l’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas,  e i commissari per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Hadja Lahbib, e per il  Mediterraneo, Dubravka Suica, in riferimento all’approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di misure che consentono una vasta espansione degli insediamenti in Cisgiordania, nello Stato di Palestina. 

In pericolo i civili

Ricordando l’impegno dell’Unione Europea per il raggiungimento della «soluzione dei due Stati, con lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo, sovrano e vitale che vivano fianco a fianco in pace, sicurezza e reciproco riconoscimento», sono state esortate «tutte le parti ad astenersi da misure unilaterali che aumentano le tensioni e compromettono ulteriormente le possibilità di una soluzione negoziata». Intanto a Gaza proseguono da parte di Israele «attacchi aerei, bombardamenti, colpi di artiglieria, fuoco navale e sparatorie nelle ultime 24 ore». Lo ha detto ieri il portavoce del segretario generale dell’Onu, Stephane Dujarric, che ha sottolineato che tali attacchi «in aree residenziali»,  «mettono in pericolo i civili e si aggiungono alle immense sofferenze che i palestinesi hanno sopportato negli ultimi ventotto mesi». 

Giornalisti nel mirino

Tra gli ultimi morti registrati, due palestinesi in bicicletta, uccisi ieri da un attacco israeliano con un drone nella parte orientale di Deir al-Balah, secondo quanto dichiarato da funzionari dell’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, inoltre, le forze israeliane hanno continuato a prendere di mira sistematicamente i giornalisti palestinesi, così come rilevato a gennaio. Solo nell’ultimo mese, infatti, sono tre i giornalisti palestinesi uccisi a Gaza, mentre sono stati documentati sei episodi di sparatorie dirette contro giornalisti, insieme a otto casi di minacce armate potenzialmente letali. Nel frattempo diversi media locali hanno riferito che le forze armate israeliane starebbero elaborando piani per una nuova offensiva su larga scala nella Striscia di Gaza con l’obiettivo di disarmare con la forza Hamas, ritenendo improbabile che l’organizzazione consegni le armi volontariamente.  

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11 febbraio 2026, 13:49