Iran, Trump: vogliono trattare, ma Teheran smentisce
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Nelle ultime ore Israele e Stati Uniti hanno colpito ancora Teheran, dove si registrano una ventina di vittime, l’aeroporto di Kermanshah, nell’ovest del Paese, e Minab, dove si conterebbero almeno 160 morti. Prosegue anche la risposta iraniana su Israele con esplosioni avvertite a Gerusalemme est, Tel Aviv e Haifa, e sui Paesi del Golfo: fumo è stato avvistato sulla sede dell’ambasciata americana a Kuwait City, lanci di razzi a Erbil, nel Kurdistan iracheno, ma anche sui siti americani in Bahrein dove c’è un morto, a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Un drone iraniano è arrivato anche sulla base britannica di Akrotiri sull’isola di Cipro.
L’allargamento del conflitto al Libano
A preoccupare ora, però, è l’allargamento del conflitto al Libano dove, avvertono le forze di difesa israeliane, le operazioni potrebbero durare alcuni giorni: Hezbollah nella notte ha lanciato razzi e droni contro Israele, non accadeva dal novembre 2024. Immediata la risposta, con l’ordine di evacuazione da parte delle forze di difesa israeliane, di almeno 53 villaggi nel sud del Libano mentre sono iniziate le operazioni nei sobborghi di Beirut, roccaforte della milizia sciita da sempre alleata con l’Iran. Il governo libanese del presidente Aoun, intanto, ha convocato una riunione d’emergenza: nel Paese si contano già almeno 31 morti e 149 feriti.
Gli Usa: il conflitto durerà almeno 4 settimane
E almeno quattro settimane durerà l’operazione contro Teheran secondo il presidente Usa Trump che ha detto di essere stato contattato dall’Iran evidentemente per trattare; ipotesi poi smentita dal massimo responsabile della sicurezza iraniana attualmente in carica, Ali Larijani che ha dichiarato: “Non negozieremo con gli Stati Uniti”. In Iran, come annunciato ieri, la nomina della nuova Guida Suprema dovrebbe arrivare entro uno-due giorni.
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