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Crisi energetica a Cuba Crisi energetica a Cuba   (AFP or licensors)

Cuba, dall’Onu un piano di emergenza per la carenza di carburante

Le Nazioni Unite hanno presentato un piano da 94,1 milioni di dollari per Cuba che include il monitoraggio del combustibile. L’obiettivo è consentire importazioni energetiche a scopo umanitario, mitigando il blocco petrolifero imposto a gennaio dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L’iniziativa, spiegano fonti Onu, mira a mantenere attivi i servizi essenziali in un contesto in cui i cubani subiscono interruzioni di corrente di oltre 20 ore al giorno

Cecilia Seppia - Città del Vaticano

Per sopperire ai bisogni della popolazione cubana piagata dal blocco del petrolio, da continui black-out, dai danni provocati dal passaggio dell’uragano Melissa, le Nazioni Unite hanno presentato un piano di emergenza da 94,1 milioni di dollari, che include ovviamente il monitoraggio del combustibile. L’obiettivo è consentire importazioni energetiche a scopo umanitario, mitigando lo stop alle importazioni imposto a gennaio dal presidente statunitense, Donald Trump. 

Vite umane a rischio

Il coordinatore dell’Onu sull’isola caraibica, Francisco Pichón, ha spiegato ieri sera che l'iniziativa mira a mantenere attivi i servizi essenziali. “Se la situazione attuale continua e si esauriscono le riserve di combustibile del Paese, temiamo un rapido deterioramento, e la perdita di vite umane”, ha dichiarato. Sono iniziate così le trattative con Washington per trovare un accordo tramite un modello di tracciabilità. “La fattibilità e l'attuazione di questo piano d'azione dipendono ovviamente da soluzioni in materia di combustibile", ha precisato Pichón. Ma il progetto amplia la risposta anche ai danni provocati dal recente uragano Melissa, in un contesto drammatico in cui i cubani subiscono interruzioni di corrente di oltre venti ore al giorno per il rigido razionamento imposto dal governo e si trovano a fare i conti anche con una rete elettrica fatiscente e pericolosa che, anche nelle poche ore quotidiane di erogazione, non funziona a dovere. 

Sistema sanitario al collasso

Sempre ieri il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha definito la situazione sanitaria sull’isola "profondamente preoccupante", richiamando la comunità internazionale al buon senso. Secondo quanto riferito dall’Oms, gli ospedali cubani hanno avuto difficoltà a mantenere operativi i servizi di pronto soccorso e terapia intensiva: nell’ultimo mese sono stati rinviati migliaia di interventi chirurgici, mentre pazienti oncologici e donne in procinto di partorire sono stati esposti a rischi per la mancanza di energia elettrica necessaria al funzionamento delle apparecchiature mediche e alla catena del freddo per i vaccini. 

Sette black-out generali in un anno

Cuba ha subito sette blackout generali dalla fine del 2024, di cui due la settimana scorsa, a causa del deterioramento delle centrali elettriche e della scarsità di combustibile. La crisi si è aggravata dopo che il presidente Trump ha imposto di fatto un blocco petrolifero all'Isola a gennaio minacciando di imporre dazi a qualsiasi Paese che fornisca petrolio all’Avana. Nessuna petroliera è più approdata a Cuba dal 9 gennaio. “I colloqui con Washington sono ancora nella fase iniziale”, ha dichiarato il presidente cubano Miguel Díaz-Canel.

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26 marzo 2026, 15:18