Missili Iraniani lanciati su Israele e Paesi del Golfo Missili Iraniani lanciati su Israele e Paesi del Golfo  (AFP or licensors)

Medio Oriente, Trump proroga di 10 giorni lo stop ai raid contro i siti energetici iraniani

Su richiesta del governo di Teheran, gli Stati Uniti hanno prolungato di 10 giorni lo stop ai raid contro le infrastrutture energetiche iraniane. Lo ha annunciato ieri Donald Trump con un post su Truth. Continua ad aumentare tuttavia il numero di quanti stanno perdendo la vita nel conflitto, tra i civili in Iran e Libano. Su questo tema l’Onu terrà oggi una riunione a porte chiuse

Silvia Giovanrosa - Città del Vaticano

Il 6 aprile alle 20:00, ore della Costa Orientale, sarà il termine ultimo concesso dall'amministrazione Usa alla Repubblica Islamica dell'Iran per rispondere alla proposta di negoziato in 15 punti presentata da Donald Trump e porre fine alla guerra in Medio Oriente, giunta al suo 30° giorno. Il capo della Casa Bianca incalza così il governo di Teheran, spingendolo a negoziare prima che sia troppo tardi. Non accettare le trattative, che a detta del presidente Usa procedono “molto bene”, porterebbe a sferrare un attacco finale, compresa l'invasione di terra dell'isola petrolifera di Kharg, tanto che Teheran starebbe già minando l'area.

La risposta dell'Iran

Sebbene il presidente Trump abbia sottolineato che le trattative in corso stiano avendo esito positivo, Teheran ha specificato, come fatto già in precedenza, di non essere impegnato in colloqui con Washington. Inoltre, ha rincarato il governo iraniano, se gli Stati Uniti daranno seguito alla minaccia di distruggere le infrastrutture energetiche, vi sarà una risposta con attacchi contro impianti energetici nella regione del Golfo. Di fatto, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver sotto tiro siti militari ed energetici in Israele e negli Stati del Golfo, che ospitano basi militari statunitensi, sui quali è pronto a sferrare un'ulteriore ondata di attacchi con missili e droni. Nella mattinata di oggi il principale porto commerciale del Kuwait è stato preso di mira da un attacco di droni, come annunciato dalle autorità portuali. Il raid ha causato danni materiali ma nessuna vittima. I sistemi di difesa aerea sono stati attivati anche in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Le autorità di Qatar e Bahrein hanno invitato la popolazione a restare al riparo, segnalando un livello di minaccia elevato.

Gli attacchi sulle infrastrutture civili

Continua intanto a crescere il bilancio delle vittime civili. Almeno sei persone sono morte in un attacco aereo contro tre abitazioni nella città iraniana di Qom e Urumqa, nelle prime ore di oggi, mentre diverse sono ancora sotto le macerie dove continuano a lavorare i soccorritori della Mezzaluna Rossa. E proprio gli attacchi contro i civili saranno oggetto della riunione odierna dell'Onu che si terrà a porte chiuse. L'incontro è stato convocato su richiesta della Russia.

Lo stretto di Hormuz

Attualmente uno dei nodi irrisolti rimane quello legato al passaggio nello Stretto di Hormuz. Per garantire la riapertura completa del canale di navigazione dal quale dipende circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, è giunto oggi in Francia per il secondo giorno del vertice del G7, durante il quale dovrebbe sollecitare i suoi omologhi a contribuire alla riapertura dello Stretto. L'annuncio della proroga dello stop agli attacchi statunitensi sui siti energetici iraniani, ha dato sollievo al prezzo degli idrocarburi che negli ultimi giorni avevano subito un'impennata sconvolgendo i mercati finanziari mondiali.

Il fronte libanese

Israele continua l'invasione di terra a sud del Libano, dove sono stati colpiti edifici civili e si registrano almeno 5 morti 19 feriti e diverse persone sotto le macerie. Hezbollah continua a rispondere con lanci di razzi, ieri le sirene hanno continuato a risuonare in tutto il nord del Paese. E tra le condizioni poste da Teheran per una tregua in vista della fine della guerra c'è proprio la cessazione dell'attacco israeliano in Libano dove il bilancio totale delle vittime è di 1116 persone e quello dei feriti a 3229. Oltre 136.000 gli sfollati.

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27 marzo 2026, 09:20