Medio Oriente, Trump vuole la fine della guerra entro sei settimane
Roberta Barbi e Silvia Giovanrosa
È stallo sulla possibilità di aprire trattative per porre fine alla guerra in Medio Oriente su cui pesa il diniego dell'Iran nell'accettare il piano statunitense in 15 punti e l'imposizione di alcune condizioni: la fine degli attacchi su tutti i fronti, garanzie per il futuro, il pagamento dei danni causa dalla guerra e la riconosciuta sovranità sullo Stretto di Hormuz. Il presidente Usa Trump, stando al Wall Street Journal, vorrebbe invece, che la guerra finisse entro quattro o sei settimane al massimo. Intanto Israele, secondo il New York Times, starebbe intensificando le operazioni per paura che la guerra finisca troppo presto.
Un'operazione sotterranea
Condizioni inaccettabili per Washington che però, secondo indiscrezioni di stampa, starebbe lavorando con i mediatori turchi e pakistani per organizzare colloqui, mentre a una cena Trump ha dichiarato che “i negoziatori iraniani hanno paura di essere uccisi da Teheran”. Secondo indiscrezioni di stampa, inoltre, il presidente Usa in privato avrebbe affermato di non voler prolungare il conflitto, ma avrebbe esortato anzi a rispettare una tempistica di quattro, massimo sei settimane.
La posizione di Israele
Un'ipotesi, quella di un imminente avvio di trattative, che sarebbe confermata dal New York Times secondo il quale Israele avrebbe intenzione di intensificare ulteriormente le operazioni nelle prossime 48 ore, nel timore che il conflitto finisca prima di aver raggiunto tutti gli obiettivi di guerra che si è posto, ossia la distruzione dell'industria bellica iraniana.
L'Iran non si arrende
Sul terreno, nella notte, ha lanciato un'offensiva su vasta scala che ha colpito anche la città centrale di Isfahan; i Pasdaran hanno risposto con lanci di missili e droni anche su Giordania, Bahrein e Kuwait, e soprattutto, nelle ultime ore, sugli Emirati: ad Abu Dhabi si registrano due morti e tre feriti. Infine, secondo quanto riportato dalla Cnn, l'Iran si starebbe preparando all'invasione di terra sull'isola di Kharg, minando tutta la zona circostante.
Il fronte Libanese
Non si arrestano le ostilità al confine tra Israele ed il Libano. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di voler ampliare la zona cuscinetto aperta lungo la Linea Blu, per garantire sicurezza ai territori israeliani ed impedire qualsiasi infiltrazione via terra verso la Galilea e il confine settentrionale. Nella notte di oggi, giovedì 26 marzo, 5 persone sono morte ed altre 19 sono rimaste ferite nell'attacco condotto dalle idf contro una località del distretto di Nabatieh. Contemporaneamente Hezbollah ha risposto con decine di operazioni su postazioni militari e insediamenti nel nord di Israele, inclusi attacchi con razzi e droni, nonché colpi contro carri armati. Il gruppo sciita ha lanciato razzi anche su Tel Aviv ed il centro di Israele. Dall'inizio della guerra, i morti nel paese dei cedri sono 1094, di questi almeno 121 sono bambini.
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