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Il ponte Qasmiyeh sul fiume Litani in Libano, colpito dai raid israeliani (Ansa) Il ponte Qasmiyeh sul fiume Litani in Libano, colpito dai raid israeliani (Ansa)   (ANSA)

Libano, ancora bombe Idf sul sud. Distrutti ponti sul fiume Litani

Una serie di pesanti bombardamenti israeliani ha distrutto diversi ponti sul fiume Litani, nel sud del Libano. Un'operazione per preparare l'invasione di terra, ha detto il presidente libanese Aoun. Intanto ancora raid dell'Idf sul sud e razzi Hezbollah verso Israele. Per la prima volta, un missile iraniano raggiunge il territorio del Paese dei cedri

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

L’esercito israeliano ha distrutto ieri una serie di ponti sul fiume Litani, nel sud del Libano. Tra quelli colpiti, l’Al-Qassam e il Qasmiyeh (quest’ultimo ha un’importanza strategica significativa perché collega Tiro e Sidone al resto del Paese), e stamattina quello di Jisr Qa’qayah. Secondo l’Idf tali infrastrutture sarebbero usate da Hezbollah per inviare rinforzi militari nella zona meridionale e l’attacco — ha dichiarato il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz — avrebbe lo scopo di impedirlo, per evitare che il gruppo filo-iraniano continui a ricevere forniture per i lanci di missili verso Israele.

Aoun: Israele prepara l'invasione via terra su larga scala

Alcuni analisti, invece, evidenziano come questi ponti verrebbero usati ogni giorno dalla popolazione, e tale mossa avrebbe dunque l’obiettivo di isolare gli abitanti di queste zone dal resto del Paese, preludio di un’invasione di terra su larga scala. Una tesi sostenuta anche dal presidente, Joseph Aoun, che ha poi definito i raid "una pericolosa escalation e una flagrante violazione della sovranità del Libano"; e che sembra corroborata dall’annuncio del capo di Stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir: "L’operazione contro Hezbollah è appena iniziata, sarà un’operazione di lunga durata".

Ancora pesanti raid dell'Idf 

Intanto, i raid israeliani delle ultime ore hanno causato la morte di sei persone nelle città di Sultaniyeh e Marjeyoun, oltre che nei distretti di Tiro e Nabatiye, riporta l’agenzia Nna, citando il ministero della Salute libanese.

Hezbollah: domenica 63 operazioni militari contro Israele

Hezbollah, per parte sua, ha rivendicato 63 operazioni militari contro Israele nella sola giornata di domenica, con l’impiego di razzi, droni e sistemi d’artiglieria contro obiettivi in territorio israeliano e nello stesso sud del Libano.

Un missile balistico iraniano sul Paese dei cedri

Inoltre, un missile balistico lanciato dall’Iran contro il nord di Israele poco dopo le 22 di ieri avrebbe colpito il territorio libanese. Da quanto risulta, si tratterebbe del primo ordigno di questo tipo a cadere sul Libano durante la guerra attuale. Lo scrive «The Times of Israel», citando "valutazioni militari", anche se — secondo la medesima fonte — non è chiaro se Teheran stesse prendendo di mira le truppe Idf dislocate nel sud del Paese dei cedri o un obiettivo in Israele.

Il bilancio delle vittime

Complessivamente, secondo dati delle autorità di Beirut, il bilancio delle vittime della guerra tra Hezbollah e Israele, scoppiata il 2 marzo, è salito a 1.029. Anche il numero dei feriti è aumentato, raggiungendo quota 2.786.

Il premier libanese Nawaf: tutte le armi in mano allo Stato

In questo contesto, l’esecutivo libanese ha fatto sapere che non intende rinunciare alla decisione di limitare le armi all’autorità dello Stato, mentre continua a lavorare per aprire negoziati diretti volti a raggiungere un nuovo cessate-il-fuoco e il ritiro israeliano dal territorio. È quanto ha affermato il premier, Nawaf Salam, in un’intervista all’emittente saudita Al Hadath.

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23 marzo 2026, 13:45