Slovenia, vittoria di misura per il partito del premier uscente
Valerio Palombaro - Città del Vaticano
Il partito Svoboda del premier uscente, Robert Golob, che negli ultimi quattro anni ha governato in coalizione con i Socialdemocratici e il partito La Sinistra, ha vinto di stretta misura le elezioni parlamentari di ieri in Slovenia. Il partito di Golob ha ottenuto il 28,6 per cento dei consensi, poco più del Partito democratico sloveno (SdS) di Janez Janša fermatosi al 27,9 per cento.
Negoziati difficili
Con l’Sds fermatosi al secondo posto, Janša ha escluso ogni tentativo di formare un governo insieme ad altri partiti sottolineando che a Lubiana serve stabilità e che questa non può essere garantita da una coalizione. Le alleanze con gli altri partiti saranno invece ricercate da Golob, che ha espresso fiducia nel fatto che il suo partito formerà il prossimo governo pur riconoscendo che lo attendono «negoziati difficili». L’ago della bilancia dovrebbero essere i partiti minori: la coalizione di centro-destra tra Nuova Slovenia-Democratici-cristiani (Nsi), Partito popolare sloveno (Sls)e Fokus, terza con il 9,3 per cento; i Socialdemocratici e i Democratici appaiati al 6,7 per cento; la coalizione La Sinistra e Vesna, che entra in Parlamento avendo ottenuto il 5,5 per cento dei voti come pure il Movimento civico.
Calo dei consensi
La battuta d’arresto di Janša, su cui sembra aver inciso l’accusa emersa nelle ultime settimane di campagna elettorale di aver usato una società privata israeliana di intelligence per screditare l’attuale primo ministro, non può far trascurare che il partito di Golob ha registrato un netto calo rispetto alle ultime elezioni: i 29 seggi ottenuti nel nuovo Parlamento di Lubiana sono molti meno rispetto ai 41 guadagnati nel 2022. Fondamentali saranno i negoziati con le forze politiche che, esclusi i 28 deputati dell’Sds, andranno ad occupare i 33 seggi rimanenti. I democratici dell’ex delfino di Janša, Anže Logar, hanno già escluso una collaborazione con una coalizione di centro sinistra, ma Golob potrebbe tentare altre carte per formare un’alleanza in grado di governare per i prossimi quattro anni.
Le divisioni nella società
Il leader dell'opposizione, l'ex premier Janša, ha intanto denunciato irregolarità nel processo di voto annunciando un ricorso. La sessione costitutiva del Parlamento è fissata per l'11 aprile e la presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, dovrebbe nominare un candidato premier entro 30 giorni. A Lubiana esiste il rischio di un'impasse politico e la società appare piuttosto divisa. Il governo guidato da Golob, negli ultimi quattro anni, ha portato avanti un'agenda divisiva su alcune tematiche. Tra le altre misure ha abolito lo status di organizzazione socialmente utile alla Chiesa cattolica ed alla Conferenza episcopale slovena. Il tentativo di introduzione di una legge sul suicidio assistito è stato inoltre respinto dai cittadini sloveni tramite un referendum nel novembre del 2025.
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