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Ucraina, le cliniche mobili che sfidano bombe e neve per curare i malati al fronte

L’associazione di ispirazione cattolica “Dignitas Ukraine”, fondata dal giovane francese Paul Vazeux e sostenuta dalla Elemosineria Apostolica e da Caritas Francia, fornisce assistenza medica e psicologica mensile a circa 2 mila pazienti disabili e anziani, in una cinquantina di villaggi delle zone rurali di Karkhiv e Sumy. Nei giorni scorsi un drone russo ha colpito uno dei loro veicoli. I volontari vanno avanti nella missione: "Siamo pieni di gioia di servire Gesù nei poveri"

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

La macchina blu con impressa la Stella della Vita avanza tra le strade dissestate e devastate dalle bombe. Il manto spesso della neve affatica le ruote, il fragore dei missili fa trasalire. Un drone è caduto addosso pure ad uno dei loro veicoli sabato scorso. Nessun ferito, fortunatamente, ma gravi danni alla vettura. Volontari, medici e infermieri della organizzazione benefica cattolica Dignitas Ukraine, nonostante tutto, vanno avanti. Sfidano dalle prime ore del mattino fino a sera gelo, rischi e paura; lo fanno per quegli oltre 2 mila vecchietti, malati e disabili dei villaggi nelle campagne isolate di Kharkiv e Sumy, troppo poveri o debilitati per fuggire da queste zone nella parte nord-orientale del Paese gravemente colpite dalla guerra d’invasione. Li assistono da mesi con cure e medicinali, con una buona dose di vicinanza e conforto o con progetti psicologici mirati (ad esempio, un programma di ippoterapia per bambini traumatizzati) arrivando fino a 50 km dalla linea del fronte o, a volte, anche 10. La loro missione è questa sin dall’inizio, sin da quando, cioè, il giovane project manager strasburghese Paul Vezaux, insieme a Lilia Bukhalova, ucraina di Kharkiv, hanno avuto “l’ispirazione” – loro raccontano nata nella preghiera – di fare qualcosa per le vittime di questo conflitto senza fine.

Ascolta la testimonianza di Paul Vezaux
Visite ad anziani e malati nelle campagne di Kharkiv e Sumy
Visite ad anziani e malati nelle campagne di Kharkiv e Sumy

La nascita del progetto

Ex seminarista del Redemptoris mater, un’esperienza tra i trappisti e la licenza canonica in filosofia e teologia con una tesi su Nazionalismo e Comunismo russo, Paul era in contatto, a inizio guerra, con alcuni sacerdoti del Cammino Neocatecumenale a Kyiv. “Mi dicevano: ‘Non abbiamo niente da mangiare, ci porti qualcosa da Strasburgo?’”, racconta al telefono con i media vaticani. All’epoca, il ragazzo aveva avviato un piccolo progetto, Bici del Cuore, che, sostenuto da Caritas Alsazia, trasportava in bicicletta cibo e beni di prima necessità per i più poveri. Con pochi mezzi “artigianali” ma “tanto cuore” è stato subito organizzato un primo convoglio di cibo diretto nella capitale ucraina. “Poi un secondo, un terzo, un quarto…”. Alla fine in Ucraina ci è andato Paul stesso e lì spiega di essersi “innamorato di questo popolo”. Ha deciso quindi di trasferirsi. Da quella scintilla nell’agosto 2024 è nata Dignitas Ukraine, associazione medica professionale che riceve il supporto di Dignitas Alsace e del Comitato di Assistenza Medica dell’Ucraina. L’iniziativa è stata subito “benedetta” dal nunzio apostolico Visvaldas Kulbokas e dal vescovo di Kharkiv, Pavlo Hončaruk. Proprio lui ha scelto il nome: “Il riferimento è a Dignitas infinita”, il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede sulla dignità della persona umana pubblicato nell’aprile 2024.

La mappa dei villaggi visitati dalle cliniche mobili di Dignitas Ukraine
La mappa dei villaggi visitati dalle cliniche mobili di Dignitas Ukraine

Nelle zone rese inaccessibili dalla guerra

Il nunzio Kulbokas ha favorito invece i contatti con la Santa Sede e presentato la richiesta per un finanziamento. Che prontamente è arrivato dalla Elemosineria Apostolica-Dicastero per la Carità dal quale ogni anno viene fornito un sostegno economico. I bilanci sono tutti pubblici con un’accurata rendicontazione delle spese: da benzina e manutenzione del veicolo all’equipaggiamento medico; dai power bank agli elmetti e le pettorine antiproiettile. Insomma, tutto quello che serve per far funzionare questo progetto destinato agli abitanti di zone geograficamente già isolate e rese quasi inaccessibili dalla guerra. Una mappa diffusa da Dignitas Ukraine segna in verde i villaggi visitati: circa cinquanta quelli delle aree rurali non occupate nella regione di Kharkiv e 30 nell’oblast di Sumy. Poi anche 22 centri per sfollati interni nelle stesse zone.

Paul Vezaux, fondatore di Dignitas Ukraine
Paul Vezaux, fondatore di Dignitas Ukraine

In mezzo ai vulnerabili

“Anche prima della guerra, in Ucraina esisteva un profondo divario tra le zone rurali povere e le città più ricche e moderne”, racconta Vezaux. La guerra ha acuito questa disparità economica e sociale e i bombardamenti quotidiani hanno danneggiato infrastrutture, scuole, ospedali, negozi, reti energetiche e i collegamenti di trasporto. “Senza mezzi di trasporto o risorse economiche, le persone vulnerabili dei villaggi vicino alla linea del fronte sono private dell’accesso alle cure mediche e vivono in una situazione umanitaria critica”. Perciò, “le nostre cliniche mobili si rivolgono principalmente a questa popolazione rurale vulnerabile”.

Attacchi in Ucraina
Attacchi in Ucraina

Attaccati da un drone

Una prima ambulanza ha dato il via alla missione negli oblast di Kharkiv; in un anno Dignitas Ukraine si è espansa e ora conta di una base logistica: una ex scuola, con un magazzino in cui sono conservati i farmaci (soprattutto antipertensivi, antibiotici, insulina) e altri tre veicoli tra ambulanze e automobili 4x4. “I volontari vengono da Francia, Usa, Gran Bretagna, i conducenti sono ucraini. A bordo c’è sempre un medico e un infermiere”, racconta Paul Vezaux. Una di queste cliniche su quattro ruote sabato 14 marzo si stava recando in un villaggio al confine quando un drone FPV russo è piombato sulla vettura. “Il volontario non si è fatto nulla, la macchina è stata gravemente danneggiata”.

"Continuiamo!"

Un brutto spavento, ma la missione va avanti, assicura il fondatore di Dignitas Ukraine: “Siamo coscienti che facciamo mettiamo a rischio la nostra vita, ma non disperiamo… Anzi, siamo pieni di gioia, di servire Gesù nei poveri, di essere suoi operai. Perciò, continuiamo”.

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Photogallery

La missione di Dignitas Ukraine nei villaggi di Kharkiv e Sumy vicini al fronte
22 marzo 2026, 15:00