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Bambine afghane partecipano a una lezione durante l'inizio del nuovo anno scolastico, in una tenda nella scuola del distretto di Fayzabad Bambine afghane partecipano a una lezione durante l'inizio del nuovo anno scolastico, in una tenda nella scuola del distretto di Fayzabad  (AFP or licensors)

Le donne di Kabul, un podcast dedicato alla crisi in Afghanistan

La crisi in corso tra Afghanistan e Pakistan, aggiunta alla guerra in Iran, sta costringendo oltre 200.000 profughi afghani a tornare in patria. Chi paga il prezzo più caro di questi rimpatri sono le donne. Che, col regime dei talebani, stanno scomparendo da ogni spazio pubblico

Vatican News

Sono 160.000 gli afghani rientrati dal Pakistan nell’ultimo anno. Oltre 110.000 sono rientrati invece dall’Iran. È questo il prezzo da pagare in un’Asia meridionale sempre più frammentata e infiammata non solo dal conflitto in Iran, bensì anche da quello tra Afghanistan e Pakistan. E a pagare il prezzo più alto dei rimpatri sono le donne. Che, in Afghanistan, non possono frequentare la scuola secondaria e l’università. Secondo l’Unesco, sono 1,4 milioni le studentesse escluse dall’istruzione dopo il ritorno al potere dei talebani. Ma le donne non possono neanche lavorare nella maggior parte dei settori, non possono viaggiare senza un accompagnatore maschile, sono scomparse dallo spazio pubblico e dai media.

La puntata del podcast Off the Radar “Le donne di Kabul” racconta due realtà che cercano d'invertire questa tendenza. Lima Samar è una giornalista afghana, lavora a Zan TV, una delle poche emittenti nate per dare voce e per rivolgersi proprio alle donne. Wazir Khan Isakhail è un giovane attivista afghano per il diritto all’istruzione, soprattutto delle bambine. Nel 2022 ha fondato la ONG Today Child Organization. Perché per molti di questi bambini, soprattutto per le ragazze, poter imparare a leggere e scrivere significa avere una speranza per il futuro. Ed è forse proprio qui che si capisce davvero questa crisi: in questa forma di lotta ostinata per non far spegnere una scuola, una televisione, un’idea di domani.

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01 aprile 2026, 11:50