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A Cape Canaveral, Florida, è tutto pronto per il lancio di Artemis II A Cape Canaveral, Florida, è tutto pronto per il lancio di Artemis II

Artemis II riporta l’uomo verso la Luna. Preden: “Missione storica"

Dalla collaborazione internazionale alle nuove tecnologie, fino agli obiettivi scientifici sul polo sud lunare: l’ingegnere dell’Agenzia spaziale europea Antonio Preden racconta le sfide e le ambizioni del programma Artemis II a poche ore dal volo che porterà gli astronauti vicino alla luna

Stefano Leszczynski e Michele Raviart - Città del Vaticano

Il ritorno dell’uomo verso la Luna non è solo una sfida tecnologica, ma un cambio di paradigma nell’esplorazione spaziale. A sottolinearlo è Antonio Preden, ingegnere dell’Agenzia Spaziale Europea, intervenuto alla Radio Vaticana alla vigilia della missione Artemi II.

L'uomo mai così lontano nello spazio

Più di cinquant’anni dopo la fine del programma Apollo e l’ultimo volo con equipaggio verso la Luna, una nuova generazione di astronauti è pronta a partire. La missione Artemis II, prevista dal NASA, dovrebbe decollare dal Kennedy Space Center nella notte italiana, segnando l’inizio di una nuova epopea lunare. A bordo ci saranno gli astronauti americani Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme al canadese Jeremy Hansen. Per circa dieci giorni, l’equipaggio volerà fino alla Luna per orbitarle attorno senza atterrare, in una missione che richiama lo storico precedente di Apollo 8. Se tutto procederà secondo i piani, stabiliranno anche un nuovo record, allontanandosi dalla Terra più di qualsiasi essere umano prima.

Una missione internazionale

“È una missione molto importante”, spiega Preden, ricordando come Artemis punti a riportare l’uomo sulla Luna “per un’esplorazione più stabile e di più ampio respiro” rispetto alle missioni Apollo. Dopo il volo di test senza equipaggio del 2022, Artemis II rappresenta un passaggio cruciale verso il ritorno sulla superficie lunare. Si tratta di un evento che non ha precedenti recenti. “È la prima volta dagli anni ’70 che esseri umani voleranno così lontano”, evidenzia l’ingegnere, sottolineando anche come la traiettoria porterà l’equipaggio oltre le distanze raggiunte durante Apollo. Uno degli elementi più innovativi del programma è la dimensione internazionale. Artemis, infatti, non è più una missione esclusivamente americana. “La NASA è leader, ma l’Europa è partner”, spiega Preden. L’ESA fornisce il modulo di servizio, un componente essenziale per la navicella Orion: “È la prima volta che l’Europa realizza un elemento così critico per una missione NASA con astronauti”.

Obiettivi scientifici ambiziosi

Dal punto di vista tecnologico, i progressi sono evidenti, ma è soprattutto l’approccio alla sicurezza ad essere cambiato radicalmente. “Oggi si vola solo quando ci sono tutte le garanzie”, afferma Preden. La priorità assoluta resta il rientro sicuro degli astronauti, in netto contrasto con il contesto della Guerra Fredda in cui nacquero le missioni Apollo. Guardando al futuro, Artemis punta a obiettivi scientifici ambiziosi. Le missioni successive prevedono l’allunaggio e l’esplorazione di aree mai visitate, in particolare il polo sud lunare. “Alcune sonde hanno rilevato la presenza di acqua sotto forma di ghiaccio”, spiega l’ingegnere, evidenziando il potenziale di questa scoperta sia per la ricerca scientifica sia per eventuali basi permanenti. Non solo: anche la faccia nascosta della Luna e i crateri più antichi rappresentano una miniera di informazioni. “Potremmo recuperare materiali antichissimi e capire meglio la formazione del sistema solare”, aggiunge.

Tornare sulla luna

Nel medio termine, l’obiettivo è ancora più ambizioso: riportare astronauti sulla superficie lunare entro il 2028 e avviare la costruzione di una base stabile, passo intermedio fondamentale verso missioni umane su Marte. Un progetto che si inserisce anche nelle priorità politiche statunitensi, già rilanciate durante l’amministrazione di Donald Trump. Intanto, al centro di controllo NASA di Houston, i team europei sono già operativi. “Siamo qui per monitorare e intervenire rapidamente in caso di necessità”, racconta Preden. Il conto alla rovescia è iniziato, ma resta la variabile imprevisti: condizioni meteo, aspetti tecnici e sicurezza potrebbero ancora rinviare il lancio. La speranza, però, è condivisa: che Artemis segni davvero l’inizio di una nuova era dell’esplorazione umana nello spazio.

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01 aprile 2026, 17:07