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Un'area residenziale di Odessa colpita da un raid russo il 13 febbraio 2026 - foto archivio Un'area residenziale di Odessa colpita da un raid russo il 13 febbraio 2026 - foto archivio  (ANSA)

Ucraina, tre morti a Odessa. Nel Mar d'Azov due vittime per un attacco di Kyiv su un cargo russo

Prosegue senza sosta la guerra in Ucraina. Un attacco russo ha colpito la città portuale di Odessa sul Mar Nero, mentre Kyiv ha attaccato un cargo di Mosca nel Mar d'Azov. Ieri il presidente ucraino Zelensky, accompagnato dal ministro degli Esteri turco Fidan, ha incontrato a Damasco il leader siriano Al-Sharaa

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Almeno tre morti, tra cui un bambino, in un attacco russo di questa notte sulla città portuale ucraina di Odessa: lo ha riferito il capo dell'amministrazione militare del luogo, Sergiy Lysak, su Telegram, parlando di danni registrati nei quartieri Kyiv e Primorsky della città sul Mar Nero. Altre 10 persone, invece, sono rimaste ferite. 

L'attacco di Kyiv su un cargo russo

Due persone sono invece decedute in un attacco di droni ucraini contro una nave mercantile russa che trasportava grano, affondata nel Mar d'Azov. Lo ha riferito all'agenzia Tass un portavoce dei servizi di emergenza della regione di Kherson, precisando che l'imbarcazione Volga-Balr è affondata a circa 480 chilometri a nord di Kerch con 11 persone a bordo. Oltre alle due vittime, le altre nove persone sono riuscite ad abbandonare la nave e sono state ritrovate sulla costa della regione di Kherson. I primi a soccorrere i marinai sono stati gli abitanti del luogo, che li hanno accolti e assistiti fino all'arrivo dei servizi di emergenza. Le difese aeree ucraine hanno poi comunicato di aver distrutto 114 droni lanciati dalla Russia nel corso di un attacco notturno. 

Messi in sicurezza 41 minatori nel Donetsk dopo raid ucraino

Nel frattempo, sono stati messi in sicurezza 41 minatori della miniera Belorechenskaya, nel Donetsk, bloccati sottoterra da un bombardamento ucraino che ha provocato un blackout. Lo ha riferito il vice primo ministro della Repubblica popolare di Lugansk, Yuri Govtvin, citato da Interfax. I dipendenti "sono stati portati a un'altezza sicura e siamo rimasti in comunicazione con loro", ha detto. "Abbiamo intenzione di ripristinare l'alimentazione elettrica questo pomeriggio. Dopo questo, potremo riportare tutti i minatori in superficie", ha assicurato Govtvin.

Truppe russe attaccano Chernihiv

A seguito di un attacco delle truppe russe nella regione di Chernihiv, un'importante infrastruttura energetica è stata danneggiata, lasciando 340.000 utenze senza elettricità. La notizia è stata diffusa da Jsc ChernihivOblenergo su Telegram, secondo quanto riportato da Ukrinform.

A Damasco incontro tra Zelensky e Al-Sharaa

Sul fronte della cooperazione regionale, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, accompagnato dal ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha incontrato a Damasco, in Siria, il suo omologo, Ahmad Al‑Sharaa. Zelensky ha affermato che nel vertice con Al-Sharaa si è “concordato di collaborare per garantire maggiore sicurezza e opportunità di sviluppo alle nostre società", discutendo "della situazione nella regione e delle prospettive per un miglioramento". Infine, i due leader hanno anche "affrontato la questione della guerra della Russia contro l'Ucraina. C'è grande interesse per lo scambio di esperienze in materia di difesa e sicurezza", ha affermato Zelensky.

Tensione con l'Ungheria per un presunto sabotaggio contro un gasdotto

Cresce la tensione, infine, tra Kyiv e Budapest. Il governo ungherese ha accusato l'Ucraina di preparare un sabotaggio contro il gasdotto che trasporta gas russo verso l'Ungheria attraverso la Serbia, dopo il ritrovamento di esplosivi nei pressi dell'infrastruttura. Il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, ha parlato di un "tentativo di attentato terroristico", sostenendo che rientrerebbe in una serie di azioni volte a interrompere le forniture energetiche russe verso l'Europa. Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha riferito del ritrovamento di due pacchi di esplosivo nel nord della Serbia, vicino al confine ungherese, nelle vicinanze del gasdotto Balkan Stream, estensione del TurkStream, che rifornisce entrambi i Paesi di gas naturale russo. Ma da Kyiv hanno "respinto categoricamente ogni tentativo di collegare falsamente l’Ucraina all’incidente relativo agli esplosivi rinvenuti nei pressi del gasdotto TurkStream in Serbia.", ha dichiarato sui social il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Heorhiil Tykhnyi, aggiungendo che "l’Ucraina non ha nulla a che vedere con tutto ciò" e che "si tratta molto probabilmente di un’operazione sotto falsa bandiera russa, nell’ambito della massiccia interferenza di Mosca nelle elezioni ungheresi”. Il Cremlino, dal canto suo, ha ribaltato le accuse.

 

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06 aprile 2026, 12:07