Al via la visita di Trump in Cina, attesa per l'incontro con Xi
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Gli occhi del mondo sono puntati sull’incontro di domani a Pechino fra Trump e Xi Jinping, che potrebbe essere fondamentale anche per la risoluzione della guerra in Iran: il presidente statunitense, alla vigilia della partenza, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha annunciato che in volo avrebbe pensato a un’eventuale “linea rossa” che avrebbe posto fine al cessate il fuoco, per poi ribadire che la vittoria degli Stati Uniti sull’esercito iraniano è stata “schiacciante” e sottolineare che “il blocco dei porti iraniani è stato efficace al 100%”. Infine, l’affondo ai media Usa: quelli che dicono che l’Iran sta vincendo sono stati definiti traditori dal presidente Trump.
Il confronto con Pechino
Sull’esito del conflitto, Trump è apparso come al solito ottimista: “Vinceremo in un modo o nell’altro – ha dichiarato - non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina”, come in precedenza aveva dichiarato di non aver bisogno neppure della Nato, sebbene il presidente si sia detto contento del suo viaggio a Pechino, che ha definito “straordinario”. Con la Cina c’è accordo sul non consentire che nessun Paese possa imporre alcun pedaggio al passaggio nello Stretto di Hormuz, come concordato in una telefonata avvenuta nel mese di aprile tra il segretario di Stato Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi. Intanto Pechino ha fatto pressione sul Pakistan affinché intensifichi i propri sforzi di mediazione.
L’Iran si rifiuta di trattare
Da parte sua, Teheran ha ribadito che non tornerà a sedersi al tavolo negoziale, finché non saranno soddisfatte le cinque condizioni che ha posto: la fine del conflitto in Libano, la rimozione delle sanzioni, lo sblocco dei fondi congelati, il risarcimento dei danni di guerra e il riconoscimento del proprio diritto di sovranità sullo Stretto di Hormuz.
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