Diplomazia ancora in stallo tra Usa e Iran. Trump valuta nuove azioni militari
Marco Guerra – Città del Vaticano
E’ sempre più marcata l’insofferenza del presidente Donald Trump rispetto alle posizioni iraniane emerse nella risposta al piano di pace americano. La risposta di Teheran nei giorni scorsi è stata definita “totalmente inaccettabile” dall’inquilino della Casa Bianca che nelle scorse ore avrebbe incontrato i vertici delle forze armate Usa per valutare varie linee strategiche tra cui la ripresa delle operazioni militari, per costringere l’Iran a tornare al tavolo delle trattative.
Gli Usa senza sostegno degli alleati
Prima di questo incontro, parlando ai giornalisti il presidente americano ha detto che ancora possibile giungere ad una soluzione diplomatica, ha accusato l’Iran di cambiare spesso idea e ha detto che il cessate il fuoco è appeso ad un filo. Trump valuta inoltre di rilanciare l’operazione Project Freedom per prendere il pieno controllo lo stretto di Hormuz ma resta il mancato sostegno di tutti gli alleati, sia occidentali che regionali, che non intendono partecipare prima della cessazione delle ostilità. Anche l’Arabia Saudita, la scorsa settimana, ha informato Washington che non avrebbe permesso di far decollare aerei statunitensi dalla base aerea Prince Sultan né di sorvolare lo spazio aereo saudita per supportare l’iniziativa.
Ancora raid sul Libano
La tensione resta in Libano, dove è di almeno sei morti e sette feriti il bilancio di un raid israeliano nel sud del Paese. Oggi, nelle prime ore del mattino, le forze armate israeliane hanno diffuso un ordine di evacuazione immediata per gli abitanti della cittadina di Sohmor, nella Valle della Bekaa. Nel mirino di Israele restano le postazioni di Hezbollah. Nonostante il cessate il fuoco sia teoricamente entrato in vigore lo scorso 17 aprile e negoziati diretti tra Israele e Libano, il Ministero della Salute libanese ha aggiornato ieri il computo totale delle vittime a 2.869 dall'inizio delle ostilità.
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