Libano, l'Onu esprime preoccupazione per gli attacchi israeliani: 3.324 morti dal 2 marzo
Vatican News
Oggi le Nazioni Unite hanno denunciato l'intensificarsi degli attacchi israeliani in Libano, esprimendo particolare allarme per i raid condotti nel sud di Beirut e nelle aree meridionali dove opera la missione Unifil. In effetti, i dati restituiti dal ministero della Salute libanese sono tragici: dal 2 marzo, ossia da quando è di nuovo esplosa la tensione tra Israele ed Hezbollah, il numero delle vittime degli attacchi israeliani ha raggiunto quota 3.324 e i feriti sono saliti a 10.027.
Proseguono gli scontri sul terreno
Una situazione che non accenna a mutare neanche dopo che, lo scorso 16 maggio, le parti hanno prorogato per 45 giorni la tregua. Dopo aver emesso nuovi ordini di evacuazione, l'esercito israeliano ha condotto una serie di raid nel Libano meridionale, in particolare nelle aree di Tiro e Nabatieh, provocando almeno quattro morti e diversi feriti. Due persone sono state uccise a Tayr Debba in un attacco contro una motocicletta. Un agente della polizia municipale è morto ad Abba. Un altro raid ha colpito un centro del Comitato Islamico per la Salute a Maaroub causando una vittima. Nelle stesse ore Hezbollah ha rivendicato 19 attacchi contro le forze israeliane nel Libano del sud, affermando di aver impiegato razzi, artiglieria e droni in diverse località lungo il fronte. Sul piano diplomatico, una delegazione libanese guidata dall'inviato Simon Karam ha incontrato a Washington funzionari politici e militari statunitensi per coordinare la posizione di Beirut. Oggi è previsto al Pentagono un incontro tra delegazioni militari libanesi e israeliane, in vista di un quarto round di colloqui tra i due Paesi atteso all'inizio di giugno nella capitale americana.
In cerca di spiragli tra Iran e Usa
Sul fronte regionale, proseguono nel frattempo i contatti tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare. Il presidente, Donald Trump, ha affermato che qualsiasi intesa dipenderà dal raggiungimento di un accordo «vantaggioso» per Washington, mentre il vicepresidente J.D. Vance ha parlato di progressi nei negoziati, pur riconoscendo la permanenza di questioni irrisolte. Da Teheran, il segretario del Consiglio strategico per le relazioni estere Jalal Dehghani Firouzabadi ha indicato la Cina come possibile garante di un'intesa e ha ribadito l'importanza strategica dello Stretto di Hormuz. Ieri sera gli Stati Uniti, attraverso il segretario al Tesoor, hanno annunciato nuove sanzioni contro il settore petrolifero iraniano.
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