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Un bombardamento israeliano e statunitense su Teheran nel marzo 2026 (Reuters) Un bombardamento israeliano e statunitense su Teheran nel marzo 2026 (Reuters) 

Teheran: 30 giorni per negoziare l'accordo. Trump: possibile ripresa delle ostilità

La nuova proposta di accordo presentata dall'Iran ai mediatori pakistani prevede 30 giorni per negoziare la fine definitiva delle ostilità. Il presidente Usa Trump ha fatto sapere di non averla ancora esaminata, ma che comunque "difficilmente sarà accettabile". Si muove ancora la diplomazia: il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha avuto colloqui telefonici con il premier del Qatar Al Thani e il ministro degli Esteri italiano Tajani

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Lo spettro della guerra torna ad aleggiare sui cieli dell’Iran. La nuova proposta formulata dalle autorità di Teheran è stata consegnata poche ore fa ai mediatori pakistani, ma dalla Casa Bianca sono già arrivati segnali verso un raffreddamento di eventuali entusiasmi. La "esaminerò a breve”, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, attraverso il social Truth, “ma non riesco a immaginare che possa risultare accettabile".

Trump: possibile una ripresa degli attacchi

"Non riesco a immaginare sia accettabile, dal momento che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni", ha aggiunto, minacciando poi – secondo quanto riporta Bloomberg – “la possibilità” che gli attacchi riprendano. Una prospettiva drammatica, che trova conferme però anche sulla sponda iraniana. "È probabile una nuova guerra tra Iran e Stati Uniti", ha dichiarato Mohammad Jafar Asadi, vice comandante di Khatam al-Anbiya, il comando operativo centrale delle forze armate iraniane, assicurando che il Paese è pronto a fronteggiare qualsiasi mossa ostile con "misure sorprendenti". La Repubblica Islamica starebbe anche riducendo da giorni la produzione di petrolio per scongiurare una crisi degli stoccaggi su cui puntano gli Usa con il blocco dei suoi porti.

Teheran: un mese per negoziare lo stop definitivo alle ostilità

Il piano presentato da Teheran, articolato in 14 punti, prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano. Lo riferiscono ad Axios due fonti informate, secondo cui solo dopo l'eventuale raggiungimento di questa prima intesa verrebbe avviata una seconda fase di negoziati, della durata di un ulteriore mese, con l'obiettivo di arrivare a un accordo sul programma nucleare.

Gli altri punti della proposta iraniana

Mentre Washington aveva suggerito un cessate-il-fuoco di due mesi, Teheran punta a risolvere tutto entro 30 giorni e insiste per una fine completa del conflitto, piuttosto che una tregua temporanea. La proposta iraniana - secondo Tasnim - include garanzie di sicurezza contro futuri attacchi, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine, la revoca delle restrizioni navali, lo sblocco dei fondi iraniani congelati, risarcimenti, la rimozione delle sanzioni e la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, oltre a nuove regole per lo Stretto di Hormuz.

Il legame tra Teheran e Hezbollah

I colloqui di pace, però, “dipendono anche dalla tregua in Libano, ha dichiarato Ali Nikzad, vicepresidente del Parlamento iraniano, all'emittente televisiva libanese Al-Manar. "Il fronte iraniano e il fronte del Libano meridionale sono un'unica entità”, ha aggiunto: "Hezbollah è l'anima dell'Iran, e l'Iran è l'anima di Hezbollah".

Il colloquio tra Araghchi e il premier del Qatar

Nonostante la tensione sempre più accesa, la diplomazia prova a continuare a tessere la propria tela. Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha parlato ieri al telefono con il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi: nel corso della conversazione il rappresentante di Doha è stato aggiornato sullo stato dei negoziati in corso con gli Stati Uniti, secondo quanto riporta Al Jazeera. Nel colloquio, Al Thani ha ribadito il pieno sostegno del Qatar agli sforzi di mediazione per una fine pacifica della guerra, sottolineando che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è "essenziale" e deve essere ripristinata "il prima possibile".

Tajani ad Araghchi: il nucleare iraniano è una linea rossa

Araghchi ha sentito anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani. Questi ha poi scritto su X di aver sottolineato “la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali, evidenziando la necessità di evitare un'ulteriore escalation e di intensificare gli sforzi per un accordo sul cessate-il-fuoco e la riapertura di Hormuz anche per scongiurare conseguenze negative sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità in Africa". Inoltre, il titolare della Farnesina ha fatto sapere di aver anche ''ribadito chiaramente che per l'Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa, con il rischio concreto di innescare una pericolosa corsa agli armamenti nucleari nella regione''.

In Iran eseguita un’altra condanna a morte

In Iran, intanto, eseguita l’ennesima condanna a morte. Giustiziato un uomo ritenuto coinvolto nell'uccisione di un agente di sicurezza nel 2022 durante le proteste scoppiate in tutto il Paese dopo la morte di Mahsa Amini in custodia della polizia. Lo riporta l'agenzia giudiziaria Mizan, precisando che la sentenza era stata confermata dalla Corte Suprema alla fine del 2025.
 

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03 maggio 2026, 12:44